Integratori per il cavo orale: Matteo Basso, odontoiatra, spiega quali sono e a cosa servono
Per le afte, per la bocca secca, per le gengive, per la carie: scopriamo come funzionano gli integratori formulati appositamente per la bocca
Per le afte, per la bocca secca, per le gengive, per la carie: scopriamo come funzionano gli integratori formulati appositamente per la bocca
Eugenio Spagnuolo 19 giugno - 09:28 - NAPOLICi sono quelli per la memoria, per le ossa, per il sonno e, ça va sans dire, per i muscoli. Ogni settore della medicina ha sviluppato nel tempo i suoi integratori. L'odontoiatria no. Per anni ci si è arrangiati con prodotti generici, sapendo che qualcosa dei componenti sarebbe arrivato anche al cavo orale. "Ma da qualche anno esistono integratori formulati specificamente per la bocca, che agiscono dove servono senza passare necessariamente per lo stomaco", spiega a Gazzetta Active Matteo Basso, odontoiatra e specialista in chirurgia orale (foto in basso).
Professor Basso, in cosa gli integratori per il cavo orale sono diversi da quelli tradizionali?
"La differenza principale è che agiscono nel sito d'azione direttamente: si sciolgono in bocca senza dover essere ingeriti e poi ridistribuiti dall'organismo. E i dosaggi sono specifici per il cavo orale. Ce ne sono per le afte, per la bocca secca, per le gengive, per la prevenzione della carie. È una categoria nuova per l'odontoiatria: i componenti, vitamine, minerali, probiotici e postbiotici, esistevano già, la novità sta nella formulazione e nell'aver capito che i dentisti avevano esigenze che un integratore generico non riusciva a soddisfare".
mal di dentiQuali sono i più utili?
"Quelli per le afte sono tra i più apprezzati. Chi le ha frequenti sa cosa vuol dire: le afte limitano l'alimentazione, limitano la vita sociale. Un integratore che riduce le recidive cambia la qualità della vita in modo abbastanza immediato. Altrettanto apprezzati sono quelli per la bocca secca: ci sono più di 400 farmaci che riducono la salivazione, e poca saliva vuol dire fastidi costanti, più carie, più problemi gengivali".
Cosa contengono gli integratori per le afte?
"Soprattutto vitamine del gruppo B e C, specifiche per le mucose, più microelementi come zinco e selenio, spesso con l'aggiunta di probiotici e postbiotici che aiutano a rendere le mucose meno aggredibili. Si assumono come bustina da sciogliere, una al giorno".
Postbiotici?
"Sì. I probiotici sono batteri buoni. I postbiotici sono sostanze che quei batteri buoni producono, con la capacità di agire con un target selettivo: uccidono solo alcune specie batteriche, quelle responsabili della malattia. Il lavoro fatto a livello di ricerca, sviluppato all'Humanitas di Milano, è stato produrre questi componenti naturali con un obiettivo preciso. Ad esempio, la parodontite, la malattia delle gengive, colpisce il 70 per cento della popolazione dopo i 35 anni. Questi integratori sono in grado di prevenire la malattia nei soggetti predisposti, e se l'hai già avuta e curata, riducono il rischio di ricadute".
Quelli per la carie, cambiano a seconda dell'età?
"Bambini, teenager e adulti hanno esigenze molto diverse, e usare la stessa formulazione per tutti sarebbe sbagliato. Il bambino ha i denti permanenti ancora in formazione all'interno delle gengive: ha bisogno di sostanze che sostengano quel processo, calcio, magnesio, vitamina C e D, generalmente in forma fluida. Il teenager, sopra i 13 anni, beve bevande acide, fa sport, si disidrata: ha bisogno di calcio, zinco, magnesio, antiossidanti, probiotici, e ancora vitamina D. L'adulto, con i denti già formati, ha bisogno soprattutto di sostanze remineralizzanti, probiotici e postbiotici specifici per i batteri cariogeni. Usare qualcosa di generico che contenga tutto ma senza dosaggi calibrati rischia di essere inutile o di creare sovradosaggi".
Per quanto tempo si dovrebbero prendere? "L'integrazione va sempre fatta a cicli, e un ciclo non dovrebbe essere inferiore ai 30 giorni: meno sarebbe inutile. Per le mucose, come nel caso delle afte, il primo ciclo dura in genere tre mesi, poi tre mesi di stop. In sei mesi si ha già un'indicazione chiara su come è cambiata la tendenza alle recidive. Poi si valuta: un mese sì e uno no se la frequenza è ancora alta, oppure si riprende con cicli da tre mesi se la situazione è migliorata".
Ma chi prende già un multivitaminico non rischia di sovraccaricarsi?
"Dipende da cosa contiene. È sempre preferibile seguire un singolo percorso di integrazione. La vitamina C, per esempio, tende ad accumularsi nel fegato: il nostro organismo non riesce ad assorbirne più di mezzo grammo al giorno. Se si sommano più fonti, qualche rischio di accumulo c'è. Il consiglio è confrontarsi con il dentista o il farmacista prima di affiancare diversi integratori".
A proposito, per acquistarli basta andare in farmacia o li prescrive il dentista?
"Sì, si trovano comunemente in farmacia. E spesso i farmacisti su questo argomento sono più preparati di molti odontoiatri, che ancora non hanno preso confidenza con gli integratori".
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