Paintball, paella e palleggi con le palline di carta: nel mondo di Antonio Silva
Il difensore del Benfica nel mirino del Milan è considerato un ragazzo molto buono, anche se in campo è un duro. "A Bola" gli ha dedicato questa prima pagina: "Questo ragazzo è una bestia"
Il difensore del Benfica nel mirino del Milan è considerato un ragazzo molto buono, anche se in campo è un duro. "A Bola" gli ha dedicato questa prima pagina: "Questo ragazzo è una bestia"
Francesco Albanesi 29 giugno - 16:47 - MILANO Antonio Silva (a sinistra), 22 anni. EpaLa Caixa Futebol Campus è il luogo dove ogni bambino portoghese custodisce un sogno. È lì che il Benfica alleva e fa crescere le sue future stelle, in un centro di formazione all'avanguardia con nove campi, 28 spogliatoi, due palestre, tre sale di fisioterapia, due auditorium, due jacuzzi, una sauna e… due caffetterie. Perché sì, anche il talento ha bisogno di un buon caffè. Antonio Silva, a 13 anni, lì ci passava parecchio tempo. Era appena entrato nel settore giovanile del Benfica, ma aveva un problema: non riusciva a dormire. Troppi i 325 chilometri che separano Seixal da Viseu, casa sua. Una saudade che per mesi gli ha tolto il sonno. Il Benfica aveva due strade: trattarlo come uno dei tanti o capire che dietro quel ragazzino c'era un talento da proteggere. Scelse la seconda. Lo rimandò a casa per un periodo, permettendogli di allenarsi in una società amatoriale, con la famiglia accanto. Senza quella scelta, probabilmente, Antonio Silva non sarebbe mai esploso.
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—Il nuovo obiettivo del Milan nasce così: tra notti insonni nella periferia di Lisbona e una nostalgia difficile da spiegare. Eppure, se hai 13 anni, al Benfica non si parla di “problema” ma di “soluzione”. Antonio Silva ha sempre avuto un solo vizio: il calcio. Altri sport? Zero. Una passione extra, però, sì: il paintball, dove si spara con pallini di vernice e ci si sente Rambo senza conseguenze. Poi il suo cane, la paella e gli amici, quelli veri. Con Joao Neves è cresciuto nelle giovanili e il legame è rimasto fortissimo, tanto che spesso trascorrono insieme le vacanze a Marbella. Sul suo profilo Instagram c'è un video in cui il centrocampista del Psg rifila un tunnel a un amico comune e Silva esplode con il più classico degli "Uooooo!". Tradotto: è uno che davanti a un gesto tecnico perde ancora la testa come un ragazzino. Al Milan, eventualmente, Modric potrebbe regalargli parecchi motivi per rifarlo. Silva ha bruciato le tappe. Ha debuttato a 19 anni in un Benfica orchestrato da Enzo Fernandez a centrocampo e trascinato da Gonçalo Ramos in attacco. E chissà, magari col numero 9 potrebbe ritrovarsi presto. Era il 2022: l'anno del suo debutto al Mondiale (una presenza) e soprattutto della definitiva esplosione. A ottobre, dopo una super prestazione in Champions contro il Psg, il quotidiano portoghese A Bola gli dedicò una prima pagina con un titolo che non lasciava spazio a interpretazioni: "Questo ragazzo è una bestia".
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dominante di testa
—Silva è un gigante buono di 187 centimetri che vive la vita con sorprendente semplicità. È sorridente, curato, sempre elegante. Su undici post pubblicati su Instagram, tre sono primi piani con una camicia di lino e le maniche risvoltate. Evidentemente ha trovato il suo look e non intende cambiarlo. Filipe Coelho, il suo mentore nelle giovanili del Benfica, una volta disse: "Antonio è la persona più buona che io conosca". Guardando la sua storia, viene da credergli. Tolto uno screzio con Bonucci durante un Juventus-Benfica di Champions, Silva ha sempre dato l'impressione di vivere in modalità zen. In Portogallo lo paragonano a Ruben Dias per forza nel gioco aereo e qualità nell'impostazione. C'è anche chi racconta che abbia affinato la tecnica nei corridoi del campus del Benfica, palleggiando con una pallina di carta mentre andava verso lo spogliatoio. Valli a capire, i ragazzi. Con l'Italia ha già un discreto feeling: ha segnato sia alla Juventus che all'Inter in Champions League. In entrambi i casi di testa, il suo habitat naturale. Non sorprende quindi un dato curioso: nella stagione 2023-24 ha conquistato la medaglia di bronzo nella classifica dei difensori Under 21 più efficaci nel gioco aereo. Nei derby di Lisbona, contro Gyokeres, ha quasi sempre retto l'urto. In una partita ha addirittura chiuso con il 90% di precisione nei passaggi. Una volta Amorim lo definì "un talento fenomenale del Portogallo". Facile constatare che un giorno gli sarebbe piaciuto allenarlo. E quel giorno, forse, non è mai stato così vicino.
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