Dai sacrifici per il figlio malato ad eroe Mondiale: chi è Gill, il pararigori che ha zittito la Germania e Chilavert
La Gazzetta dello Sport

Dai sacrifici per il figlio malato ad eroe Mondiale: chi è Gill, il pararigori che ha zittito la Germania e Chilavert

Martedì 30 giugno 2026
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Quattro anni fu costretto a vendere vestiti, scarpe, magliette e quant’altro per poter mantenere la famiglia. La grande rivincita al Mondiale con l'eliminazione della Germania. Smentendo anche il mitico ex 

Quattro anni fu costretto a vendere vestiti, scarpe, magliette e quant’altro per poter mantenere la famiglia. La grande rivincita al Mondiale con l'eliminazione della Germania. Smentendo anche il mitico ex 

Dal nostro inviato  Francesco Pietrella 30 giugno - 02:26 - HOUSTON

A Orlando Gill erano rimasti solo i guantoni. Gli stessi con cui ha buttato fuori la Germania dal Mondiale nel pomeriggio di Boston. Il resto, l’aveva venduto. Dietro la storia del numero uno del Paraguay c’è tutto il sogno americano. Gill ha parato i rigori di Havertz e Woltemade e ha trascinato i suoi agli ottavi: il miglior risultato dell’Albirroja dopo i quarti del 2010.

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chi è gill

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La sua storia ti insegna che puoi tirar fuori la testa dall'acqua anche quando sei vicino ad annegare. Quattro anni fu costretto a vendere vestiti, scarpe, magliette e quant’altro per poter mantenere la famiglia. Lautaro Daniel, suo figlio, era nato da poco e non stava bene. Non ne ha mai parlato nel dettaglio. Lui giocava nelle giovanili del Club Sportivo San Lorenzo - la squadra della sua città - e non riusciva a stare al passo con le spese: ospedali, bollette, benzina. Impossibile pagare tutto senza un sacrificio ulteriore. Diede via persino la maglia con cui aveva giocato il Sudamericano Under 20 del 2019, realizzando il sogno di una vita di rappresentare il proprio Paese. Ora è diventato l’eroe di un popolo capace di festeggiare un risultato insperato: eliminare la Germania. Di sicuro avrà ripensato alla sua storia sofferta e piena di insidie. Sua moglie Melissa, la compagna di vita per la vita, aveva raccontato la storia un anno fa sui social dopo la qualificazione al Mondiale: "Quando è nato nostro figlio non avevamo nulla. Orlando vendeva i vestiti del suo vecchio club, le scarpe, persino la maglia dell’U20. Lauti ha combattuto per la vita, ma suo padre è sempre stato lì. Non è stato facile e non sarà mai facile, ma con amore e sacrificio tutto è possibile. Spero che il mondo intero sappia il grande cuore che hai". 

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muto

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Orlando, 26 anni, "arquero" del San Lorenzo de Almagro in Argentina, s’è preso la porta dell’Albirroja per non lasciarla più. Da ragazzino giocava in attacco ed era il più alto della squadra - sfiora i due metri, 199 centimetri - , ma uno dei suoi primi allenatori gli propose una sorta di scambio: "O vai in porta o stai in panchina". Aprire la prima porta gli ha cambiato la vita. Gli è rimasto il pallino dei rigori, però: "Ogni tanto chiedo all'allenatore di farmi calciare...". Meglio quando si tratta di parare i rigori: in carriera, se contiamo i 90', ne ha neutralizzato solo uno, subendone cinque (di cui uno in nazionale). Nel pomeriggio americano ha fermato Havertz e Woltemade. Dopo la prima partita José Chilavert, storico numero uno paraguaiano, l’aveva definito “un muto”. “Il calcio è comunicazione, dovrebbe urlare di più ai compagni”. Sua moglie aveva sguainato la spada social per difenderlo: “Quello che è successo a Orlando non è colpa sua, la verità è che gli hanno segnato dei ‘golazos’…” . Ora può godersi la rivincita. Sua e di tutto il Paese. Secondo i dati della Fifa, Gill è stato il miglior portiere della fase a gironi: 17 parate totali. Un bel bottino per sognare in America. Il Paraguay ha saltato gli ultimi tre mondiali. Nel 2010, guidato da Santa Cruz e Valdez, arrivò fino ai quarti. Il miracolo può ripetersi. Soprattutto se gioca Gill.

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