Volkswagen, la sfida di Blume: “Nel 2026 lanceremo un totale di 20 modelli”
L’amministratore delegato del gruppo presenta il suo piano strategico: “Aumenteremo la velocità di sviluppo e diminuiremo i costi dei nuovi prodotti. Puntiamo a diventare il costruttore automobilistico più attraente entro il 2030”
L’amministratore delegato del gruppo presenta il suo piano strategico: “Aumenteremo la velocità di sviluppo e diminuiremo i costi dei nuovi prodotti. Puntiamo a diventare il costruttore automobilistico più attraente entro il 2030”
Gianluigi Giannetti 18 giugno - 22:08 - MILANO L'amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver BlumeUna occasione solenne utilizzata per trasmettere un messaggio fin troppo chiaro: “Nel bel mezzo della più grande trasformazione che il nostro settore abbia mai vissuto, stiamo portando avanti con determinazione la trasformazione della nostra azienda verso la fase successiva”. Intervenendo all’assemblea generale annuale del gruppo Volkswagen, l’amministratore delegato Oliver Blume ha disegnato il nuovo piano strategico destinato a portare l’azienda a raggiungere nel 2030 un margine operativo sul fatturato compreso tra l’8 e il 10%, oltre ad un flusso di cassa netto significativamente più elevato. Risultati economici e finanziari certamente importanti, ma che secondo Blume sono da considerarsi come la conseguenza di un cambio di mentalità indispensabile, e comunque già avviato. “Tutti gli obiettivi strategici centrali sono stati raggiunti. Alcuni addirittura prima del previsto. E abbiamo ottenuto tutto questo in un momento in cui il mondo sta cambiando rapidamente”, ha affermato Oliver Blume.
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L'auto al centro della scena
—“Il gruppo ha lanciato oltre 30 nuovi modelli nel 2025. A questi se ne aggiungeranno altri 20 quest’anno”, ha sottolineato Oliver Blume. In una nota l’azienda ricorda che nel 2025 le consegne globali di veicoli completamente elettrici sono cresciute del 32%. In Europa, l'aumento è stato del 66%, con una quota di mercato pari al 27% lo scorso anno. Volkswagen è pronta al debutto della nuova famiglia di vetture elettriche urbane composta da Volkswagen ID. Polo, Volkswagen ID. Cross, Cupra Raval e Škoda Epiq. La strategia punta ad intensificare la collaborazione con il gruppo cinese Xpeng per la condivisione di tecnologie destinate a fare da base a modelli destinati alla Cina, mentre la joint venture con Rivian permetterà di mettere a punto una nuova piattaforma software defined vehichles, cioè destinata a vetture le cui caratteristiche e funzioni essenziali saranno determinate e modificate dal software. "Sviluppare un'auto in Germania, produrla in Europa e venderla in tutto il mondo. Questo nostro modello che ha avuto successo per decenni oggi non funziona più” ha ribadito Oliver Blume.
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Struttura e mentalità
—“Puntiamo a diventare il costruttore automobilistico più attraente entro il 2030”, ha sottolineato l’amministratore del gruppo Volkswagen, passando inevitabilmente a considerare non i risultati raggiunti, ma le sfide contingenti e l’obiettivo principale e piuttosto sfidante, cioè un risparmio netto annuo sui costi di oltre 6 miliardi di euro entro il 2030. In una nota l’azienda informa che sono previsti 50.000 tagli di posti di lavoro presso Volkswagen, Audi, Porsche e la controllata Cariad: 35.000 di questi riguardano Volkswagen, dove sono stati stipulati accordi vincolanti per oltre 28.000 esuberi entro il 2030. Il piano strategico prevede poi espressamente la semplificazione della gamma di modelli e varianti per i rispettivi marchi, realizzati sfruttando un numero ridotto di piattaforme e architetture elettroniche, con una riduzione della sovraccapacità produttiva.
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