La federazione turca: "Non siamo un club, non cacciamo Montella. Se negli ultimi due anni ha vinto..."
Monta la polemica in Turchia dopo l'eliminazione della nazionale guidata dall'Aeroplanino, che però viene difeso dal presidente Haciosmanoglu: "Sosteniamo il nostro progetto"
Monta la polemica in Turchia dopo l'eliminazione della nazionale guidata dall'Aeroplanino, che però viene difeso dal presidente Haciosmanoglu: "Sosteniamo il nostro progetto"
Dal nostro inviato Filippo Conticello 22 giugno - 17:44 - LOS ANGELES English versionL’Aeroplanino volava altissimo nei cieli turchi prima del Mondiale e poi è precipitato bruscamente dopo l’eliminazione inaspettata e durissima (zero gol segnati, due sconfitte contro Australia e Paraguay): se riprenderà quota o spegnerà definitivamente il motore sarà deciso dopo la Coppa a Istanbul. A metà luglio è stata convocata un’assemblea straordinaria della Federazione, ma è chiaro che l’ultima parola spetterà ai piani altissimi di un Paese in cui è stretta la relazione tra calcio e politica. A rischiare anche il presidente federale Ibrahim Haciosmanoglu, che ieri di gran fretta ha fatto una mossa a sorpresa e convocato una conferenza nel cuore della notte turca, dentro il ritiro di Mesa, in Arizona. Da un palchetto ha difeso lo staff, i giocatori e anche se stesso, ricordando i successi di questi anni, dal quarto posto a Euro 2024 a una storica qualificazione al Mondiale dopo 22 anni: "Sosterremo l'allenatore di questa squadra e i suoi giocatori. Questa non è una squadra di club. Se si osservano le squadre di club, si vede che i fallimenti derivano dalla mancanza di continuità. Non si possono mandare via 15 giocatori e prenderne altri 15. Non si può mandare via un allenatore e prenderne un altro. Non si può mandare via un presidente e sostituirlo con un altro. Per questo motivo sosteniamo il nostro progetto”.
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—Negli ultimi giorni in patria, tra media ufficiali e social, la reazione è stata feroce: Montella ha perso gran parte del credito guadagnato e nel mirino sono finiti sia i giovani talenti, a partire da Arda Guler, considerato un po’ troppo capriccioso, sia il capitano Hakan Calhanoglu, lontanissimo dagli standard interisti. “Negli ultimi due giorni hanno scritto di tutto, arrivando persino a fare i nomi di altri allenatori. Ma chi conosce il nostro carattere sa che non sostituiamo mai le persone con cui abbiamo intrapreso un percorso con altre trovate lungo la strada - ha continuato Haciosmanoglu -. Se questo allenatore ha ottenuto questi successi con questi giocatori in due anni, noi continueremo ad appoggiarli, e anche il nobile popolo turco li appoggerà. Poi saranno gli stessi giocatori a regalarci nuovamente gli stessi successi".
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