LeBron riparte dai Warriors? L'offerta di Golden State per una super coppia con Curry. Morant a Portland
La free agency apre ufficialmente alle 18 di oggi sulla costa Est degli Stati Uniti (mezzanotte in Italia). LaMelo Ball a Minnesota, sul mercato anche Jaylen Brown e Kawhi Leonard. E Jokic aspetta che Denver...
La free agency apre ufficialmente alle 18 di oggi sulla costa Est degli Stati Uniti (mezzanotte in Italia). LaMelo Ball a Minnesota, sul mercato anche Jaylen Brown e Kawhi Leonard. E Jokic aspetta che Denver...
Riccardo Pratesi Collaboratore 30 giugno - 12:22 - MILANOGolden State fa la corte al Re, a LeBron James. Ja Morant finisce a Portland, LaMelo Ball a Minneapolis. E Jaylen Brown e Kawhi Leonard si scoprono sul mercato. E poi va ricordato che Giannis Antetokoumpo, anticipando tutti prima del Draft, ha già cambiato maglia, finendo a Miami. La free agency Nba inizia dalle 18 ora statunitense di oggi (costa Est), quindi dalla mezzanotte italiana, ma sta già succedendo di tutto e di più tra affari fatti e trattative intavolate che potranno comunque essere messe nero su bianco solo dal 6 luglio, tecnicamente. Ecco il punto della situazione, il mercato sta ridefinendo i rapporti di forza Nba a pochi giorni dalle Finals che hanno sancito il trionfo dei New York Knicks.
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—James, 41 anni, è in scadenza di contratto. I Los Angeles Lakers non hanno tutta questa voglia di rinnovarlo, anzi. Preferirebbero voltare pagina, iniziare l’era Doncic come uomo franchigia. La priorità per i gialloviola - hanno già trovato l’accordo per il rinnovo da 4 anni e 185 milioni di dollari - è stata estendere il contratto a Austin Reaves, semmai. E sono alle prese con la bega Marcus Smart che non ha esercitato l’opzione di rinnovo ed è obiettivo di Houston. James per ragioni di status non pare intenzionato a rinnovare a prezzi di saldo e a Los Angeles vorrebbero piuttosto spendere per un lungo migliore di DeAndre Ayton che, lui sì, ha esercitato l’opzione di rinnovo annuale, ma che potrebbe comunque essere scambiato. LeBron non ha chissà quale mercato per ragioni di anagrafe e spazi salariali, ma si sono fatti avanti i Golden State Warriors. Hanno esteso Al Horford e Kris Porzingis e Dray Green ha declinato l’opzione di rinnovo, onerosa per la franchigia, disposto a fare uno sconto in cambio di un contratto pluriennale per fare spazio al Re a libri paga. Golden State ha un’eccezione salariale da 15 milioni che pensa di offrirgli, vorrebbe ricomporre nella Baia la coppia con Anthony Davis che conta di acquisire da Washington via scambio, sacrificando Jimmy Butler e provando ad abbassare il monte stipendi. Incastro complicato. Il progetto ha pochissima logica tecnica, ma sul piano del marketing mettere in campo assieme Curry, LeBron, Green e Davis, per quanto crepuscolari, significherebbe fare soldi a palate. LeBron potrebbe mantenere il centro degli affari nella città degli angeli che resterebbe la sua base logistica pur giocando qualche ora più a nord, in California. Il puzzle ha contorni nitidi, ma incastri complicati. Però la suggestione resta enorme.
morant a portland
—– I Blazers continuano a fare mosse da mal di testa, il General Manager Cronin ha un dottorato in pasticci. Hanno portato in Oregon Ja Morant, che non aveva il minimo mercato alternativo, in cambio di Jerami Grant e Kris Murray. Adesso sul perimetro hanno Lillard, Morant, Holiday, Henderson e Sharpe. Probabile un’ulteriore trade per provare ad arrivare ad un “big”. Ma mettersi in casa un problema come Morant, per due anni, resta a prescindere un peccato mortale.
ball a minnesota
—I Wolves hanno rivoluzionando l’organico. Non è detto che si siano rinforzati, però. Hanno sacrificato il lungo Naz Reid per LaMelo Ball, il regista ex Charlotte, per il quale si sono svenati mettendo mano a 7 scelte di futuri Draft, una di primo giro, tre di secondo e tre scambi di scelte di primo giro. A Minneapolis è arrivato pure Josh Green, mancia di poco pregio. Minny aveva già scaricato il lungo Julius Randle, spedito a Brooklyn sostanzialmente in cambio di risparmi salariali in un affare che ha coinvolto pure Chicago, che s’è presa il centro Nic Claxton dai Nets. Charlotte ha pulito casa dalle presunte mele marce: ha spedito lontano anche Miles Bridges, recapitato a Phoenix in cambio di Grayson Allen e Royce O’Neale.
BROWN E LEONARD
—Jaylen Brown è sul mercato. Clamoroso. Il 29enne dei Boston Celtics, ex Mvp delle Finals, è reduce dalla miglior stagione di carriera, primo giocatore del secondo quintetto All Nba 2025-26. I verdi l’avevano inserirlo nella trattativa per arrivare a Giannis, offerta poi respinta da Milwaukee. E ora lo stanno trattando con chiunque sia interessato, nonostante lui non abbia chiesto la trade. Perché? Brown è scomodo, extra campo. Intelligente, ma polemico. Senza filtri. Il rapporto rischia di essere così compromesso che Boston deve trovare il modo per non tenersi un separato in casa. Kawhi Leonard è l’uomo franchigia dei Los Angeles Clippers. Ma ha il contrattone in scadenza tra 12 mesi. Ed è al centro dello scandalo Aspiration legato a una società finanziaria poi fallita. Accusato di aver finto di farne il testimonial per arrotondare l’ingaggio ricevuto ai Clippers: il proprietario della franchigia, Ballmer, era appunto coinvolto in quel progetto sciagurato. La vicenda è delicata perché non sarebbe, se confermata, solo una enorme irregolarità delle norme Nba, che avrebbe sperequato le pari opportunità delle 30 squadre, ma pure una indiretta evasione fiscale. E in America su quello non scherzano.
i rinnovi. e jokic...
—Zach LaVine ha inguaiato Sacramento aggrappandosi all’opzione di rinnovo da 49 milioni, Trae Young ha inguaiato Washington con un’estensione quadriennale da 212 milioni. Assurda pure la pioggia di milioni, 112, garantita da Minny a Ayo Dosunmu. Cifre “oneste” per Andrew Wiggins a Miami: biennale da 64 milioni, Isaiah Hartenstein ha firmato per tre anni e 75 milioni restando ai Thunder. Il serbo è forse ha perso la pazienza. Mortificato da una dirigenza che ha peggiorato la squadra anno dopo anno dal titolo a oggi, per mettere un minimo di pressione alla franchigia, che non ancora non ha combinato nulla, ha rinviato le tempistiche di rinnovo. Vuole restare a Denver sino a fine carriera. Ma vuole anche poter giocare per vincere, non dover provare a far sempre tutto da solo. Riccardo Pratesi
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