Francia, al centro c'è Mbappé: contro l'Iraq giocherà ancora da 9
L’attaccante nella prossima gara tocca le 100 con i Bleus. Il tecnico non cambia: Dembélé deve adattarsi
L’attaccante nella prossima gara tocca le 100 con i Bleus. Il tecnico non cambia: Dembélé deve adattarsi
Dal nostro inviato Andrea Ramazzotti 20 giugno - 10:37 - BOSTON English versionKylian Mbappé fa 100 e non vuole fermarsi. Lunedì contro l’Iraq il fuoriclasse del Real Madrid raggiungerà la tripla cifra con la maglia della Francia che vuole guidare dopo due sole giornate alla qualificazione al prossimo turno del Mondiale. Rispetto alla Coppa del mondo in Russia del 2018 e a quella in Qatar del 2022, sente addosso un’altra responsabilità (nei confronti dei compagni) e un’altra pressione (da parte dell’opinione pubblica), ma non si tira indietro. Anzi, affronta il suo ruolo di capitano e leader con grande convinzione: dosa le parole di fronte ai media e ne ha molte di incoraggiamento nello spogliatoio e sul campo la squadra. È un Mbappé più maturo e più consapevole del suo ruolo quello che è volato oltre Oceano. Le critiche per le prime due stagioni al Real lo hanno segnato esattamente come le dimostrazioni di scarso affetto di una parte importante dei tifosi francesi, che gli rimprovera l’addio a parametro zero (con tanto di causa in tribunale per motivi economici) al Psg. Non è più un ragazzo, ma un calciatore nel pieno della sua maturità. E sa benissimo che, se otto anni fa era il talento in erba e quattro anni fa c’erano comunque senatori come Lloris, Giroud, Benzema (infortunatosi prima dell’esordio) e Griezmann, adesso tutti si aspettano che sia lui a guidare il gruppo. Cosa che peraltro è successa nella ripresa contro il Senegal quando ha firmato la doppietta che ha permesso ai Bleus di imporsi per 3-1.
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—Deschamps per cercare di alzare la seconda Coppa del mondo da tecnico (dopo quella del 1998 da giocatore) ha puntato tutto su Kylian al quale ha dato nel 2023 la fascia di capitano e che schiera al centro dell’attacco a dispetto delle critiche di chi vorrebbe in quel ruolo Dembélé, Pallone d’oro in carica e falso nueve nel Psg due volte trionfatore in Champions. "Mbappé ha un’aura mondiale e non è in campo per difendere ma per segnare" ha ribattuto il ct quando gli è stato fatto notare che Kylian non partecipa molto alla fase di non possesso. E poi ancora: "Fa molto per il gruppo anche se all’esterno si pensa che sia egoista". Un allenatore non si “spende” tanto in pubblico per un singolo se ha il minimo dubbio che lo spogliatoio non lo riconosca come il trascinatore. Mbappé ha ottimi rapporti con tutti, compresi coloro che fino al 2024 dividevano con lui lo spogliatoio del Psg. Gli altri 25 convocati sanno che per arrivare alla finale del 19 luglio al New York New Jersey Stadium c’è bisogno dei gol del numero 9. I primi due, quelli che gli hanno permesso di diventare il miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale francese (superato Giroud a quota 57), sono già arrivati, ma ora ne servono altri contro l’Iraq e contro la Norvegia per assicurarsi il primo posto nel girone. Mbappé è pronto e un pensierino lo fa anche al titolo di miglior realizzatore della storia dei Mondiali, anche se in questo caso è consapevole che dovrà confrontarsi con Messi, salito grazie alla tripletta contro l’Algeria al primo posto della graduatoria (16 centri come Klose; Kylian è a 14). Più di tutto, però, a Mbappé interessa alzare la sua seconda Coppa del mondo. "La voglio a tutti i costi. Firmerei anche se non dovessi segnassi neppure un gol" aveva detto a Le Parisien alla viglia della partenza per gli States.
... i francesi no
—Se il ct e i compagni sono dalla sua parte, pronti ad aiutarlo e ad assecondarlo in campo e fuori, i tifosi dei Blues gli fanno molte meno “concessioni”. Lo sa bene anche Mbappé che ha abbandonato Parigi perché ormai lì non era più libero di vivere: troppe pressioni, troppi rancori. Madrid è meglio sotto questo aspetto. "Un mio futuro in politica o da presidente della Repubblica? Sono già abbastanza odiato così" la sua amara considerazione che fa capire come il ragazzo nato a Bondy, Comune nei sobborghi di Parigi, non si senta amato in Patria. E la cosa gli fa male. Il Mondiale può essere un modo per guarire la ferite. Se tornerà in Francia da capitano, con la coppa in mano, tanti magari si ricrederanno. La sua è una missione: al suo fianco ha una squadra pronta a seguirlo e ad aiutarlo.
le sclete
—Ieri Deschamps ha blindato il ritiro della Francia: niente allenamento aperto (neppure 15’) e niente conferenze. Il ct ha iniziato a provare la squadra titolare anti Iraq e, se giovedì aveva dovuto fare i conti sia con la seduta differenziata di Theo Hernandez, Upamecano e Saliba sia con le cure al piede destro di Malo Gusto, ora conta di averli tutti a disposizione. DD pensa di confermare per intero la formazione che ha sconfitto il Senegal anche se un dubbio ce l’ha: Doué o Barcola nei tre dietro a Mbappé. I due, compagni di squadra nel Psg, sono amici e mercoledì, nella serata libera, sono andati in bicicletta a cena in un fast food e poi hanno fatto i turisti per Boston. Con loro Malo Gusto. Doué garantisce più palleggio e più “entrate” dentro il campo, Barcola più attacco alla profondità. Dembélé invece sarà ancora titolare: non farà il trequartista (lì ci sarà Olise), ma l’esterno destro.
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