In campo il giorno e nell'ora della sua morte: nel Portogallo tutto parla di Diogo Jota
La Gazzetta dello Sport

In campo il giorno e nell'ora della sua morte: nel Portogallo tutto parla di Diogo Jota

Martedì 30 giugno 2026
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L'attaccante è morto nella notte del 3 luglio 2025, tra le 0.30 e le 0.40: al suo anniversario, i compagni giocheranno contro la Croazia. Tra ricordi, tatuaggi e gruppi whatsapp, il suo ricordo è l'anima della squadra

L'attaccante è morto nella notte del 3 luglio 2025, tra le 0.30 e le 0.40: al suo anniversario, i compagni giocheranno contro la Croazia. Tra ricordi, tatuaggi e gruppi whatsapp, il suo ricordo è l'anima della squadra

Dal nostro inviato  Luca Bianchin 30 giugno - 15:14 - MIAMI (USA)

Diogo Jota è dappertutto. Sul polpaccio di Ruben Neves, tatuato in un abbraccio che vuole durare per sempre. Al polso di Cristiano Ronaldo, che gioca con il braccialetto rosso e verde regalato alla squadra dal primo ministro del Portogallo. Nella testa di tutti. Il Portogallo aspetta il sedicesimo contro la Croazia e Diogo a Toronto sarà una presenza. Diogo Jota è morto la notte del 3 luglio 2025, tra le 0.30 e le 0.40. Al Portogallo, tra sedici date e orari possibili, è toccata la partita del 3 luglio, che in Portogallo inizierà a mezzanotte. Quando cadrà l’anniversario dell’incidente stradale che ha tolto al mondo Diogo e il fratello André, i suoi amici saranno in campo. Una beffa linguistica: giocare per celebrare un lutto. 

VIDEO: Il Portogallo non dimentica Diogo Jota: la scelta della squadra è commovente

JOTA, NEVES E IL TATUAGGIO

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 Diogo Jota, in qualsiasi orario, è parte di questo Mondiale del Portogallo. Sarebbe stato tra i convocati, come sempre, se la sua vita fosse continuata: in maglia rossa ha vinto la Nations nel 2019 e nel 2025, ha fatto parte del gruppo. Prima del Mondiale, è stato nominato membro onorario della spedizione, e il Portogallo è l’unica nazionale che gioca in 27, non in 26. Diogo c’è anche materialmente, impresso su fili colorati, perché il premier portoghese prima della partenza per gli Stati Uniti ha regalato alla squadra un braccialetto rosso e verde, i colori della bandiera, studiato perché fosse indossabile anche in partita. Sulla stoffa, i nomi di tutti i convocati più uno. Il numero 21, che non poteva restare libero, è stato preso da Ruben Neves, l’amico di sempre, quello che al funerale ha portato la bara e sta più vicino alla moglie Rute, con cui Diogo si era sposato poco prima di morire. Neves si è fatto quel tatuaggio sul polpaccio sinistro e lo scorso ottobre, quando ha segnato il gol decisivo all’Irlanda al 91’, ha baciato la maglia col 21, ha indicato il cielo e si è abbassato la calza per far vedere Diogo al mondo. Loro due hanno giocato insieme per 164 volte, tra Porto, Wolverhampton e nazionale. 

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DIOGO NEL GRUPPO WHATSAPP

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 La coincidenza del 3 luglio così ha colpito tutti. “Non direi che questo anniversario debba essere particolarmente difficile, è piuttosto una sorta di celebrazione – ha detto Roberto Martinez -. Penso che dobbiamo onorare Diogo Jota, credo sia un momento per custodire tutto ciò che abbiamo costruito in questa squadra, perché è iniziato con lui. Vogliamo vincere il Mondiale per lui”. Francisco Trincão ha detto che la presenza del vecchio amico dà forza alla squadra, come se ci fosse una forza che agisce dall’esterno, e i genitori di Diogo, Joaquim e Isabel, hanno avuto la forza per venire a Houston a vedere la prima partita. Hanno incontrato Infantino e sono stati nell’unico posto in cui loro figlio avrebbe voluto essere in una sera di giugno. A chiudere tutto, ci sono le parole di Ruben Neves: “Io gli parlo ancora oggi. Pochi lo sanno ma io, Rute e Diogo abbiamo un gruppo whatsapp che continua e lì ci parliamo. Quando accade qualcosa di speciale, continuo a mandargli lì i miei messaggi”. Diogo forse legge, o forse vede tutto.

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