Papà Toto "sedato" per prendere finalmente l'aereo, e vede Francisco Cerundolo trionfare al Queen's
Ha preso il clonazepam come fosse una caramella ed è riuscito ad arrivare alla partita mentre il primogenito era avanti 3-2 nel terzo set
Ha preso il clonazepam come fosse una caramella ed è riuscito ad arrivare alla partita mentre il primogenito era avanti 3-2 nel terzo set
Pellegrino Dell'Anno 24 giugno - 13:55 - MILANO Alejandro e Maria Luz Cerundolo insieme al figlio FranciscoDomenica 21 giugno, al Queen’s, Francisco Cerundolo ha vinto il torneo più importante della carriera. Il suo primo Atp 500, tra l’altro sull’erba, non la superficie preferita dell’argentino, una sola volta oltre il primo turno a Wimbledon. Un traguardo importante, reso storico dalla presenza in tribuna del papà Alejandro. Ex allenatore di Fed Cup argentina, non aveva mai visto una partita dei figli (il fratello di Francisco è Juan Manuel, giustiziere di Sinner al Roland Garros) fuori dai confini argentini. Il padre del n.21 al mondo ha infatti sempre avuto paura di volare. Dovuta anche ad esperienze pregresse, con il team argentino di Fed Cup: "Ero su voli con scosse così forti che le maschere d'ossigeno cadevano, e la gente piangeva, urlava di non voler morire. Erano terrificanti". Una paura antica, sconfitta con "l’inganno" in una domenica di giugno. Giorno, tra l’altro, della Festa del Papà in Argentina (e infatti Francisco ha dedicato la vittoria al genitore: "È la prima volta che mio padre riesce a prendere un volo per vedermi giocare fuori dal nostro Paese, perciò voglio fargli i complimenti. Questo è per lui").
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—Un’altra delle cause del rapporto difficile di "Toto" Cerundolo con i voli è il disastro aereo delle Ande del 13 ottobre 1972. Una tragedia che causò 29 morti, di cui 12 nello schianto di un volo di linea sulla catena montuosa sudamericana, con a bordo 19 giocatori della squadra di rugby uruguaiana Old Christians Club. "Quell’episodio mi sconvolse", ha spiegato il padre dei fratelli argentini, "ho sopportato stress per tante cose, ma nulla mi ha mai messo paura quanto volare". E così non ha mai seguito i figli in giro per il mondo, perdendosi tante soddisfazioni dal vivo…fino a domenica scorsa. Anche andando da una psicologa, facendo dei corsi, nulla è mai servito. Così la moglie Maria Luz ha acquistato dei biglietti per Londra, con scalo a Francoforte, senza dirglielo. Obbligandolo di fatto ad accettare di salire sul volo una volta giunti all’aeroporto di Buenos Aires. Con gli aiuti del caso: "Ero terrorizzato, ho preso il clonazepam (farmaco per attacchi di panico e disturbi d’ansia, ndr) come fosse una caramella. Atterrati in Germania ero ancora stordito dalle pillole". Ma l’odissea non era finita.
tempismo
—I coniugi Cerundolo, non essendoci wi-fi sul volo Francoforte-Londra, sono arrivati in Inghilterra senza conoscere il risultato del match del figlio, già ampiamente iniziato al loro arrivo in Inghilterra. E sono infatti giunti anche con un certo ritardo al torneo, intimando alla macchina inviata dall’organizzazione del Queen’s per andarli a prendere all’aeroporto di fare il più in fretta possibile. Toto e Maria Luz sono arrivati nel box di Francisco con lui avanti 3-2 nel terzo set, in quella che è stata la finale maschile più lunga della storia del torneo londinese. Quasi che l’argentino abbia voluto allungare l'incontro il più possibile per permettere alla famiglia di arrivare in tempo. Il destino ha poi fatto il resto, con i genitori che hanno potuto assistere a quattro game, tre dei quali vinti da Cerundolo, capace di chiudere al quinto match point dopo aver recuperato un set e un break di svantaggio. "Ho visto i miei genitori quando sono andato a festeggiare con il mio angolo, durante l’incontro non mi ero reso conto che ce l’avessero fatta", ha raccontato il n.1 argentino. La prima partita del figlio vista dal vivo fuori dai confini nazionali, per Alejandro Cerundolo, non sarebbe potuta andare meglio. E chissà che questo elemento positivo non possa far scattare qualcosa anche nella sua paura degli aerei. Francisco, intanto, sta imparando a volare sempre più alto.
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