Il dramma dei rigori: specialisti che sbagliano, sostituzioni al 120'. E la saga dei Kluivert...
L'errore di Kluivert jr arriva esattamente 26 anni dopo Patrick. Balbuena che sbaglia ma nella storia dei penalty ci sono anche gli errori di Rashford e Sancho a Euro 21 e quelli degli spagnoli 4 anni fa
L'errore di Kluivert jr arriva esattamente 26 anni dopo Patrick. Balbuena che sbaglia ma nella storia dei penalty ci sono anche gli errori di Rashford e Sancho a Euro 21 e quelli degli spagnoli 4 anni fa
Lorenzo Topello Collaboratore 30 giugno - 22:43 - MILANO English versionUn giocatore no, non si giudica da questi particolari. Ma un Mondiale sì. E niente come il mese (e mezzo) di partite in terra americana riesce a mescolare corsi e ricorsi storici, paure e superstizioni sul momento più temuto di tutti, quello in cui il pallone si ferma a undici metri dalla porta. Le prime sfide a eliminazione diretta ripescano dal baule dubbi eterni: ma cosa si deve fare coi rigoristi? Inserirli alla fine dei supplementari è un azzardo o una genialata? E soprattutto: come ha fatto Justin Kluivert a sbagliare un rigore nello stesso modo, con lo stesso epilogo e nello stesso identico giorno del padre?
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—Per chi non ha superato la deprimente, ennesima assenza dell’Italia al Mondiale, consigliamo un revival di highlights dei bei tempi che furono. Lasciate stare il 2006, troppo scontato. Più esotico un giro sull’Europeo del 2000, a patto che facciate check-out da Youtube prima degli ultimi minuti della finale, perché altrimenti la depressione decuplica. Zoom su Italia-Olanda, semifinale, e sui centomila rigori che gli arancioni calciano ovunque tranne che in porta: legni, bordate fuori misura, più di uno intercettato da un Toldo Super Sayan. Ecco, quel 29 giugno del 2000 ritorna spaventosamente al presente perché il penalty di Patrick Kluivert durante i tempi regolamentari, quello che sbatte contro il palo prima di tornare in gioco, è letteralmente identico a quello fallito da suo figlio Justin contro il Marocco, nella sequenza finale. Un deja vu quasi inquietante: portiere spiazzato, palo, successiva eliminazione ai rigori. A proposito: anche Kluivert junior ha sbagliato il 29 giugno ora locale, considerando che in Messico viaggiano indietro di otto ore. Nota a margine: Justin era entrato a pochi minuti dalla fine dei supplementari solo per calciare dal dischetto, ma ha sbagliato. E non è la prima volta che capita, anzi.
balbuena flop
—Agli ultimi sussulti dell’extratime ogni allenatore si cambia d’abito e prega la buonanima di Bobby Fischer, il fuoriclasse della scacchiera che ripeteva che “l’obiettivo è distruggere la mente dell’avversario”. Ecco, come ai rigori: prevenire, depistare, ingannare. Come faceva Van Gaal durante il Mondiale 2014, cambiando portiere al 120’: fuori Cillessen, dentro lo specialista Krul. Mossa vincente contro il Costa Rica ai quarti, ma non contro l’Argentina. Ma sono tanti i ct che, più che agli scacchi, chiedono una mano alla briscola, gettando dentro il (presunto) carico da undici: lo specialista del dischetto. In genere entra a pochi secondi dal 120’, o anche oltre. Come Fabian Balbuena, difensore del Paraguay che, dopo aver guardato dalla panchina tutta la fase a gironi, fa check-in al Mondiale al minuto 122 contro la Germania. Col ct Alfaro che gli dice: “Il quinto rigore è tuo”. Il suo primo tocco nel torneo pesa come una palla medica. E lui sbaglia. Poi i suoi vincono comunque, certo. Ma intanto la mossa dello specialista è fallita. Di nuovo.
quanti errori
—Un rigore si presenta così: se sbagli lato della porta, sbagli lato della storia. E la condanna è doppia, se non tripla, quando ti hanno inserito in campo solo per il dischetto. Come Rashford e Sancho, nella finale di Euro 2021: dentro ai supplementari, entrambi fallimentari ai rigori. Un autogol psicologico di Southgate che ha contribuito a imbarcare la Coppa verso Roma. Nella stessa edizione fallisce Rodri, anche se la sua Spagna passa comunque dagli undici metri nella sfida con la Svizzera. La mossa dello specialista, comunque, ha tradito anche noi. Euro 2016, quarto contro la Germania: al 121’ entra Zaza al posto di Chiellini. Quello che succederà poi dal dischetto forse lo sanno anche i muri. Male anche Ramsey in finale di Europa League (2022, Rangers-Eintracht, errore doloroso per gli scozzesi) e pochi mesi fa l’ex Milan Chukwueze (Marocco-Nigeria, semifinale di Coppa d’Africa, lui e le sue Super Aquile eliminati). Ma, rimanendo al Mondiale, i subentrati hanno fallito anche nella scorsa edizione: nella sequenza infernale di Spagna-Marocco succede addirittura a un giocatore per nazionale. A Pablo Sarabia (entrato al posto di Nico Williams che era a sua volta subentrato) e a Badr Benoun, unico degli africani a emozionarsi dal dischetto. Altri casi, riavvolgendo il nastro: Marko Livaja in Croazia-Giappone (2022), Milan-Badelj in Croazia-Danimarca (2018), Willian in Brasile-Cile (2014). Lati in comune: non entrano proprio al 120’, ma tutti e tre i loro ingressi sono comunque proiettati alla serie finale; sbagliano tutti e tre; passano ugualmente il turno tutti e tre.
il caso carragher
—La fenomenologia dello specialista al 120’ non affonda le sue origini nel Medioevo calcistico per intuibili motivi: i rigori come sequenza finale esistono da neanche cinquant’anni, se è vero che la prima sfida iridata a decidersi dal dischetto è stata Francia-Germania del 1982. E poi il cambio extra ai supplementari è stato introdotto dal 2018: fino a quel momento era quasi impossibile pensare che un allenatore dedicasse uno dei suoi tre cambi a un rigorista. Nelle ultime edizioni invece è accaduto eccome, e qualche volta la mossa è andata a dama. Come con Dybala nell’ultima finale Mondiale: Scaloni lo getta nella mischia al 121’ e prega. Lui svolge il compito: “Lo sapevo che sarei entrato solo per il rigore e mi ha aiutato il Dibu Martinez. Io volevo scegliere un lato, lui mi ha garantito che fosse meglio tirare centrale perché Lloris si sarebbe buttato. Aveva ragione”. E l’Argentina alza la Coppa. Se la cava anche Mislav Orsic in Croazia-Brasile ai quarti di finale: lato giusto, palla in rete e i balcanici passano il turno. Ma qual è invece l’errore più assurdo di un subentrato ai Mondiali? Per distacco, quello di Jamie Carragher. Edizione 2006, Inghilterra-Portogallo: il ct Eriksson anticipa i tempi di almeno un decennio e opera la pazza mossa, buttando dentro la colonna del Liverpool al 119’: “Ora entri e segni dal dischetto”. E Carragher in effetti fa gol. Il problema è che l’arbitro Elizondo non ha ancora fischiato, quindi l’esecuzione va ripetuta. E qua Jamie perde la partita a scacchi con Ricardo che indovina l’angolo. Il Portogallo un minuto dopo si guadagna il pass per le semifinali grazie al rigore di un promettente ventunenne. Si chiama Cristiano Ronaldo.
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