Crisi Hormuz: Toyota taglia le produzioni fuori dal Giappone di 100 mila unità
Toyota annuncia una riduzione della produzione di veicoli destinati al mercato estero entro febbraio 2027. Una politica adottata in risposta alla crisi dello stretto di Hormuz, che ha ridotto sensibilmente la domanda per l'export
Toyota annuncia una riduzione della produzione di veicoli destinati al mercato estero entro febbraio 2027. Una politica adottata in risposta alla crisi dello stretto di Hormuz, che ha ridotto sensibilmente la domanda per l'export
Michele Floris 24 giugno - 13:56 - MILANO La Rav4 a benzina sarà al centro delle riduzioni produttive per il mercato dell'export entro febbraio 2027I vertici di Toyota hanno annunciato che entro febbraio 2027 ci sarà un taglio nella produzione di veicoli destinati all’export. La casa giapponese ha deciso di ridurre le vetture destinate ai mercati stranieri di circa 100.000 unità come risposta al calo della domanda dovuta alla crisi dello stretto di Hormuz. I modelli maggiormente coinvolti da questa politica sono il Suv Rav4 a benzina e la berlina Avalon, così come la gamma elettrica della Lexus ES principalmente commercializzata sul mercato cinese. Crescono invece le previsioni per il mercato interno, dove Toyota stima nel secondo semestre del 2026 un incremento produttivo rispetto a quanto programmato a maggio di 4.200 auto. Su questo fronte sarà spinta invece la produzione della Rav4 e della Land Cruiser 250.
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previsioni
—Non è la prima volta che negli ultimi 12 mesi Toyota ha annunciato dei tagli alle produzioni. Le stime dei tagli previsti entro febbraio 2027 si aggiungono alle riduzioni già applicate sul mercato mediorientale di circa 40.000 veicoli tra marzo e aprile, oltre a quelle pianificate per il mercato estero nel periodo tra giugno e novembre che conta un taglio di 83.000 unità. Entro la fine dell’anno fiscale, che termina a marzo 2027, la casa giapponese ambisce ad un totale di 10 milioni di veicoli prodotti, per un utile netto di 3.000 miliardi di yen che equivale approssimativamente a 16,3 miliardi di euro.
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