Il Brasile non fa calcoli: vuole il primato nel girone. E Ancelotti scalda Neymar falso nove
Contro la Scozia per vincere il Gruppo C. In palio Giappone o Svezia ai sedicesimi
Contro la Scozia per vincere il Gruppo C. In palio Giappone o Svezia ai sedicesimi
Dal nostro inviato Luca Bianchin 24 giugno - 12:10 - MIAMIGli scozzesi si sono fatti gol da soli. Tale Charles Miller, figlio di un ingegnere delle ferrovie scozzesi, un giorno del 1894 tornò in Brasile dall’Europa portando due palloni e un foglio con le regole nello zaino. Dicono che il futebol cominciò così. Il problema, per gli scozzesi, è che i brasiliani poi hanno fatto a modo loro. Hanno inventato l’elastico e Pelé, i quattro numeri 10 e Ronaldo il Fenomeno, con tanti saluti al gioco fisico e alla palla lunga. A Miami, stanotte, dovranno restare fedeli alla loro linea perché Scozia-Brasile è un esercizio di equilibrismo: bisogna giocare a Miami e buttare uno sguardo ad Atlanta, dove il Marocco andrà in campo contro Haiti. Dovessero vincere entrambe, si guarderebbe la differenza reti e ora il Brasile è a +3, il Marocco a +1. Vince chi segna di più. Chi comanda il gruppo, ai sedicesimi prende il Giappone o la Svezia, che danno fastidio ma non sono qui per andare in finale. Per chi arriva secondo, il dubbio premio è un incrocio immediato con l’Olanda.
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—Carlo Ancelotti è troppo zen per farsi prendere dalla foga del gol: penserà a vincere, se poi i ragazzi si divertono e dilagano... meglio. I ragazzi, nello specifico, sono un misto di garanzie e facce nuove. Ancelotti dopo la prima partita ha spostato Paquetá per giocare con soli tre attaccanti, non quattro, e ha trovato il suo equilibrio, anche perché Vinicius ha risposto: gol alla prima e gol alla seconda. In questo Mondiale che sembra un cartellone di Hollywood – ogni giorno un grande nome che fa gol – in questo mercoledì dovrebbe toccare a lui. Vini in stagione ha avuto momenti difficili dentro e fuori dal campo ma ha pur sempre chiuso con 22 gol per il Real Madrid, non malissimo. Il fatto che nelle quote per il Pallone d’oro sia fuori dai primi 15 favoriti suona vagamente irrispettoso.
L’attacco: Cunha e...
—Vicino a lui, due attori non protagonisti. Matheus Cunha è stato mandato in campo perché sa giocare con la squadra e, contro Haiti, ha funzionato: due gol. Il punto sarà capire se l’esperimento riuscirà anche in laboratori più prestigiosi. Largo a destra, per forza, un uomo nuovo. Raphinha, il titolare, è fuori per un problema muscolare, l’ultimo della serie di infortuni che ha colpito il povero Brasile come nessuno: Rodrygo, Eder Militão, Estevão, Wesley che ieri, invece di allenarsi in New Jersey, palleggiava di testa in piscina in Brasile. Ancelotti dovrà decidere come sostituirlo. In preparazione aveva usato Luiz Henrique dello Zenit ma contro Haiti ha lanciato Rayan e il bambino – ha 19 anni, il più piccolo della rosa – ha risposto bene. È il favorito, ma hanno chance anche Martinelli, Luiz Henrique e Endrick.
neymar 9
—In questo quadro, mai dimenticare il 10. Neymar ha fatto il primo allenamento con la squadra e per la prima volta sarà in panchina. Ancelotti per lui ha studiato qualcosa. Ha studiato una posizione. Neymar non farà il 10 a tutto campo, non partirà dalla fascia ma giocherà da falso 9, l’unica posizione in cui si ritiene possa aiutare davvero con la condizione fisica attuale. È un tentativo, però affascinante: Vini, Raphinha e Ney, quando staranno bene, tutti insieme. In Brasile in questi giorni hanno fatto un sondaggio: abbiamo buone possibilità di vincere la coppa? Solo il 19% ha alzato la mano. Se Ney in qualche modo diventa titolare, sulla fiducia, quel numero raddoppia.
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