Cheddira: "Il Marocco può vincere il Mondiale. Siamo più forti del 2022. E sul mio futuro..."
L'attaccante guarda la sua nazionale da casa dopo due stagioni difficili in Serie A. Ma non smette di sognare
L'attaccante guarda la sua nazionale da casa dopo due stagioni difficili in Serie A. Ma non smette di sognare
Dal nostro inviato Roberto Maida 17 giugno - 17:22 - KANSAS CITY English versionQuattro anni fa era in Qatar a vivere un sogno: si svegliò insieme a tutti i marocchini in semifinale, quando la Francia ristabilì le gerarchie. Oggi Walid Cheddira è in vacanza: ha perso la chance di giocare il secondo Mondiale perché nelle ultime stagioni in Serie A ha faticato a trovare spazio. Ma continua a tifare Marocco, lui che è nato e cresciuto a Loreto senza mai dimenticare le origini della famiglia.
VIDEO: Mondiale, per i tifosi raggiungere lo stadio è un’odissea: "Si approfittano di chi ama il calcio"In fondo è questa la vostra forza: anche se abitate lontano da casa, vi sentite tutti profondamente marocchini.
"Corretto. E basta incontrarsi nei raduni della nazionale per sentire subito familiarità anche con gli sconosciuti. Tanti di noi crescono in Europa. Ma quando la patria chiama, è sempre un onore".
Questo è un altro elemento importante: quasi tutti i calciatori frequentano campionati importanti.
"Sì. E va dato merito alla federazione di aver svolto un ottimo lavoro di scouting per trovare i talenti. L’ultimo lo avete visto, Bouaddi: è stato naturalizzato da poco ma avrebbe potuto anche giocare per la Francia. Evidentemente anche il progetto tecnico è diventato attrattivo".
Bouaddi, un 2007, è ancora raggiungibile per le squadre italiane?
"Penso che il Lilla abbia fissato un prezzo molto alto. Sarà difficile per i club italiani competere con le potenze economiche europee".
Il Marocco può vincere il Mondiale? Perché no? Non ci manca niente
Walid CheddiraIntanto avete fermato il Brasile e nemmeno siete così soddisfatti.
"Capisci come si è ribaltata la percezione? Un tempo avremmo creduto impossibile ottenere certi risultati. Oggi invece possiamo storcere il naso davanti a un pareggio contro una delle grandi storiche".
Domanda secca: dopo il quarto posto di Doha e la palpitante Coppa d’Africa, il Marocco può vincere il Mondiale?
"Sono sincero e rispondo: perché no? Non ci manca davvero niente. L’obiettivo è migliorare rispetto agli ultimi risultati. E quindi ci proviamo. Conosco tanti ragazzi che ora sono in America e mi auguro che possano regalare una gioia indimenticabile al Paese".
La squadra sembra anche più forte rispetto al 2022.
"Sono d’accordo. È migliorata nei singoli se penso che nel gruppo sono entrati Brahim Diaz, che gioca nel Real Madrid, e Saibari che è appena andato al Bayern. Ma soprattutto vedo un gruppo più consapevole. E lasciami dire che è bello osservare che adesso il Marocco viene rispettato da tutti. Non siamo più una sorpresa ma una certezza. E forse è solo l’inizio".
Cosa intende?
"Che ci sono altri giovani pronti ad affacciarsi: Yassine dello Strasburgo ad esempio. È un attaccante esterno del 2005".
Gessime Yassine, esterno dello StrasburgoCheddira tornerà mai a giocare nel Marocco?
"Dipenderà da me: se ti metti in luce nel tuo club, hai più possibilità di emergere. Come è capitato nel 2022, quando feci molto bene nel Bari e meritai la convocazione. Di sicuro non smetto di pensare alla nazionale".
Il suo cartellino è del Napoli. Dove sarà dopo il Mondiale?
"Non lo so, per il momento mi riposo. Sono felice di aver contribuito alla salvezza del Lecce, dove mi sono trovato a meraviglia anche grazie a Di Francesco che mi ha dato fiducia. Per il resto aspetto gli eventi".
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