L'esplosione tardiva, l'idea di lasciare per la figlia malata, ora fa la storia: la favola di Canale
Il difensore ha firmato con un rigore l'eliminazione della Germania e il passaggio agli ottavi del Paraguay
Il difensore ha firmato con un rigore l'eliminazione della Germania e il passaggio agli ottavi del Paraguay
Dal nostro inviato Andrea Ramazzotti 30 giugno - 19:14 - BOSTON (USA) English versionLa frase più bella, forse, gliel'ha riservata il suo ct, Gustavo Alfaro: "Canale è uno dei campioni della vita perché ha dovuto attraversare tantissime avversità. Una partita come questa è uno dei regali che la vita può farti. È giustizia divina". Nel caldo pomeriggio di Boston, José Canale si è preso la gloria segnando il rigore che ha permesso al Paraguay di superare la Germania e di volare agli ottavi. Contro (quasi tutti) i pronostici della vigilia. E il fatto che l'Albirroja ci sia riuscita grazie a un rigore del difensore nato a Itauguá, che nel 2021 ha pensato seriamente di lasciare il calcio per stare vicino alla figlia più piccola alle prese con problemi di salute, è una storia da raccontare.
VIDEO: Salta la diretta mentre il Paraguay calcia l'ultimo rigore: la reazione dei tifosi è virale!IN SALITA
—Canale tra meno di un mese compirà 30 anni. Non è più un ragazzo e non è stato neppure un talento sbocciato presto. E' semplicemente un giocatore che si è "fatto" con il lavoro, il sacrificio, la fatica e la gavetta. Per arrivare dove altri sono arrivati grazie a Madre Natura, ha avuto bisogno di sudore e stagioni lontane dai riflettori. Ecco perché ieri ha pianto, abbracciato al portiere Gill e agli altri compagni, dopo il penalty che gli ha permesso di entrare nella storia del calcio paraguaiano. Prima di lui il match point lo avevano avuto Sanabria e Balbuena, traditi entrambi dall'emozione nonostante la maggior fama. A scacciare i fantasmi delle imprese sfiorate dal Paraguay contro la Francia (1998) e la Spagna (2010) ha pensato il suo sinistro. In mente gli saranno tornati i momenti di una carriera in salita, con squadre come Libertad, Nacional e Sol de América. Sempre o quasi non considerato titolare, ma bravo a ritagliarsi un certo spazio. La storia si è ripetuta quando è andato nel campionato argentino per indossare le maglie di Newell's Old Boys, Godoy Cruz e Lanus, passando dal prestito al Queretaro. Momenti difficili e panchine fino alla recente "esplosione" nel Lanus: ha vinto la Copa Sudamericana 2025 e la Recopa Sudamericana 2026, realizzando il gol decisivo per il trionfo contro il Flamengo, a due minuti dalla fine dei tempi supplementari. Nel mitico Maracana. Segnare nello stadio simbolo del calcio brasiliano era il sogno che aveva da bambino, quando giocava alla PlayStation. Lo ha trasformato in realtà. E siccome a volte la vita ti dà in fretta quello che prima, per anni, ti ha tolto o più semplicemente non ti ha dato, ieri ha vissuto un altro momento impossibile da dimenticare. Dopo il Flamengo ha steso anche la Germania.
PUYOL PARAGUAIANO
—Un anno fa Canale la nazionale l'aveva vista solo... in tv: era reduce dal prestito al Queretano, dove il Lanus lo aveva mandato perché sembrava non rientrare nei suoi piani. La storia è cambiata in questo 2025-26 da favola, nel quale ha giocato alla grande e si è imposto come uno dei migliori difensori centrali del Sudamerica. Tanto che a Lanus i tifosi e i giornalisti lo hanno ribattezzato il Puyol paraguaiano per la sua aggressività nei duelli. Un bel paragone. Alfaro lo ha convocato la prima volta a marzo, quando ha debuttato nell'amichevole con la Grecia, poi lo ha voluto con sé al Mondiale perché nel gruppo, come ha detto il ct, aveva bisogno di uno «con il suo cuore e la sua grinta. Un esempio di duro lavoro e perseveranza». Contro la Turchia è entrato negli ultimi minuti: la squadra era in dieci per l'espulsione di Almiron e c'era bisogno della sua grinta e dei suoi centimetri per resistere all'assalto di Calhanoglu e compagni. Ieri, con Alderete non al top a causa di un fastidio a un ginocchio, ha disputato la prima partita da titolare al Mondiale: in mezzo alla difesa insieme a Gustavo Gomez, ha respinto tanti palloni e ha frenato la Germania. Dal dischetto ha completato l'opera.
LA SALUTE DELLA FIGLIA
—Mamma Felicia, che lavora in una scuola calcio della zona di Itá, ha pianto. E' stata lei ad aiutarlo durante la sua carriera, iniziata da bambino con gli allenamenti al Club Libertad, lui che invece era tifoso del Club Olimpia, un'altra delle squadre di Asuncion. Andare ad allenarsi era la normalità per i suoi coetanei, meno per lui visto che la famiglia viveva lontano dal capitale (Itá è a 35 chilometri) e non aveva un'auto. Così per raggiungere il campo ogni giorno doveva prendere il pullman o cercare un passaggio. Soldi, sacrifici, ore sottratte al riposo e allo studio alla caccia di un sogno. "Arriverò lontano. Un giorno andrò a giocare in Giappone" diceva alla madre. Poi chissà perché proprio in Giappone... Resta il fatto che è diventato professionista e che ha pure segnato un gol memorabile per un Paese intero. Difficile però che da oggi cambi il suo stile di vita, fatto di poche interviste, rare apparizioni sui social e quasi zero vita mondana. Canale è l'anti-divo che non ama raccontarsi. E' sposato con Yessica Ramírez ed è stata lei recentemente a svelare altri "dettagli" che fanno capire meglio le parole di stima del ct. Nel 2021 il difensore era a giocare in Argentina, al Newell's Old Boys, e la figlia più piccola, che viveva in Paraguay con l'altra sorella e la mamma (a causa della pandemia non si erano spostati con José), ha avuto un problema di salute. Canale ha pensato seriamente di lasciare il calcio e di tornare in patria. E' stato convinto dalle bimbe, che lo hanno spinto a non mollare, e dal suo agente. Una mano gliel'ha data anche la fede che condivide con la moglie: entrambi sono devoti alla Vergine di Caacupé e pregano insieme. Continueranno a farlo. Il successo non li cambierà.
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