Moreno, bomber della Nazionale Cantanti: "Il gol più bello è la beneficenza. Mondiale? Tifo Giappone"
Con 230 reti ha superato Luca Barbarossa diventando il miglior marcatore della storia della Nazionale Italiana Cantanti. Dalla passione per la Juventus al nuovo album Restart, il rapper racconta il legame tra musica, sport e solidarietà
Con 230 reti ha superato Luca Barbarossa diventando il miglior marcatore della storia della Nazionale Italiana Cantanti. Dalla passione per la Juventus al nuovo album Restart, il rapper racconta il legame tra musica, sport e solidarietà
Rachele Scoditti 29 giugno - 15:58 - MILANOPrima la musica, ma ancora prima il calcio. Moreno ha raggiunto un traguardo speciale diventando il miglior marcatore della storia della Nazionale Italiana Cantanti con 230 gol, superando il record di Luca Barbarossa. Un risultato che si aggiunge all'uscita di Restart, il suo primo album di inediti dopo dieci anni. Tra campo, palco e beneficenza, il rapper genovese si racconta a Gazzetta Active.
Moreno, con 230 gol sei diventato il miglior marcatore della storia della Nazionale Italiana Cantanti, superando Luca Barbarossa. Che valore ha per te questo traguardo?
"È una grande soddisfazione personale. La mia prima passione, prima ancora della musica, è sempre stata il calcio. Ho iniziato da bambino e sono sempre stato il bomber della squadra. Da piccolo guardavo le Partite del Cuore in televisione e vedevo personaggi come Luca Barbarossa ed Eros Ramazzotti. Non avrei mai immaginato di raggiungere un giorno questo record. Sono molto felice, ma il gol più importante resta quello che segniamo tutti insieme attraverso la beneficenza".
Sei un grande tifoso della Juventus. Com'è nata questa passione e qual è il primo ricordo calcistico che ti viene in mente?
"Il mio idolo è sempre stato Alessandro Del Piero. È stato un esempio in campo e fuori dal campo, per la sua serietà e professionalità. La cosa più bella è stata avere l'opportunità di giocare con lui allo Stadium, abbracciarlo e conoscerlo di persona. Lì ho capito che il mio idolo era davvero la persona che avevo sempre immaginato".
Oggi quanto spazio ha lo sport nella tua routine?
"Ritengo che lo sport sia fondamentale, anche quando gli impegni di lavoro ti portano spesso in giro. Non sempre riesco a trovare il tempo che vorrei, ma quando riesci a inserire l'attività fisica nella tua routine stai meglio sia con il corpo sia con la mente. Nei momenti difficili, tra lavoro e scadenze, una buona alimentazione e un po' di sport aiutano davvero a mantenere equilibrio ed energia".
Come ti alleni?
"Preferisco sport come il calcio, dove c'è anche il divertimento della partita. In questo periodo alterno palestra e corsa per mantenere il fiato e la condizione fisica. Gioco a calcetto con gli amici e ho ripreso anche a giocare a tennis con il maestro che avevo quando ero ragazzo. Per chi fa il mio lavoro è importante arrivare preparato anche sul palco, perché le esibizioni richiedono molta energia".
Oltre al calcio, quali sport segui con più interesse?
"Sono un amante dello sport in generale. Ho sempre seguito il tennis e quando ci sono le Olimpiadi guardo praticamente tutto. Forse sono particolarmente attratto dagli sport con la palla: tennis, beach volley, beach soccer, rugby. Mi piace vedere il mix tra tecnica, spettacolo e sacrificio".
Che rapporto hai con l'alimentazione?
"In questo periodo mangio abbastanza "a sentimento", anche se so che non è la soluzione migliore. Mi accorgo però che quando riesco a seguire ritmi più regolari, partendo da una buona colazione, mi sento subito meglio. Alimentazione e allenamento vanno di pari passo. Non servono estremismi, ma un po' di attenzione quotidiana può fare una grande differenza".
A gennaio è uscito "Restart", il tuo primo album di inediti dopo dieci anni. Come nasce questo progetto?
"In realtà, anche se erano passati dieci anni dall'ultimo album, non mi sono mai fermato tra concerti, collaborazioni, singoli e live. Però sentivo che mancava proprio un nuovo progetto completo. "Restart" nasce dalla mia città, Genova, dalla mia infanzia e dalle mie prime esperienze nella musica. Ho voluto raccontare il mio percorso attraverso le influenze che mi hanno accompagnato negli anni, dagli artisti con cui ho condiviso il palco a quelli che sono diventati amici, come Clementino, Danti e Tormento. Nel disco c'è anche molto calcio, perché è una passione che fa parte della mia vita da sempre. Ho collaborato con artisti brasiliani e polacchi e mi piaceva l'idea di costruire un viaggio che partisse dall'Italia e arrivasse in altre parti del mondo attraverso la musica. In fondo dentro Restart ci sono tutte le cose che mi rappresentano di più: il rap, il calcio, i viaggi e le persone che ho incontrato lungo il percorso".
Chi vedi favorito per il prossimo Mondiale?
"Tutti parlano di Argentina, Portogallo e Brasile, ma io spero sempre in una sorpresa. Se devo fare un nome diverso dagli altri dico Giappone. Mi piace molto il percorso che hanno costruito negli ultimi anni e credo possano essere una delle outsider più interessanti del torneo".
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