Difesa tutta nuova per la Juve: Martinez in porta, poi Kim e Muharemovic
Kalulu e Kelly gli unici sicuri di restare. Bremer via solo per 40 milioni, Stones avanza
Kalulu e Kelly gli unici sicuri di restare. Bremer via solo per 40 milioni, Stones avanza
Guglielmo Buccheri Giornalista 21 giugno - 13:58 - TORINO English versionUna difesa da ridisegnare, per opportunità e necessità. Il volto di quella che sarà la nuova Juventus è ancora indecifrabile, ma là dietro si cambia e si cambia profondamente: il punto di partenza non può che essere qui. Primo: tra i pali ecco la rivoluzione. Secondo: al netto di Kalulu e Kelly, tutte le altre pedine rischiano di essere spostate. Dentro la porta girevole sono finiti nomi e profili diversi, ma due sono in fuga: Dibu Martinez e Guglielmo Vicario. Martinez è il preferito perché alla Continassa il ragionamento è semplice: basta con i salti troppo ingombranti sullo stile Di Gregorio, in un attimo dalla provincia lombarda – Monza – all’Allianz Stadium, basta con le scommesse, basta con portieri bravi, ma non bravissimi a sopportare il peso di riflettori mai conosciuti. Martinez è abile ed esperto, ma da Birmingham, al momento, fanno sapere di non avere fretta ad abbassare il prezzo: si tratta dai dieci e non sotto per il numero uno che con l’Aston Villa e, soprattutto, la sua Argentina ha dimostrato di esaltarsi quando il livello sale. E, allora? Dieci più l’ingaggio, ad oggi, non trovano la Juventus d’accordo, così il casting si allarga e vede Vicario in pole come alternativa ai guantoni sudamericani: il portiere che ha già conosciuto la maglia azzurra quando Luciano Spalletti era il nostro commissario tecnico è in uscita dal Tottenham e, soprattutto, ha un cartellino più alla portata delle tasche bianconere.
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—Oltre la porta girevole c’è una bella dose di incertezza. Gleison Bremer aspetta di debuttare nel mondiale americano e aspetta l’offerta giusta per fare le valigie e lasciare Torino: non è una questione di strappi o rottura, ma di età e voglia di vincere subito. Alla Continassa nessuna barricata sul nome del brasiliano, ma, allo stesso tempo, i patti sono chiari: te ne vai se bussa qualcuno con almeno quaranta milioni di euro in mano. Accadrà? Possibile e se accade ecco il domino: il coreano Kim è il desiderio di Spalletti, il bolognese Locumi l’identikit che metterebbe tutti d’accordo, ma entrambi viaggiano su valutazioni non banali. Spostandosi verso sinistra all’appello mancano due difensori perché Cabal andrà via - in Premier le sue qualità possono essere apprezzate - e perché Cambiaso è in bilico per la plusvalenza che porterebbe una sua cessione. Muharemovic è in primissima fila, ma va convinto che il ritorno là dove è stato da giovanissimo è cosa buona e logica ora che ai vertici del club c’è quel Giovanni Carnevali che lo ha accolto e valorizzato sulla via Emilia al Sassuolo. Nei radar ecco anche la figura dell’ex City Stones, libero di accasarsi altrove dopo una vita a Manchester con Pep Guardiola e nei radar ci son anche una vecchia conoscenza “spallettiana” (Emerson Palmieri del Marsiglia) e un jolly dalle spiccate qualità tecniche e non solo (Spence del Tottenham): una difesa diversa, profondamente, è all’ordine del giorno anche perché dalla difesa dell’ultima avventura potrebbe uscire Federico Gatti, nelle mire di Allegri a Napoli e non proprio nelle grazie di Spalletti a Torino. Da definire sarà, poi, la posizione di Rugani, di nuovo cavallo di ritorno in bianconero dopo il breve prestito alla Fiorentina. Il lavoro è un rompicapo, la fretta rischia di complicare gli scenari possibili.
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