Ciclisti su strada: secondo il CdS non hanno sempre ragione
La Gazzetta dello Sport

Ciclisti su strada: secondo il CdS non hanno sempre ragione

Venerdì 19 giugno 2026
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Il ciclista che ignora la pista ciclabile e resta in mezzo al traffico rischia la multa. Ma non sempre: tutto dipende da un dettaglio che in pochi conoscono, e che può pesare anche in caso di incidente.

Il ciclista che ignora la pista ciclabile e resta in mezzo al traffico rischia la multa. Ma non sempre: tutto dipende da un dettaglio che in pochi conoscono, e che può pesare anche in caso di incidente.

Laerte Salvini 19 giugno - 10:36 - MILANO Un gruppo di ciclisti sulla carreggiata

È una delle convinzioni più diffuse tra gli automobilisti: se c'è la pista ciclabile, il ciclista deve usarla, punto. E in effetti il Codice della strada un obbligo lo prevede davvero, con tanto di sanzione per chi resta in carreggiata. Ma la realtà, come spesso accade con le norme italiane, è più complicata di quanto si pensi. Perché quell'obbligo scatta soltanto in presenza di condizioni ben precise, e fuori da tali condizioni il ciclista che circola in strada insieme ad auto e moto è perfettamente in regola.

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Cos'è una pista ciclabile

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La circolazione dei ciclisti è disciplinata chiaramente dall'articolo 182 del Codice della strada, che al comma 9 stabilisce un vero e proprio obbligo: "I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate ovvero sulle corsie ciclabili o sulle corsie ciclabili per doppio senso ciclabile, quando esistono". Non una facoltà, dunque, ma un dovere a tutti gli effetti se è presente una pista ciclabile o una corsia ciclabile (anche a doppio senso di marcia). Chiunque viola le disposizioni dell'articolo 182 è soggetto al pagamento di una multa da 26 a 102 euro. Il punto decisivo, però, è cosa si intende esattamente per "pista ciclabile" e per "corsia ciclabile"? La risposta sta nell'articolo 3 del Codice, quello delle definizioni, secondo cui la pista ciclabile è la parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata e separata dal resto della carreggiata, solitamente tramite un cordolo, riservata alla circolazione dei velocipedi. Una corsia ciclabile, invece, è una parte della carreggiata non separata fisicamente, che viene indicata tramite la segnaletica orizzontale (la classica striscia bianca e il disegno della bicicletta sull'asfalto). Sia le piste ciclabili che le corsie ciclabili sono inaccessibili ai pedoni. 

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DOVE DEVONO STARE I CICLISTI

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Riassumendo, se c'è una pista ciclabile riservata ai ciclisti separata dalla carreggiata, o una corsia ciclabile all'interno della carreggiata disegnata a destra, allora il ciclista è obbligato a circolare su tale pista o corsia. Se invece c'è una pista ciclopedonale, cioè a uso promiscuo dove possono legittimamente transitare anche i pedoni, la pista non è più "riservata" e l'obbligo viene meno: il ciclista che sceglie di restare in carreggiata non commette alcuna infrazione all'articolo 182 e non può essere multato, semplicemente perché l'obbligo non sussiste. Il senso di questa distinzione è facile da intuire: il pedone è sempre l'utente debole della strada, ancor più del ciclista, quindi nel caso di eccessivo traffico sulla ciclopedonale è bene che il ciclista si sposti sulla carreggiata.

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Che succede in caso di incidente

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Se un ciclista ha a disposizione una corsia ciclabile o una pista ciclabile riservata (quindi non una ciclopedonale, ma una ciclabile "pura") ma sceglie di non utilizzarla, e viene investito mentre circola in carreggiata, il giudice può riconoscere un concorso di colpa a carico del ciclista, ai sensi dell'articolo 1227 del Codice civile. Ciò vuol dire che, anche se la colpa dell'incidente non è principalmente del ciclista, il magistrato può ridurre o addirittura negare il risarcimento del danno. Il ragionamento dietro questa prassi è lo stesso che si applica nel caso di incidenti che coinvolgono ciclisti che pedalano affiancati al di fuori dei centri abitati: il Codice della strada, sempre all'articolo 182, vieta esplicitamente questa modalità di guida e, quindi, in caso di incidente con altri veicoli la colpa è anche dei ciclisti.

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