Olanda, gli "italiani" tra i più delusi: Malen poco utilizzato e fuori ruolo. E Koop...
Lo juventino ha avuto un minutaggio più alto rispetto al romanista ma è rimasto lontanissimo dai suoi livelli migliori
Lo juventino ha avuto un minutaggio più alto rispetto al romanista ma è rimasto lontanissimo dai suoi livelli migliori
Dal nostro inviato G.B. Olivero 30 giugno 2026 (modifica alle 17:35) - ATLANTA (USA) English versionPer la terza volta consecutiva i rigori hanno mandato a casa l’Olanda. Dopo la sconfitta in finale nel 2010, la nazionale oranje non ha più perso al Mondiale, ma non è nemmeno riuscita ad arrivare all’ultimo appuntamento uscendo sempre a causa dell’imprecisione dal dischetto: nel 2014 in semifinale contro l’Argentina, nel 2022 (dopo la mancata partecipazione del 2018) ai quarti sempre contro l’Albiceleste e stanotte ai sedicesimi contro il Marocco. Finisce così anche il Mondiale di Donyell Malen e degli altri "italiani" convocati da Ronald Koeman: Teun Koopmeiners, Marten De Roon e Denzel Dumfries che da domani sarà un giocatore del Real Madrid.
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—Il più deluso della compagnia è sicuramente il giallorosso, che dopo lo splendido impatto sul calcio italiano pensava di vivere un Mondiale da protagonista. E invece non ha segnato nemmeno un gol e stanotte è rimasto tutta la partita in panchina. Le motivazioni di un torneo sotto tono sono in parte fisiche (non è mai sembrato brillante) ma prevalentemente tattiche. Malen ama giocare da centravanti, motivo per cui ha accettato la proposta della Roma: Gasperini intendeva schierarlo proprio in quella posizione. Nell’Olanda è successo solo nella prima partita contro il Giappone, in cui le ali erano Summerville e Gakpo. Quel giorno Malen non ha incantato ed è stato sostituito dopo 70 minuti da Depay. Dalla seconda sfida, quella contro la Svezia, il Mondiale di Malen si è definitivamente complicato: titolare ma da ala destra, perché Koeman ha deciso di puntare sulla fisicità di Brobbey che ha fatto due gol in diciassette minuti. Al ct olandese sarà sembrato un segno del destino e da quel momento il centravanti è stato sempre Brobbey. Quel giorno segnarono nella ripresa anche Gakpo (doppietta) e Summerville, mentre Malen fu addirittura sostituito all’intervallo per una scelta tattica legata proprio a certe difficoltà nell’interpretazione del ruolo di ala o nel rispettare le indicazioni dell’allenatore. Magari, se fosse rimasto in campo nel secondo tempo contro la Svezia, il torneo di Malen sarebbe cambiato: un gol l’avrebbe sbloccato, consentendogli anche di digerire il decentramento. Invece anche contro la Tunisia l’esperimento è fallito: un gol di Brobbey e Malen sostituito da Summerville in quella che è diventata la prova generale in vista dei sedicesimi. Infatti contro il Marocco il titolare è stato Summerville, mentre Donyell è andato in panchina e ci è rimasto per tutta la gara. La spiegazione di questa esclusione sta probabilmente nel piano tattico scelto da Koeman: Olanda bassa ad aspettare il Marocco con la difesa a tre che in fase di non possesso diventava a cinque, ripartenze veloci. A Summerville, autore dell’assist del vantaggio olandese, è stato chiesto di proporsi per i lanci lunghi, visto che Dumfries aveva compiti più difensivi del solito, e di sacrificarsi quando il Marocco saliva con tanti uomini. A questo punto, però, Malen sarebbe stato utile al centro perché, in una gara impostata sulle ripartenze, la sua velocità avrebbe fatto comodo. Visto il piano gara e l’andamento della partita, invece, è stata più logica la decisione seguente di Koeman, che a metà ripresa ha tolto Brobbey e ha inserito Weghorst: l’intento era quello di sfruttare le spizzate del centravanti dell’Ajax ed eventualmente le palle inattive e proprio da una bella deviazione aerea di Weghorst è nata l’azione del gol di Gakpo. Malen sarebbe stato magari prezioso dal dischetto, ma Weghorst ha pure segnato il suo rigore e sotto questo punto di vista quindi ci sono meno rimpianti. Malen non era reattivo e pungente come nella Roma, ma si aspettava comunque un Mondiale diverso e adesso torna a casa molto deluso. Sicuramente Gasperini saprà consolarlo: con lui non c’è alcun problema tattico, a differenza di quanto visto con Koeman.
LO JUVENTINO
—Teun Koopmeiners, invece, ha giocato magari più di quanto avrebbe immaginato. Mai titolare, è comunque entrato in tutte le partite disputate dall’Olanda: per difendere il vantaggio con il Giappone (che poi ha pareggiato), per far rifiatare De Jong contro la Svezia e contro la Tunisia, per blindare la qualificazione contro il Marocco. Ma stanotte le cose non sono andate bene. Koopmeiners ha sostituito Aké e ha fatto il braccetto di sinistra come gli è capitato nella Juve di Spalletti. In occasione del gol del pareggio, la principale responsabilità è di Van Dijk che si fa sfilare da Diop sul cross di Talbi, ma lui non avendo un avversario vicino sarebbe dovuto andare sul pallone ed è arrivato in ritardo. Poi nei supplementari Rahimi lo ha messo a sedere con una finta in area e si è costruito un’enorme occasione per vincere la partita. Koopmeiners ha segnato il primo rigore della serie, ma non è bastato perché l’Olanda ha perso. Il Mondiale dello juventino, quindi, si è chiuso con le stesse sensazioni lasciate dal rendimento in Italia: Teun si applica, cerca di seguire le direttive dell’allenatore, fa anche alcune cose buone come un paio di discreti interventi contro il Marocco, ma resta lontanissimo dai suoi livelli migliori. E da braccetto fatica ad adattarsi quando si tratta di difendere più che di impostare. Non sappiamo se nella nuova Juve Koopmeiners avrà ancora un ruolo, ma è decisamente auspicabile che non sia quello di difensore.
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