GP di Barcellona, viaggio nel paddock: tra box, Fanzone e hospitality con il team Audi F1
Dalle aree accessibili al pubblico alle zone riservate agli addetti ai lavori. Viaggio tra la Fanzone (con il palco F1 Stage) e i paddock del Gran Premio di Barcellona-Catalunya, settimo appuntamento di un Mondiale di Formula 1 reduce dall'avvento dell'era ibrida. E tra i box e le tribune spiccano anche hospitality dislocate su tre livelli, come quella modernissima dell'Audi Revolut F1 Team
Dalle aree accessibili al pubblico alle zone riservate agli addetti ai lavori. Viaggio tra la Fanzone (con il palco F1 Stage) e i paddock del Gran Premio di Barcellona-Catalunya, settimo appuntamento di un Mondiale di Formula 1 reduce dall'avvento dell'era ibrida. E tra i box e le tribune spiccano anche hospitality dislocate su tre livelli, come quella modernissima dell'Audi Revolut F1 Team
Dal nostro inviato Luca Piana 23 giugno - 16:06 - BARCELLONA (SPAGNA) Le monoposto Audi R26 in pista al Montmelò per il Gran Premio di Barcellona-Catalunya di F1Le prove libere, le qualifiche e lo schieramento sulla griglia di partenza, con il semaforo che da rosso diventa verde, andando a scandire, nel giro di pochi secondi, l'attesa per la partenza della gara (in sei occasioni proposta anche al sabato in versione Sprint). E poi, ancora, i sorpassi e le soste ai box, le staccate al limite e le strategie del muretto (comunicate ai piloti via radio o mediante le ormai celebri tabelle segnatempi), fino alle interviste nel parco chiuso e alla pioggia di spumante sul podio che dà il via ai festeggiamenti. Al netto di alcune possibili modifiche, è questo il format tradizionale che va a caratterizzare ciascuno dei 24 appuntamenti (anche se, al momento, le tappe originariamente previste all'inizio della scorsa primavera in Bahrain e in Arabia Saudita non sono ancora state ricalendarizzate) del Mondiale di Formula 1 2026. Ma cosa accade, di preciso, nel dietro le quinte di questo grande spettacolo sportivo itinerante organizzato dalla Fia, la Federazione Internazionale dell'Automobile, in sinergia con il promoter statunitense Liberty Media? In occasione del Gran Premio di Barcellona-Catalunya, settimo round del calendario iridato, abbiamo provato ad approfondire questo tema, passando dalle ramblas tipiche del centro storico cittadino fino alle aree che rappresentano il cuore pulsante dell'evento.
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—Nel 2025 sono stati 300mila i tifosi che hanno raggiunto il circuito del Montmelò per assistere in prima persona al weekend di gara del Gran Premio di Barcellona-Catalunya. Una denominazione inedita che, dopo aver debuttato nel GP dello scorso 14 giugno, verrà utilizzata anche nelle prossime edizioni (in programma nel 2028, nel 2030 e nel 2032, a fronte di un accordo sottoscritto dagli organizzatori dell'evento con Liberty Media che prevede la rotazione con il circuito belga di Spa-Francorchamps) della competizione catalana. Fra gli investimenti effettuati dai responsabili dell'impianto proprio con l'obiettivo di garantire una sorta di continuità c'è l'installazione di pannelli solari lungo tutto il tracciato e la creazione del cosiddetto Circuit Rooftop, un nuovo spazio hospitality con vista sulle curve 9, 10 e 11 e sull'ingresso del rettilineo principale. Un investimento importante che fa il paio con le novità regolamentari che stanno accompagnando il Mondiale di Formula 1 e la sua fase di crescita. A partire da questa stagione, infatti, le monoposto del Mondiale di Formula 1 sono spinta da una powerunit ibrida da circa 1.000 Cv di potenza complessiva ripartiti quasi equamente fra il motore endotermico alimentato a benzina (V6 da 400 kW) e il propulsore elettrico (da 350 kW). Numeri che nel prossimo biennio subiranno una modifica significativa, come testimoniato dalla maggiore potenza erogata dai V6 (420 kW nel 2027 e 450 nel 2028), a fronte di uno stop a quota 300 kW per la controparte elettrica.
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—Un green carpet lungo qualche centinaio di metri, e posto proprio all'altezza del rettilineo principale, in cui (ai lati) sono presenti gli stand delle attività commerciali e del merchandising, i ristoranti e gli spazi ludici dedicati agli appassionati del mondo del motorsport. Questa è la Fanzone, l'area dedicata ai tifosi (muniti di biglietto) che, in ogni gran premio del calendario iridato, ospita fino a un massimo di trenta negozi da cui è possibile acquistare i prodotti ufficiali (bandiere, cappellini, maglie, tazze e repliche in scala ridotta delle monoposto) degli undici team presenti sulla griglia di partenza. Ma, proprio nel retro della tribuna principale, non mancano nemmeno gli stand allestiti da alcuni sponsor e i simulatori (di guida, e non solo: uno, per esempio, spara in faccia agli utenti la stessa quantità d'aria che riceverebbero i piloti se scendessero in pista senza il casco). Al centro di questo spazio, indicato chiaramente da archi e pannelli visivi, troviamo una showcar (griffata F1) della monoposto ibrida protagonista nel campionato del mondo di Formula 1 a partire dal 2026, e una replica del trofeo destinato al vincitore della serie iridata. Una volta terminato il percorso ci si trova al cospetto del F1 Stage, il palco centrale progettato per arricchire l'esperienza dei tifosi. Oltre a mostrare tutto ciò che accade in pista, grazie a un apposito maxischermo, in questa zona l'intrattenimento è di casa, con le interviste live ai piloti (che si concludono con un immancabile lancio di cappellini) e ai team principal, le esibizioni dei deejay di fama internazionale e le gare di abilità.
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—Sono i tre varchi di accesso dotati di appositi tornelli a ricordare a tutti che, senza uno dei badge concessi dalla Fia, non è proprio possibile entrare all'interno dei paddock. E dire che, per un appassionato, questo è un vero e proprio paese dei balocchi. La walk of fame, in questo caso, è lastricata dell'asfalto tradizionale e prevede la presenza dei box sulla sinistra (quindi lato pista), mentre sul versante opposto sono le hospitality a prendersi la scena. In questo sottile lembo di terreno che divide il retro del rettilineo dai parcheggi esterni (riservati, comunque, ai team e al personale del circuito) è possibile ammirare il via vai costante dei grandi campioni del Mondiale di F1, sempre pronti a passare da un meeting con i tecnici a un'intervista, fino al pranzo e al momento in cui bisogna indossare tuta e casco, per iniziare a fare sul serio. Il tutto sotto gli occhi degli addetti ai lavori che, di tanto in tanto, si ritrovano ad affollare gli stand colorati in cui vengono servite granite, panini e altre specialità tipiche locali. Tutto ad un tratto, però, dopo una mattinata tutto sommato tranquilla (il sabato sera buona parte degli ingegneri, dei tecnici e del personale dei vari team ha lasciato il circuito intorno alle ore 18.30), il paddock si anima. Alle ore 12.30 circa di domenica, infatti, nel dietro le quinte è già tutto pronto per la F1 Drivers Parade delle 13.00, con i piloti che sfilano (quasi) ordinatamente verso il box delle safety car, prima di entrare in pista, dove ad attenderli ci sono un camion (gli altri su cui salgono alcuni fortunati tifosi partono qualche minuto prima) e un autobus scoperto a due piani pronti a compiere un giro completo del tracciato. Lo start delle 15.00 si avvicina, eppure nel paddock cala un silenzio quasi surreale. E dire che, pochi minuti più tardi, questo lungo rettilineo combaciante con la griglia di partenza diventa nuovamente il cuore pulsante dell'evento. C'è chi, anche fra i piloti, si sposta in monopattino per raggiungere le hospitality più imponenti, come quella dell'Audi Revolut F1 Team, una struttura articolata su tre livelli il cui assemblaggio e trasporto si basano quaranta moduli container. Si tratta di una novità che la casa dei Quattro anelli ha svelato, e fatto debuttare, in occasione del Gran Premio di Montecarlo di domenica 7 giugno 2026, con il successivo trasferimento del materiale (in seguito alle fasi di smontaggio e nuovo assemblaggio al Montmelò) dal Principato di Monaco alla Spagna in appena tre giorni. È anche per questo motivo, e per evitare ogni possibile intoppo nel corso della stagione, che il marchio tedesco dispone di sette set dei box, di cui due per le tappe europee.
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La nuova hospitality dell'Audi Revolut F1 Team nel paddock di Barcellonaaudi, una strategia e tre factory per la f1
—Il primo approccio di Audi con la Formula 1 risale al Gran Premio del Belgio del 2022. Allora la casa di Ingolstadt presentò sul tracciato di Spa-Francorchamps una showcar che anticipava di qualche anno le forme e i contenuti dell'attuale R26, mentre dietro le quinte iniziavano i lavori propedeutici alla nascita dell'attuale Audi Revolut F1 Team guidato da Mattia Binotto. Alla base della strategia promossa dalla casa di Ingolstadt per questa nuova avventura c'è la suddivisione delle attività in tre factory distinte. La prima, fondata appositamente per il progetto, si trova a Neuburg an der Donau, in Germania. È qui che è stata sviluppata la power unit presente nel sottoscocca della R26 affidata a Gabriel Bortoleto e Nico Hülkenberg. Sul fronte più emozionale, però, la prima accensione della monoposto è avvenuta verso la fine del 2025 presso la sede di Hinwil, in Svizzera. La storica struttura del team Sauber è stata trasformata nel luogo deputato allo sviluppo della vettura e alla pianificazione delle gare. In totale si tratta di circa 550 persone. Guardando in prospettiva futura, Audi è presente al di là della Manica, a Bicester, nel Regno Unito, con il centro tecnologico inaugurato nel cuore della Motorsport Valley che si pone l’obiettivo di attirare accordi commerciali con partner strategici e di scovare i migliori talenti (in particolare gli ingegneri) della F1 del domani.
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—Dalla strada alla pista, sempre con l'obiettivo di innovare e di lottare per la vittoria. Dopo aver conquistato il successo alla Dakar 2024 con Carlos Sainz, Lucas Cruz e la RS Q e-tron, Audi ha inaugurato un nuovo capitolo di una storia sportiva iniziata oltre un secolo fa, dalle prime competizioni con il marchio Auto Union (numerosi i record internazionali che vennero firmati negli Anni 30) ai rally (soprattutto negli Anni 80, nell'epoca d'oro delle vetture di gruppo B), fino all'endurance (13 successi su 18 partecipazioni, dal 1999 in avanti, alla 24 Ore di Le Mans) e ai rally-raid. Oggi la sfida dei Quattro anelli è sui circuiti di un Mondiale di F1 reduce dal cambio di regolamento, con la power unit ibrida che, a partire da questa stagione, rappresenta il cuore pulsante delle monoposto. Un percorso lineare che guarda con attenzione e con rispetto alla propria storia sportiva, come testimoniato anche dalla scelta del nome Nuvolari per quello che, ad oggi, è il più potente e veloce che abbia mai realizzato il marchio tedesco. E se, da un lato, un tempo il celebre Tazio, il Mantovano volante, vinceva con l'antenata dei Quattro anelli, oggi questa denominazione è simbolo di performance e di stile, visto che questa supercar ibrida da 1.001 cavalli prodotta in soli 499 esemplari (e disegnata da Massimo Frascella) promette davvero di stupire anche con le sue prestazioni degna di una monoposto di F1 (scatta da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi).
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