Da Protti a O'Rei di Catanzaro e Hubner: quando il bomber fa impazzire la provincia
La Gazzetta dello Sport

Da Protti a O'Rei di Catanzaro e Hubner: quando il bomber fa impazzire la provincia

Venerdì 19 giugno 2026
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L'addio a Protti porta alla mente i centravanti che hanno fatto carriera lontano dai grandi palcoscenici, diventando eroi e personaggi leggendari nelle città dove giocavano

Il bomber di provincia è una categoria sentimentale e Igor Protti ne esemplificava perfettamente le qualità migliori. Che sono tante ma possono riassumersi in un’unica voce, quella della credibilità. Protti era credibile, seminava al pari gol e umanità, appartenenza e riscatto, era - per così dire - "uno di noi", dove quel "noi" sta per le tante tribù periferiche della costellazione calcistica. Uno di noi. Protti lo è stato a Messina come a Bari come a Livorno. La credibilità ha fatto di questo raro esempio di calciatore un simbolo trasversale, capace di superare le barriere del tifo. Lo hanno amato, i tifosi, per quell’attitudine preziosa che ha chi pensa di rappresentare non tanto se stesso, ma la storia di un club. Senza furbizie e opportunismi, sempre con dignità. Ventidue anni di pallone, dal 1983 al 2005, duecentoventisette (227) gol in carriera, tre volte capocannoniere, in A, B e C; Igor ha immolato alla causa - anzi, alle cause - i legamenti crociati del ginocchio, mandibola, zigomo e mani fratturate, due costole e tamponamenti vari.

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