La Figc non molla Maldini: Malagò lo vorrebbe dt e presidente di Club Italia
Dalla scelta del ct alla filiera delle giovanili: chi ricoprirà questo ruolo avrà poteri straordinari. E l'ex capitano del Milan resta il preferito
Dalla scelta del ct alla filiera delle giovanili: chi ricoprirà questo ruolo avrà poteri straordinari. E l'ex capitano del Milan resta il preferito
Elisabetta Esposito Giornalista 24 giugno - 09:33 - ROMA English versionLa vera novità dell’era Malagò sul fronte azzurro è la creazione di una nuova importante figura federale, quella del direttore tecnico. A indicare la necessità di avere un ruolo del genere era stato prima di tutto l’Assocalciatori, accogliendo anche le richieste dei giocatori della Nazionale. Ma il nuovo presidente federale ha subito visto di buon occhio l’iniziativa, anche se in qualche modo lo obbligherà a fare un passo indietro. "Ma mi sembra un bel segnale", ha detto dopo la sua elezione ai microfoni della Rai, proprio a sottolineare quanto questa missione federale non sia per lui un modo per mettersi in mostra. Anzi. In questo senso il profilo che per tutti meglio si adatta alle esigenze della Figc è quello di Paolo Maldini. Ieri sono circolate diverse voci sulle sue intenzioni. Molti hanno parlato di un possibile rifiuto, ma vanno specificate due cose: primo, Malagò finora non ha mai formalizzato una proposta all’ex capitano del Milan; secondo, lo stesso Maldini aveva bisogno di una maggiore chiarezza su quello che potrebbe diventare il suo ruolo e in questo senso nella giornata di ieri ha già avuto le prime rassicurazioni.
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—Vediamo allora di che cosa si tratta, partendo da un distinguo fatto dallo stesso Malagò: "Ci si potrebbe trovare di fronte a due situazioni: un presidente del Club Italia affiancato da un direttore tecnico o un solo uomo che ricopra entrambe le cariche". Viste le competenze di Paolo Maldini, lui potrebbe essere la persona giusta per affrontare quest’avventura con un doppio ruolo, mentre con la formula a due potrebbe emergere il ticket Albertini-Massara. Ma torniamo all’ex direttore tecnico del Milan, che è stato anche un grandissimo azzurro. Occupando entrambe le posizioni, Maldini avrebbe un ruolo di straordinaria importanza a livello federale, con un Club Italia impostato per avere una maggiore autonomia rispetto al passato, più indipendente dalla federazione insomma. Affidandosi alle sue indicazioni, il presidente farebbe una scelta definitiva non solo sul commissario tecnico della Nazionale maggiore, senza dubbio l’aspetto più interessante per i tifosi, ma anche su tutta la filiera di tecnici delle giovanili e della Nazionale femminile. E sarebbe sempre lui a fare da trait d’union tra il vertice della Figc e il ct/i giocatori azzurri. Un ruolo di palese importanza, dunque, più d’impatto rispetto agli ex campioni che negli ultimi anni hanno collaborato con gli azzurri, sebbene già con Gianluca Vialli e Gigi Buffon il rilievo dell’incarico fosse aumentato. La Federazione ora vuole andare oltre e garantire agli azzurri i migliori strumenti possibili per tornare ai livelli che ci spettano. "Penso che quella di affidare il Club Italia a qualcuno che ha fatto il calciatore sia un scelta bella e coraggiosa - ha detto Malagò - secondo me fare un passo indietro è un bel segnale che permette poi di affidare la direzione tecnica a persone che hanno storie e curriculum di campo".
intesa
—Una volta compreso al meglio lo spessore del suo compito, Maldini - che molto più di altri è legato ai colori azzurri - sembra intenzionato ad archiviare almeno parzialmente le iniziali perplessità. Certo, c’è di mezzo anche una questione economica. Soprattutto a fronte di un impegno, politico e tecnico, di tale importanza, Paolo punterà ad ottenere un riconoscimento anche economico non banale. Soltanto da un confronto serio con Giovanni Malagò potrà chiarire questo punto, ma i margini per trovare un’intesa esistono. Il nuovo presidente mette sul tavolo anche la propria credibilità, quella che non si ottiene mai per caso, ma solo dopo anni di lavoro e risultati. Malagò ne fa un discorso di cuore, ma anche di fiducia, che è un po’ quello che sta chiedendo in questi giorni a tutti, dalle componenti che lo hanno votato a quelle che non lo hanno fatto, da chi è chiamato a diventare nuovo ct a questa nuova figura di direttore sportivo. Cuore, fiducia, entusiasmo (qualità chiave nell’intera carriera del nuovo presidente federale), ma anche attaccamento al progetto. O in questo caso alla maglia. Ecco, Paolo Maldini, una vita passata vestendo esclusivamente rossonero e azzurro, su questo è una garanzia. Se ognuno farà la propria parte, vale la pena lavorarci.
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