La petizione dei tifosi arriva al Senato: "Prezzi calmierati e no al calcio spezzatino"
Sono state raccolte 150mila firme per chiedere alle istituzioni e agli organismi sportivi di intervenire per una riforma del settore
Sono state raccolte 150mila firme per chiedere alle istituzioni e agli organismi sportivi di intervenire per una riforma del settore
18 giugno - 16:01 - MILANO English versionUna petizione sottoscritta da 150.000 tifosi di calcio per chiedere alle istituzioni e agli organizzatori delle principali manifestazioni sportive - dalla Figc alla Lega di Serie A, B e C fino alla Lega nazionale dilettanti - che vengano adottate alcune misure. Ad esempio, prezzi calmierati per le partite (20 euro per la Serie A, 15 per la Serie B e 10 per la Serie C), orari e calendari più rispettosi dei lavoratori contro il cosiddetto "calcio spezzatino", regole stringenti sulle proprietà delle società e sulle multiproprietà e sul daspo, affinché il provvedimento sia sottoposto al vaglio del giudice. La petizione è stata presentata al Senato: sarà assegnata alla commissione Ambiente di Palazzo Madama che, in caso di valutazione positiva, potrebbe abbinarla a un disegno di legge che tratti la stessa materia. L'avvocato Giovanni Adami, che ha illustrato la petizione, ha ricordato che "in altri Paesi in Europa ci sono prezzi calmierati per le partite di calcio agli stadi" e che l'iniziativa "nasce dal basso, grazie all'impegno e all'entusiasmo dei tifosi". Il documento è stato sottoscritto da oltre 120 tifoserie in tutta Italia fra cui Ancona, Atalanta, Avellino, Brescia, Bari, Bologna, Como, Napoli, Parma, Udinese, Palermo, Pescara, Padova, Sampdoria e Vicenza.
comunità
—"Il calcio non è solo spettacolo e business ma è prima di tutto comunità, un linguaggio che unisce generazioni diverse, che lega i territori", ha detto il senatore e segretario nazionale dell'Udc, Antonio De Poli. "Con questa iniziativa vogliamo riportare al centro il valore sociale dello sport" aggiungendo che la petizione "evidenzia una frattura sempre più evidente: da una parte il calcio popolare, fatto di passione e partecipazione; dall'altra parte un sistema sempre più orientato a logiche economiche che rischiano di allontanare il calcio da chi lo tiene vivo, ovvero i tifosi. È un segnale che non possiamo permetterci di ignorare".
Leggi anche Raimondo: "Mihajlovic era il mio maestro. A Frosinone sono rinato, ora voglio fare gol in Serie A"Da Cesar Prates e Rolando: i migliori meme della Gialappa's secondo Marco SantinLa Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA