Qual è l'impatto dello smart working sulla salute mentale? Le risposte di uno studio
Spesso si parla dei vantaggi del lavoro da remoto, ma una ricerca pubblicata su Science ha svelato anche l'altra faccia della medaglia
Spesso si parla dei vantaggi del lavoro da remoto, ma una ricerca pubblicata su Science ha svelato anche l'altra faccia della medaglia
Francesco Palma 19 giugno - 14:08 - MILANOLo smart working: praticamente sconosciuto prima della pandemia, diventato un tema centrale nel giro di pochi mesi e mai più uscito dalle discussioni. Per molti lavoratori rappresenta un vantaggio, garantendo meno tempo trascorso nel traffico, maggiore flessibilità nella gestione della giornata e la possibilità di conciliare più facilmente vita privata e professionale. Ma lo smart working non porta soltanto effetti positivi: lo ha spiegato uno studio pubblicato sulla rivista Science che ha analizzato i dati di oltre mezzo milione di persone negli Stati Uniti.
VIDEO: Lavarsi la faccia la mattina: è indispensabile?Gli effetti dello smart working sulla salute
—I risultati dello studio mostrano che le persone con lavori compatibili con il lavoro da remoto hanno registrato, dopo la pandemia, un aumento significativamente maggiore del tempo trascorso in solitudine rispetto agli altri lavoratori. Parallelamente è emerso un peggioramento del benessere mentale, misurato attraverso diversi indicatori psicologici, insieme a un aumento del ricorso ai servizi di salute mentale e delle prescrizioni di farmaci. Infatti, se da un lato lo smart working offre dei vantaggi evidenti, dall’altro riduce inevitabilmente le occasioni di interazione sociale spontanea che caratterizzano la vita in ufficio: conversazioni, pause comuni, confronto diretto su temi professionali. Tutto questo porta a una sorta di “alienazione”, poiché il tempo trascorso in solitudine aumenta enormemente.
Chi sono i lavoratori più a rischio
—Secondo lo studio, le persone che rischiano di subire maggiormente le conseguenze dello smart working sono quelle che già normalmente vivono da sole. In questi casi la riduzione delle interazioni lavorative quotidiane può tradursi in un ulteriore impoverimento della vita sociale, aumentando il rischio di isolamento e solitudine.
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