Modric, flop al debutto e mille pensieri per la testa: il Milan osserva e aspetta
La Gazzetta dello Sport

Modric, flop al debutto e mille pensieri per la testa: il Milan osserva e aspetta

Giovedì 18 giugno 2026
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Contro l'Inghilterra Luka ha provocato un rigore e ha giocato sottotono, anche a causa dello stop per l'infortunio allo zigomo: il croato non ha ancora deciso il suo futuro, ma un Mondiale opaco potrebbe anche portarlo all'addio al calcio

Contro l'Inghilterra Luka ha provocato un rigore e ha giocato sottotono, anche a causa dello stop per l'infortunio allo zigomo: il croato non ha ancora deciso il suo futuro, ma un Mondiale opaco potrebbe anche portarlo all'addio al calcio

Marco Pasotto Giornalista 18 giugno - 15:04 - MILANO Luka Modric, 40 anni. Getty

Quando ha visto Livakovic murare il destro di Harry Kane, deve aver tirato un grande sospiro di sollievo. Quello che accompagna ogni scampato pericolo, soprattutto se quel pericolo l'hai provocato tu. Poi, però, il Var ha ordinato a Turpin di concedere all'Inghilterra il bis dal dischetto. Una replica che il capitano dei Tre Leoni non ha fallito. Modric, con lo sguardo perso nei suoi pensieri, ha scosso la testa e si è riavviato verso il centrocampo. A giudicare dall'intensità e dall'esplosività messa in campo dagli inglesi nella ripresa, difficilmente la Croazia sarebbe uscita indenne dal match. Però è un dato di fatto che il rigore procurato da Luka abbia iniziato a indirizzare una partita gli uomini di Dalic sono riusciti a reggere soltanto fino a un certo punto.

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sicurezza

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Certo, non ti aspetti una cartolina simile da Modric. Un fallo inappellabile e sciocco allo stesso tempo, un intervento che ci si potrebbe aspettare da qualcuno con la metà dei suoi anni: quella foga che non permette di togliere la gamba quando occorrerebbe fermarsi. Il suo piede invece ha colpito in pieno Madueke quando la palla se n'era già andata. Nessuna protesta: era tutto troppo palese. "Il rigore c'era, ho calciato con noncuranza. Non l'ho visto purtroppo, è stata una disattenzione". Eccesso di sicurezza, forse. Oppure una lucidità non ottimale. Propendiamo più per la seconda, anche a giudicare da come si era mosso Luka nei primissimi minuti di partita: piuttosto lento, compresa una brutta palla persa in uscita che avrebbe potuto costare carissima. Il resto della sua partita non è migliorato e così Dalic l'ha tolto di scena quando non si era arrivati nemmeno al quarto d'ora della ripresa. La sua partita numero 199 in nazionale è sfilata via così, mestamente, con la coscienza sporca come non capita quasi mai.

indicazioni

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Ma soprattutto con mille pensieri per la testa. Modric è un uomo orgoglioso, pratico e onesto allo stesso tempo. Non vuole correre il rischio di recitare la parte della controfigura di se stesso, come fanno alcuni colleghi. Per lui questo Mondiale, oltre all'orgoglio di rappresentare un popolo intero, è anche una prova personale. L'ultimo indizio che gli darà le ultime indicazioni su cosa fare la prossima stagione. Il torneo gli offrirà - come minimo - almeno altre due partite, toccherà la sontuosa quota 200 in maglia a scacchi, ma Luka allo stesso tempo è obbligato a guardare oltre, a spostare il suo orizzonte ad agosto e dintorni. E partite come quella di ieri fanno un po' male all'anima. Poi, certo, ci sono anche spiegazioni fisiche e non solo anagrafiche. Modric non è invecchiato di colpo nel mese di giugno: è arrivato al Mondiale col fardello dell'infortunio allo zigomo che gli ha rubato settimane di preparazione col Milan e lo ha costretto a indossare una maschera, di cui comunque non ha già più bisogno. L'alibi per la prestazione opaca con l'Inghilterra c'è, però occorre capire se lui vorrà utilizzarlo davanti allo specchio. La testa mulina pensieri perché non pensava di ritrovarsi a metà giugno nell'incertezza sul futuro. Pareva già tutto apparecchiato: la Champions da giocare col suo Milan del cuore, Allegri in panchina.

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telefonate

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E' venuto a mancare tutto, e anche di più. Perché quando, oltre all'allenatore, è stato spazzato via anche il management, a Modric sono venute meno le basi per poterci vedere chiaro. Si è infilato nel ritiro della Croazia senza sapere con chi confrontarsi per capire, al netto di un paio di chiamate con Ibra. Più di qualcuno - a partire dal connazionale Suker - sostiene che si stia andando verso l'addio al calcio giocato e a un ruolo dirigenziale nel Real. Plausibile, sicuramente, ma comunque non ancora deciso. Chissà che la prossima telefonata sul cellulare di Luka non arrivi direttamente da Cardinale.

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