Viaggio nel circolo Parioli, la capitale del tennis
La Gazzetta dello Sport

Viaggio nel circolo Parioli, la capitale del tennis

Sabato 20 giugno 2026
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Tradizione, vivai e dettagli. Siamo entrati nel famoso centro dove sono cresciuti anche Pietrangeli, Panatta e Cobolli. "Qui non si è sentito l’effetto Sinner: da decine di anni siamo in overbooking"

Appena superato l’ingresso, a un passo da Villa Ada, si inizia a sentire distinto il suono della pallina. E anche se non è esattamente il panattiano "pof pof", la sensazione è di immergersi in un mondo a parte, dove a dominare è il tennis. Sarà anche per tutto quel verde intorno, ma il Tc Parioli - il circolo che nel corso degli anni, non pochi, ha visto crescere campioni come Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta e Flavio Cobolli, cioè due vincitori e un finalista al Roland Garros - ha un effetto benefico già al primo sguardo. “Perché qui si sta bene, nessuno ti rompe le scatole”, racconta Claudio Panatta, il fratello di Adriano, direttore dello storico circolo della Capitale nato nel 1906. "Non siamo sempre stati qui, il Parioli è nato a viale Tiziano, vicino allo stadio Flaminio. È lì che mio padre, come sapete, faceva il custode. Abitavamo di fianco alla palazzina centrale del circolo e Adriano era sempre in campo. Quando è cambiata la sede, noi ci siamo trasferiti all’Eur, ma mio fratello era così legato a questo posto che veniva qui in bici, anche sotto la pioggia. Dopo le prime vittorie importanti, il presidente per premiarlo gli regalò un motorino". Una famiglia, più che un circolo. Mentre entriamo nella hall in cui trionfano coppe su coppe incrociamo Zbigniew Boniek. Nessuno lo disturba nonostante il Mondiale in corso, questa è un’oasi protetta anche per i campioni.

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