Beckenbauer e Cannavaro cercasi: perché al Mondiale sono spariti i grandi difensori
La Gazzetta dello Sport

Beckenbauer e Cannavaro cercasi: perché al Mondiale sono spariti i grandi difensori

Lunedì 29 giugno 2026
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I trascorsi dicono che va avanti chi subisce meno. Eppure in questo torneo bomber dominano, i portieri si prendono la scena, ma dietro non emerge un fuoriclasse

I trascorsi dicono che va avanti chi subisce meno. Eppure in questo torneo bomber dominano, i portieri si prendono la scena, ma dietro non emerge un fuoriclasse

Dal nostro inviato  Fabio Licari 29 giugno 2026 (modifica alle 21:23) - NEW YORK English version

Messi. Mbappé. Haaland. Vinicius. Dembélé. Kane. Olise. Sempre più il Mondiale degli attaccanti, dei fuoriclasse, dei campioni da copertina che fanno sognare. Nella fase a gruppi sono stati segnati 215 gol, in media 3 a partita. Un Mondiale si vince però con tutti i reparti e noi ne sappiamo qualcosa. Nel 2006 Buffon e Cannavaro erano disumani, insuperabili, e Nesta, Barzagli e Materazzi che si alternarono nel ruolo di secondo centrale, tra infortuni e squalifiche, non lasciarono passare uno spiffero. Soltanto due gol subiti dagli azzurri: un’autorete e un rigore. Zero su azione. Anche nel 1982, oltre le meraviglie di Paolo Rossi, la difesa con Zoff, Gentile, Collovati e Scirea era la migliore del mondo. I Mondiali hanno esaltato Beckenbauer e Passarella, Roberto Carlos e Thuram, Sergio Ramos e Piqué, Thiago Silva e Maldini, Krol e Moore… Ma qui in America? 

Grandi nomi

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Qui in America non c’è un nome che si sia imposto all’attenzione. Non ancora. Sicuramente stanno disputando un torneo ad alto livello due big, Van Dijk e Marquinhos, 34 e 32 anni rispettivamente: non devono dimostrare niente. Sono ancora i migliori. Grande attesa per Gabriel, l’altro centrale del Brasile. Sicuramente la Francia colpisce per ora più per le punte che per Upamecano e Saliba. Non che stiano giocando male, ma sembra che le difese agiscano più che altro collettivamente. Nella Spagna, per esempio, Cubarsì, ancora diciannovenne e con margini di crescita enormi, e Laporte sono due sicurezze, ma è difficile per le avversarie avvicinarsi alla porta di Simon. Discorso non tanto diverso per Romero e Lisandro nell’Argentina, molto protetti dal blocco squadra. 

Portieri

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Con le piccole che si chiudono in due linee (4+5 o 5+4, dipende) si creano molte situazioni di affollamento nelle aree, si moltiplicano le respinte di corpo, gli attaccanti sono circondati più che semplicemente marcati. E si stanno esaltando i portieri: il che significa che gli attaccanti si liberano e vanno al tiro, oppure che non ci sono ancora misure per impedire i contropiedi velocissimi. Room (Curaçao), Vozinha (Capo Verde), Mpasi (Rep. Dem. Congo) in prima pagina, ma anche Alisson, Maignan, i big insomma, sono importanti. L’olandese Verbruggen piace, come Suzuki nel Giappone. Media alta. Neuer è parso un po’ imbolsito, ci sono state diverse “papere”, da Muslera a Zidane, per non parlare dei portieri dell’Iraq, ma per ora non sono i portieri il problema. 

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Su e giù

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Come reparto sembra interessante quello messicano (Montes e il genoano Vasquez): non ha ancora concesso un gol. Non ha incantato finora l’atteso Muharemovic che nei playoff con Galles e Italia era stato dominante. Male Koulibaly, i belgi, anche Gvardiol. Bene Akanji, bene i centrali Usa. Era una pedina chiave il tedesco Schlotterbeck prima del ko, interessante il Giappone come reparto. Spagna e Argentina al momento sembrano le più blindate dietro. Non c’è ancora un Beckenbauer e neanche un Cannavaro. Ma con gli scontri dentro o fuori può darsi che i duelli in area si moltiplichino ed emerga il grande difensore. Il Mondiale ha bisogno anche di lui.

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