Truffa della targa clonata: come riconoscerla e come difendersi
La Gazzetta dello Sport

Truffa della targa clonata: come riconoscerla e come difendersi

Mercoledì 24 giugno 2026
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Il copione è sempre lo stesso: una telefonata che mette paura, un falso maresciallo al telefono e poi un "collega" che bussa alla porta per portarsi via gioielli e contanti. Ecco come funziona il raggiro e, soprattutto, come difendersi

Il copione è sempre lo stesso: una telefonata che mette paura, un falso maresciallo al telefono e poi un "collega" che bussa alla porta per portarsi via gioielli e contanti. Ecco come funziona il raggiro e, soprattutto, come difendersi

Jacopo Moretti 24 giugno - 12:30 - MILANO Chiunque conosca la targa della nostra auto può tentare di truffarci

Una voce autorevole al telefono, un numero di targa scandito con precisione, un allarme lanciato con tono ufficiale: "La sua auto è stata usata per una rapina, dobbiamo verificare i valori in suo possesso". Bastano pochi secondi per trasformare una tranquilla mattinata in un incubo. La truffa della targa clonata non è nuova, ma continua a fare nuove vittime — quasi sempre anziani — con una regia sempre più raffinata e spietata. I truffatori conoscono i numeri di targa, imitano dialetti, costruiscono scenari credibili. E sfruttano un'arma potente: il panico.

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LA TRUFFA

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Il copione, in tutte le sue varianti, parte sempre da una telefonata. Il 16 giugno scorso, come riportato da ANSA, un 78enne di Ostra Vetere ha ricevuto una chiamata da un uomo che si è presentato come carabiniere, citando con precisione il numero di targa della sua auto. La storia era già confezionata: la targa era stata clonata e utilizzata per compiere una rapina; per "evitare conseguenze" era necessario collaborare immediatamente. In pochi minuti alla porta si è presentato un complice, pronto a controllare soldi e oro in possesso dell'anziano. Risultato: 75 euro in contanti e gioielli per circa 3.000 euro spariti. La tempestiva denuncia sporta lo stesso giorno ha però consentito ai carabinieri della Stazione di Ostra Vetere di risalire al presunto autore — un 32enne residente fuori regione, già noto alle forze dell'ordine — e di deferirlo in stato di libertà per truffa aggravata. Non sempre, però, il raggiro va a segno. Un caso recente, ad esempio, racconta di un'82enne che, pur tenuta al telefono dal finto maresciallo mentre elencava i propri preziosi, ha capito che qualcosa non tornava. Il figlio presente in casa ha allora chiamato i veri carabinieri: quando una 25enne italiana — con già diversi precedenti alle spalle per lo stesso tipo di reato — si è presentata all'appartamento, è stata arrestata sul posto. Una storia a lieto fine, ma rara. Il meccanismo, del resto, non è unico. In un caso documentato a Brindisi la vittima designata non era l'anziana in casa, ma sua figlia: chiamata dal finto carabiniere e invitata d'urgenza alla motorizzazione per "chiarire la situazione", la donna è uscita di corsa lasciando la madre sola. I ladri, nel frattempo, hanno fatto irruzione nell'appartamento e lo hanno svaligiato. In altri casi, la clonazione della targa non è il pretesto di una telefonata ma un reato reale e silenzioso: un automobilista milanese si è trovato indagato per truffa aggravata perché i malviventi avevano riprodotto la targa della sua auto su una vettura dello stesso modello. A salvarlo, il dettaglio del colore: la sua era bianca, quella ripresa dalle telecamere era grigia.

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Le forze dell'ordine non possono verificare la consistenza di contanti o valori fuori dalle sedi istituzionali.

COME DIFENDERSI

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Il primo elemento da tenere presente è di ordine procedurale: le forze dell'ordine non inviano mai personale al domicilio privato di un cittadino per verificare la consistenza di contanti o valori. Nessun carabiniere, nessun poliziotto e nessun funzionario pubblico è autorizzato a compiere accertamenti di questo tipo al di fuori delle sedi istituzionali. In presenza di un'indagine reale che coinvolge un privato, la prassi prevede una convocazione formale presso la caserma o il commissariato competente. Qualsiasi richiesta di consegna di denaro o preziosi — sia essa avanzata telefonicamente o tramite un presunto emissario delle forze dell'ordine — è da considerarsi un tentativo di truffa e va segnalata immediatamente al 112. Nel caso in cui la targa di un veicolo sia stata effettivamente clonata, l'automobilista conserva tutti gli strumenti per dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. È sufficiente produrre elementi che attestino la posizione del veicolo o del proprietario nel momento in cui sarebbe stato commesso il reato: ricevute, documentazione lavorativa, testimonianze, immagini di videosorveglianza. In caso di sanzioni ricevute per presunte infrazioni commesse in luoghi mai frequentati, la procedura corretta prevede la presentazione di una denuncia contro ignoti presso la polizia stradale, corredata da tutto il materiale utile a dimostrare l'alibi. 

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