L'ultima polka: il fallimento azzurro a Germania 1974
L'Italia naufragò contro Haiti, Argentina e Polonia. Spogliatoio diviso, il celebre gesto di Chinaglia a Valcareggi e i sospetti di combine: la cronaca di una disfatta annunciata
Partì un vaffa, scoppiò il finimondo. L’Italia uscì dal Mondiale, tra sospetti di combine non riuscita e manifesta inferiorità. Era finito un ciclo, ma nessuno chiamava i titoli di coda. Ci sentivamo i migliori, finimmo nel modo peggiore. Ce ne tornammo a casa malmostosi, masticando rabbia e livore, tutti contro tutti. Dentro a uno spogliatoio diviso in bande ostili, volarono gli stracci, gli insulti, svariati ortaggi. Mancò l’autocritica, non pervenuta al processo sul banco degli imputati. Fu Azzurro tenebra, come da celebre romanzo di Giovanni Arpino. Nel sibilo sinistro che accompagnò la calata del sipario, suonarono echi di tradimenti e perfidie, diserzioni all’onore e voltafaccia improvvisi. La disfatta si consumò in otto giorni, dal 15 al 23 giugno dell’anno 1974, tra Monaco di Baviera e Stoccarda, contro Haiti, Argentina e Polonia, vittoria, pareggio, sconfitta, decisiva fu la differenza reti.