Marocco, per il primo posto non bastano i gol di Saibari: ora serve lo scatto di Brahim
La Gazzetta dello Sport

Marocco, per il primo posto non bastano i gol di Saibari: ora serve lo scatto di Brahim

Mercoledì 24 giugno 2026
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Diaz fermo a due assist, ma per conquistare la vetta del Girone C c'è migliorare la differenza reti

Diaz fermo a due assist, ma per conquistare la vetta del Girone C c'è migliorare la differenza reti

Dal nostro inviato  G.B. Olivero 24 giugno - 12:10 - ATLANTA English version

Dovremmo imparare a girare la domanda, ci aiuterebbe a inquadrare meglio la realtà. Non più: "Chi vorresti affrontare al prossimo turno", ma: "Quale squadra vorresti evitare?". La risposta al primo quesito di solito è vaga e mai sincera. Al secondo, invece, quasi tutti risponderebbero d’istinto: il Marocco. Alle spalle del gruppetto delle due o tre super favorite e delle solite big che in questi tornei è sempre meglio schivare, la squadra africana si è ritagliata il ruolo di spauracchio. I gradi se li è meritati sul campo, dimostrando che il quarto posto in Qatar nel 2022 non è stato frutto del caso, ma di un progetto tecnico che ha mediato tra i figli della diaspora e i giovani che stanno crescendo bene in patria. Degli undici titolari ben dieci sono nati all’estero, tra Spagna (Hakimi, Riad, Brahim Diaz, Saibari), Francia (Diop, Bouaddi, El Aynaoui), Olanda (Mazraoui), Belgio (El Khannouss), Canada (Bounou). Solo Ounahi è nato a Casablanca. Eppure l’identità nazionale è fortissima. E oggi il Marocco ha l’ambizione di chiudere il gruppo davanti al Brasile: per riuscirci, supponendo una vittoria per entrambe nell’ultima giornata, serviranno tanti gol perché in caso di parità sarà decisiva la differenza reti e contro Haiti la squadra di Ouahbi dovrà recuperare le due reti di svantaggio rispetto alla Seleçao. 

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A caccia di gol

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Il problema è che il Marocco finora ha segnato poco. Appena due gol, quelli di Saibari al Brasile e alla Scozia. E adesso si aspetta i centri degli altri giocatori offensivi e in particolare di Brahim Diaz che, a differenza di quanto gli succede abitualmente nei club, con la maglia della nazionale ha una media decisamente alta: 14 gol in 28 partite, uno ogni 147 minuti. Brahim è stato il capocannoniere dell’ultima Coppa d’Africa, quella assegnata a tavolino al Marocco dopo la vittoria del Senegal, che però aveva abbandonato il campo in segno di protesta quando nel recupero del secondo tempo della finale l’arbitro aveva assegnato un discutibile rigore agli avversari. Sul dischetto andò Brahim Diaz, che fallì miseramente il cucchiaio con cui aveva cercato di risolvere la questione. Questo è il suo primo Mondiale: quattro anni fa era ancora un giocatore spagnolo dopo il lungo percorso nelle nazionali giovanili e pure il debutto con quella maggiore, il 6 agosto 2021 contro la Lituania. Una presenza e un gol, ma essendo un’amichevole Diaz ha poi potuto scegliere il Marocco che ha iniziato a rappresentare il 22 marzo 2024. 

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Addio Real?

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Brahim finora ha firmato i due assist per Saibari, ma spera di sbloccarsi e di segnare. La sua qualità è fondamentale per il Marocco, al punto che ieri alcuni giornalisti hanno chiesto al c.t. Mohamed Ouahbi se non fosse il caso di spostarlo dalla destra al centro: "In questa squadra ci sono tanti numeri dieci - è stata la risposta dell’allenatore -, Brahim sa giocare in ogni posizione e ha già fatto due assist, uno dal centro e uno da destra. Lui sa che può venire dentro al campo o allargarsi, seguendo l’istinto". Brahim spera di meritarsi anche la fiducia di José Mourinho, che a breve deciderà chi sacrificare nel nuovo Real Madrid. Il contratto di Diaz scadrà nel 2027, quindi presto bisognerà decidere se rinnovare o cambiare squadra. La Juve sembra interessata, si vedrà. Adesso la priorità è il Marocco. E anche dimostrare di essere qualcosa in più di un buonissimo giocatore.

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