Nazionale, Malagò non molla Maldini: oggi nuovo contatto per convincerlo
La Gazzetta dello Sport

Nazionale, Malagò non molla Maldini: oggi nuovo contatto per convincerlo

Martedì 30 giugno 2026
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Il numero 1 Figc lo vuole a capo del Club Italia per poi scegliere insieme chi sarà il prossimo ct

Il numero 1 Figc lo vuole a capo del Club Italia per poi scegliere insieme chi sarà il prossimo ct

Elisabetta Esposito Giornalista 30 giugno 2026 (modifica alle 08:24) - ROMA English version

È stato un weekend lungo (a Roma ieri si festeggiavano San Pietro e Paolo) e produttivo, tra la spiaggia di Sabaudia e la barca a vela in Cilento. Giovanni Malagò non ha mai smesso di pensare al futuro della Figc, un futuro che va costruito in queste ore. Tra bilanci vista mare e telefonate in rada, il nuovo presidente della Federcalcio si è dato un gran da fare e stamattina tornerà nel suo ufficio in via Allegri (ancora da personalizzare con cimeli che pochi altri possono vantare) per una giornata di intensi contatti. Non vuole perdere tempo, la svolta che tutto il calcio attende va portata avanti con la massima attenzione, ma anche una certa rapidità. 

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Il primo tassello è la scelta del direttore tecnico, quella figura totalmente nuova nel nostro sistema federale che dovrebbe diventare anche il presidente del Club Italia. Il profilo più centrato, come noto, è quello di Paolo Maldini. Oggi Malagò avrà un confronto anche con lui, con ogni probabilità telefonico o in videochiamata, per parlare meglio del ruolo che andrebbe a ricoprire e tornare a discutere delle perplessità che la leggenda del Milan gli ha espresso durante una prima chiamata qualche giorno fa. Perplessità legate al cambio di vita che una posizione del genere richiederebbe: per uno che ha sempre vissuto/giocato/lavorato a Milano, non è cosa da poco. Poi c’è il discorso economico, che va comunque tenuto presente, e soprattutto la necessità di chiarezza totale sul suo ruolo. In Federcalcio confidano nella possibilità di convincerlo, perché - a detta anche di molte delle componenti, dall’Aic alla Serie A - lui meglio di chiunque altro può offrire le garanzie necessarie per ricoprire un compito di tale rilievo e di grande responsabilità, che lo porterebbe a supervisionare tutta la filiera azzurra. 

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scenari

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Sono ore importanti dunque, anche se non è scontato che la vicenda si chiuda già nella giornata di oggi. Malagò vuole comunque iniziare a intavolare una serie di discussioni per definire lo staff dell’Italia che verrà, anche in vista del Consiglio federale di domani, il primo del nuovo presidente, quello in cui si parlerà delle licenze per l’ammissione ai campionati ("Pare non si dovranno affrontare mancate iscrizioni e ripescaggi, come inizio non sarebbe male", ha detto Malagò dopo l’elezione) e si decideranno i vicepresidenti (il numero uno della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli e quello dell’Aic Umberto Calcagno). Inevitabilmente però sarà pure l’occasione per fare il punto della situazione sul direttore tecnico, di fatto propedeutica alla scelta del nuovo ct. Su questo fronte serve più tempo, ma i nomi sono sempre gli stessi. Antonio Conte è affascinato dall’azzurro e si è già detto disponibile a ridurre le proprie pretese (economiche) rispetto a quello che si aspetta solitamente da un club. Resta in attesa di un contatto formale per comprendere intenzioni e possibilità. Anche qui, se parliamo di profili di garanzia, quello di Conte è perfetto. La Serie A lo vuole, Malagò - che negli ultimi giorni ha studiato i bilanci - sta valutando la disponibilità finanziaria della Federazione e le possibili soluzioni (a partire dagli sponsor) per averlo. Roberto Mancini ha un profilo economicamente meno impegnativo, ma qui c’è di mezzo il malumore di molti (anche tra i tifosi) per come ha lasciato la Nazionale. Tutti temi che andranno discussi. Ovviamente con il direttore tecnico.

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