Bocanegra: "Questi gli Usa più belli si sempre. Pulisic decisivo, McKennie qui è più libero"
La Gazzetta dello Sport

Bocanegra: "Questi gli Usa più belli si sempre. Pulisic decisivo, McKennie qui è più libero"

Giovedì 18 giugno 2026
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L’ex capitano della nazionale Usa vede nel Mondiale casalingo un’occasione unica: "Passare il girone non basta più. Vincere? Non è un obiettivo lontanissimo"

L’ex capitano della nazionale Usa vede nel Mondiale casalingo un’occasione unica: "Passare il girone non basta più. Vincere? Non è un obiettivo lontanissimo"

Dal nostro inviato  Davide Chinellato 18 giugno - 13:25 - KANSAS CITY English version

Carlos Bocanegra sa cosa vuol dire Mondiale. Ne ha giocati due, 2006 e 2010, entrambi da capitano degli Usa. Sa che questa nazionale a stelle e strisce targata Pochettino, per quanto è cresciuta, deve avere un orizzonte più ampio che il passaggio del girone. E sa anche quello che il Mondiale sta veramente facendo agli Usa: non sono solo le persone nelle piazze o negli stadi, quel tifo contagioso e quella scoperta del soccer che sbarca anche sulle tv nazionali. È quello che può venire dopo il vero premio, la spinta a fare quell’ultimo passo che l’America del pallone aspetta da qualche anno: quello che il Mondiale non possa essere solo ospitato, ma anche vinto. 

Bocanegra, Usa-Paraguay è stata la partita del Mondiale più vista di sempre sulla tv Usa: cosa significa? 

“La parte più bella di avere un Mondiale in casa è che anche le persone che non sono interessate al calcio se ne interessano. Sono otto anni che ci prepariamo: negli ultimi due abbiamo alzato il livello, la scorsa estate il Mondiale per club è stata una sorta di anteprima di quello che sarebbe successo. Siamo cresciuti, come paese calcistico”. 

È sorpreso dall’interesse attorno al Mondiale? 

“Non tanto, in realtà. Perché da Usa ’94 l’America è cresciuta davvero tanto e adesso ci sono tante persone per cui il calcio è rilevante. Questo Mondiale ci permette di farlo conoscere ad ancora più persone”. 

Il Presidente Trump ha detto che si aspetta che gli Usa vincano. Realisticamente, quale sarebbe un buon risultato?

“Penso che gli standard della nazionale Usa siano cambiati, e con loro le aspettative. Adesso abbiamo un campionato pro’ da 32 anni, abbiamo un sistema di academy in piedi da almeno 15 anni, capace di sviluppare giocatori. Abbiamo infrastrutture, risorse. Per tutti questi motivi, accontentarsi di passare il girone non può bastare più, anche perché alzare l’asticella è l’unico modo di fare il passo successivo”.

Quale? 

“Vogliamo essere considerati come Inghilterra, Spagna, Brasile, Olanda e Italia. E quindi dobbiamo alzare le aspettative, capire che passare il girone deve essere scontato, che dobbiamo puntare a vincere almeno un paio di partite a eliminazione diretta. Magari tra 15 anni, dopo che questo Mondiale ci avrà dato un’altra spinta nel far innamorare i bambini del calcio, nel migliorare lo sviluppo dei giovani e nell’allenarli meglio, potremmo pensare legittimamente di poterlo vincere, il Mondiale. Di essere a quel livello. È questo che spero questa manifestazione faccia al paese”. 

Per riuscirci agli Usa serve il miglior Pulisic.

“Penso abbia avuto una seconda parte di stagione difficile dopo un ottimo inizio. È un gran giocatore: può puntare l’uomo e quando si sente bene e ha fiducia può farti vincere le partite. È una parte importante di quello che vogliamo fare e lo ha mostrato subito. Ma questo Mondiale sta confermando che non puoi avere una sola stella”. 

Quali sono le altre? 

“Weston McKennie ha giocato una grande partita: so che in Italia lo conoscete bene, ma qui nel suo ruolo ha più libertà, può attaccare l’area e muoversi dove vuol, cosa che gli permette di eccellere. Abbiamo Malik Tillman e Tyler Adams, abbiamo Floriana Balogun che ha fatto due gol. Come nazionale abbiamo sempre avuto atletismo e etica del lavoro, ma ora si vedono giocatori che hanno avuto modo di crescere e di capire come si gioca ad alto livello”. 

Basterà per fare strada? 

“Penso che nella fase a eliminazione, quando affronteremo squadre di alto livello, sarà il vero test per capire a che punto siamo. Questa però è una delle generazioni della nazionale Usa con maggior talento di sempre: se riescono a continuare a fare partite in cui tutti giocano bene, penso che questo per noi possa diventare un Mondiale di enorme successo”. 

Impressioni sul torneo, ora che tutte le squadre hanno giocato una partita? 

“Oh, è stato divertente. A me piacciono le favorite che superano i propri limiti, come Capo Verde con la Spagna che ho visto ad Atlanta. Il Marocco è stato impressionante, ripartendo da dove aveva lasciato. Messi ha impressionato tutti e sono contento di aver visto accanto a lui Thiago Almada, che portai ad Atlanta quando ero dirigente lì. È stato bello vedere le partite, bello vedere il calcio sempre in tv anche qui da noi”. 

Chi pensa possa vincere? 

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“Penso che la Francia abbia mostrato le sue qualità. Mi è piaciuto il Marocco, ma penso che il Brasile possa comunque essere pericoloso, una volta trovato il suo ritmo. Penso che sarà interessante vedere cosa succede nei quarti di finale a Boston e New York, quando farà caldo e il clima diventerà un fattore. Potrebbe anche essere decisivo”. 

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