Behr contro Williams: la sfida a tennis che cancellò il fantasma del Titanic
A tre mesi dal naufragio, i due campioni sopravvissuti all'iceberg si affrontano a Boston. Una battaglia epica che la stampa dell'epoca celebrò ignorando il dramma che aveva unito per sempre i loro destini
L’indomani nessun giornale accennò al Titanic. Era come se si fosse giocata una partita di tennis normale. Era il quarto turno al Longwood Bowl di Boston. Campi in erba, colletti bianchi, pantaloni lunghi, racchette di legno, corde in budello di manzo o di pecora. Da una parte del campo il biondo Karl Behr, 27 anni, figlio di Herman, di chiara origine tedesca, fabbricante di carta vetrata di Brooklyn. Dall’altra il bruno Richard Norris Williams, 21 anni, nato a Ginevra da famiglia di Filadelfia: suo padre Duane, avvocato, era discendente diretto di Benjamin Franklin, ed era stato uno dei fondatori della Federazione Internazionale Tennis. Behr, che aveva studiato a Yale, era già famoso: come legale e confidente di Teddy Roosevelt, ma anche come atleta. Nel 1906 era arrivato in finale ai campionati americani, i futuri Us Open, e l’anno dopo aveva raggiunto la finale di doppio a Wimbledon e quella di Coppa Davis. Williams si sarebbe iscritto ad Harvard in autunno, ma era già stato campione nazionale svizzero e campione europeo. Al Longwood Cricket Club i soci erano avvocati o banchieri, comunque ricchi. Parcheggiate fuori c’erano molte automobili, i nuovi mezzi di trasporto. Il match fu appassionante. Il longilineo Williams era molto aggressivo e atleticamente superiore: vinse i primi due set 6-0 9-7. Poi venne fuori Behr, con i suoi occhiali dalla montatura metallica e i capelli biondi disciplinati da una fascia: vinse gli ultimi tre set 6–2, 6–1, 6–4. Il giorno dopo il New York Times la definì "una delle battaglie tennistiche più combattute viste nei 22 anni di tornei a Longwood". Neanche una parola sul Titanic. Che era affondato tre mesi prima, il 15 aprile 1912.