Monaco, il GP infinito: dopo il podio ridato a Gasly, McLaren e Mercedes vanno all'attacco
La Gazzetta dello Sport

Monaco, il GP infinito: dopo il podio ridato a Gasly, McLaren e Mercedes vanno all'attacco

Giovedì 18 giugno 2026
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A seguito del ricorso vinto dal team francese per l'errore di misurazione in corsia box a Montecarlo (Gasly è stato reintegrato del terzo posto), le altre due big hanno chiesto giustizia ed equità anche per il loro caso, costato a Piastri e Russell punti iridati: "È una questione di correttezza sportiva"

A seguito del ricorso vinto dal team francese per l'errore di misurazione in corsia box a Montecarlo (Gasly è stato reintegrato del terzo posto), le altre due big hanno chiesto giustizia ed equità anche per il loro caso, costato a Piastri e Russell punti iridati: "È una questione di correttezza sportiva"

Giusto Ferronato Giornalista 18 giugno - 14:01 - MILANO La Mercedes in azione nello scorso GP di Monaco

Il GP di Monaco 2026 rischia di essere ricordato per la vittoria di Kimi Antonelli, ma anche per una delle battaglie legali più complesse della storia recente della Formula 1. Il "caso pit lane", esploso a seguito di un errore di misurazione della velocità, costata penalità poi rivelatesi non corrette, ha innescato una reazione a catena che vede coinvolte alcune delle principali scuderie, con la McLaren in prima linea nel contestare la gestione dell'intera vicenda. L'azione della McLaren nasce come risposta diretta alla decisione degli Steward di annullare le penalità inflitte a Pierre Gasly, restituendo il podio al pilota Alpine. La posizione del team di Woking è durissima e punta il dito sulla mancanza di equità: "Questo caso solleva questioni importanti riguardanti la correttezza sportiva, la coerenza normativa e l'integrità della competizione". 

la posizione mclaren

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Secondo la McLaren, durante il weekend di Monaco tutti i team hanno operato seguendo le pratiche standard e le regole comunicate al momento, accettando e scontando le penalità derivanti da quelle stesse norme. Per la McLaren, rimuovere a posteriori una sanzione a un solo concorrente crea una situazione di svantaggio per chi ha invece agito in conformità alle decisioni dei commissari durante la gara, rischiando di minare la fiducia nell'applicazione coerente dei regolamenti. Oscar Piastri, scivolato dal quarto al quinto posto proprio a causa del riposizionamento di Gasly, si è detto "sbalordito" dal fatto che si possa ribaltare una decisione sapendo che altri piloti hanno scontato la stessa sanzione in pista, condizionando irreversibilmente le proprie strategie. 

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cos'è accaduto

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Il cuore del problema, che ha portato all'accoglimento del ricorso dell'Alpine, risiede in un clamoroso errore tecnico nel sistema di cronometraggio ufficiale. Durante l'udienza è emerso che la prima "zona" di rilevamento della velocità in pit lane era stata impostata su una distanza di 2692 cm, ma rilievi effettuati con tecnologia LIDAR post-gara hanno dimostrato che la traiettoria minima percorribile era di soli 2615 cm. Questo scarto di 77 centimetri, dovuto anche a un nuovo posizionamento delle barriere all'ingresso box per l'edizione 2026, ha falsato il calcolo della velocità media (ottenuta dividendo la distanza per il tempo di percorrenza). Gli Steward hanno concluso, con un livello di certezza definito "vicino alla prova oltre ogni ragionevole dubbio", che Gasly non aveva mai superato il limite di 60 km/h: ricalcolando i dati sulla distanza reale, la sua velocità era di circa 58.7 km/h. Poiché le sue penalità erano state sommate al tempo finale e non scontate fisicamente ai box, è stato tecnicamente possibile rimuoverle e ripristinare la sua posizione originale, mentre per i team che avevano scontato la sanzione durante la gara, ha ammesso la Fia, non esiste la possibilità di un "risarcimento" postumo o retroattivo. 

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la richiesta mercedes

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Tuttavia, questa risoluzione ha lasciato una ferita aperta in casa Mercedes, che ha presentato una formale richiesta di revisione per tutelare George Russell. La vicenda di Russell è tra le più amare: il pilota stava correndo in terza posizione quando è stato sanzionato per un eccesso di velocità di appena 0.1 km/h (la stessa infrazione "fantasma" di quasi tutti gli altri piloti coinvolti). Durante una bandiera rossa, Russell aveva persino implorato i commissari di non fargli scontare la sanzione subito, chiedendo una verifica post-gara, ma la richiesta era stata respinta. A causa di un errore di comunicazione interno al team, il pilota non ha poi scontato correttamente la penalità di 5 secondi durante il pit stop, subendo un successivo drive-through che lo ha fatto precipitare dal podio al 12° posto, costandogli potenziali 15 punti mondiali. La Mercedes sostiene che l'errore di misurazione della pit lane e la successiva ammissione della Fia nel caso dell'Alpine costituiscano nuove prove determinanti. Nonostante il team principal Toto Wolff abbia ammesso che il ricorso sia "un tentativo difficile" (a long shot), ha ribadito la necessità di agire per il beneficio del proprio pilota, sottolineando come l'attuale regolamento non preveda poteri per "annullare" sanzioni già scontate in gara, creando un paradosso normativo che la scuderia tedesca intende ora sfidare formalmente.

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