Maresca al City, cosa è successo davvero col Chelsea: la guerra dietro i comunicati
I Citizens pagano ai Blues un indennizzo di 20 milioni, ma a Londra non ci stanno: "A dicembre si è dimesso perché aveva già la testa a Manchester". La replica: "Lasciare a metà stagione ha causato disordini nel club e di questo me ne scuso"
I Citizens pagano ai Blues un indennizzo di 20 milioni, ma a Londra non ci stanno: "A dicembre si è dimesso perché aveva già la testa a Manchester". La replica: "Lasciare a metà stagione ha causato disordini nel club e di questo me ne scuso"
Dal nostro corrispondente Davide Chinellato 29 giugno - 17:37 - LONDRA Maresca quando era l'assistente di Guardiola al CityCosa è successo veramente tra Enzo Maresca e il Chelsea? Oltre al comunicato del Manchester City che lo annuncia come successore di Pep Guardiola, ci sono altre due prese di posizione, una del diretto interessato e una dei Blues, che riportano sotto i riflettori la conclusione dell’avventura del tecnico italiano a Stamford Bridge a fine dicembre 2025. Come scritto nel comunicato del Chelsea, è stato raggiunto un patto di riservatezza che ha portato il City a pagare un indennizzo (di circa 20 milioni di euro) e anche l’allenatore a risarcire il club: è probabile, quindi, che le parole delle due uscite pubbliche siano state concordate e che la verità rimarrà sepolta negli incartamenti legali. Il dubbio che però non sia andata esattamente come dice il Chelsea viene, ricostruendo gli ultimi mesi di Maresca a Stamford Bridge, quello che si è detto e quello che è successo dopo il suo addio.
VIDEO: Maresca: "Tanti gol e calcio spettacolo? Io preferisco vincere 1-0..."LE PAROLE
—Maresca su Instagram ha scritto di “aver preso la difficile decisione di lasciare il Chelsea, una decisione mia e solo mia. Le mie dimissioni dal Chelsea mi hanno aperto la strada per lavorare per il Manchester City. Riconosco che la mia decisione di lasciare il Chelsea a metà stagione abbia causato disordini nel club e di questo me ne scuso. Non era né la mia intenzione né la mia volontà”. Il comunicato del Chelsea è molto più accusatorio: “Nell’autunno dello scorso anno, il club è stato informato dal nostro ex allenatore che ci sarebbe potuta essere per lui un’opportunità di succedere a Pep Guardiola alla fine della stagione - scrivono i Blues -. Ci è diventato subito chiaro che era suo forte desiderio succedere a Guardiola e che era determinato a inseguire quella opportunità, nonostante un contratto a lungo termine da cui non aveva il diritto di uscire. Nel dicembre 2025, il nostro allenatore si è dimesso in maniera inaspettata e improvvisa. E questo ci ha deluso, perché ci ha fatto capire che la sua testa e il suo cuore erano concentrati su un altro club, nonostante fosse appena arrivato. Nessun club vuole cambiare allenatore a metà stagione, ma alla luce della sua decisione e per proteggere giocatori e tifosi, il Club ha accettato le sue dimissioni”.
LA TIMELINE
—Le dimissioni di Maresca sono state ufficializzate il primo gennaio, ma erano state decise dopo la partita col Bournemouth del 30 dicembre, in cui il tecnico non si presentò in conferenza stampa dopo un lungo confronto negli spogliatoi con la dirigenza. Il tecnico italiano coi Blues, con cui ha vinto Conference League e Mondiale per club in 18 mesi, aveva un contratto da 5 milioni di euro lordi l’anno: ha lasciato sul piatto tutti i soldi che il Chelsea ancora gli doveva. Le dimissioni di Maresca non sono state improvvise: il 13 dicembre, dopo una vittoria casalinga sull’Everton, in conferenza stampa aveva detto che quelle erano state “le sue 48 ore peggiori da quando sono al club perché troppe persone non ci hanno supportato”. Nessun atto d’accusa, ma una risposta successiva aveva fatto sottintendere che i problemi di Maresca erano col club, anche se il tecnico non l’ha mai detto espressamente. Rapporti tesi dettati anche dal fatto che nel Chelsea il tecnico viene considerato “la sesta-settima persona più importante del club”, come raccontato anche dalla BBC, in una gerarchia che sotto all’azionista di riferimento Behdad Eghbali mette i cinque direttori sportivi e i capi di staff medico e analytics. Maresca era per contratto obbligato a informare il Chelsea di ogni approccio da parte di altro club: l’ha fatto quando il City ha fatto un sondaggio per sapere se sarebbe stato interessato a rimpiazzare Pep, in una situazione in cui Guardiola fino all’ultimo è stato tutt’altro che sicuro di andarsene. Dopo il suo esonero, il Chelsea ha avviato un procedimento legale, cominciando anche a screditarlo facendo circolare le voci dell’approccio del City e che lui volesse accrescere il suo profilo, con mosse come il passaggio nella scuderia di Jorge Mendes o l’aver smesso di indossare la divisa del club in panchina per passare a abiti civili (gli stessi indossati poi dal suo successore).
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LO SCONTRO
—È evidente che la stagione del Chelsea è deragliata dopo le dimissioni di Maresca. I Blues hanno chiuso decimi dopo aver sbagliato la scelta del suo successore, cacciando dopo tre mesi quel Liam Rosenior che a gennaio era stato promosso dall’affiliata Strasburgo e messo sotto contratto per sei anni e mezzo. Una decisione sbagliata, che ha contribuito a questo disastroso 2025-26 chiuso al decimo posto. Una decisione che ha portato, come scritto dal Chelsea nel comunicato del suo esonero, a “un avvio di un processo di riflessione interna per portare stabilità nel ruolo di allenatore”. Vero che il City aveva da tempo preparato un piano B nel caso di addio di Guardiola in cui Maresca era in cima alla lista, ma Pep ha fatto sapere al club che se ne sarebbe andato ben dopo l’addio del tecnico italiano al Chelsea. I Blues, forti della clausola contrattuale che impediva a Maresca di andarsene, hanno quindi ottenuto un indennizzo dal City e dettato i termini di un comunicato che sa tanto di “j’accuse” ma che permette a Maresca di voltare pagina. Almeno fino al prossimo Chelsea-City a Stamford Bridge.
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