Pjanic: "Negli Usa sottovalutano la Bosnia, come ha fatto l'Italia... Alajbegovic è pronto per la A"
La Gazzetta dello Sport

Pjanic: "Negli Usa sottovalutano la Bosnia, come ha fatto l'Italia... Alajbegovic è pronto per la A"

Mercoledì 1 luglio 2026
2 visualizzazioni

L'ex juventino e romanista ha 36 anni, 4 in mento del capitano Dzeko. In questi Mondiali ci sarebbe potuto essere anche lui, ma nel 2025 ha scelto di dire addio al calcio. Ora fa il tifo per i suoi ex compagni: "È una partita secca e le sorprese possono sempre succedere, come si è visto nel playoff"

L'ex juventino e romanista ha 36 anni, 4 in mento del capitano Dzeko. In questi Mondiali ci sarebbe potuto essere anche lui, ma nel 2025 ha scelto di dire addio al calcio. Ora fa il tifo per i suoi ex compagni: "È una partita secca e le sorprese possono sempre succedere, come si è visto nel playoff"

dal nostro inviato  Filippo Conticello 1 luglio - 07:29 - LOS ANGELES (USA) English version Miralem Pjanic nel 2013 con la Bosnia

Come tutti i bosniaci che stanno accerchiando la Bay Area, Miralem Pjanic conta i secondi dall’appuntamento con la storia: oggi, 17 del pomeriggio di Santa Clara, vicino a San Francisco (le 2 di notte in Italia), la nazionale di Sarajevo gioca la sfida più importante di sempre. L’ex Roma e Juve ha 36 anni, quattro meno dell’eterno Dzeko, ma non avrà rimpianti nel soffrire soltanto dalla tribuna: "Quando ho smesso ho fatto una scelta precisa e non me ne pento: ora sono il primo dei tifosi e sono emozionato quasi allo stesso modo".

VIDEO: "Tenetevi gli spaghetti", "vi abbiamo fatto il c**o": la festa della Bosnia continua negli USA

Pjanic, si aspettava la sua Bosnia a questa altezza?

"Onestamente nessuno di noi lo pensava, dopo tanti cambiamenti. Edin continua a 40 anni, è un ponte decisivo tra le generazioni che insegna a tutti come comportarsi, ma ci sono tanti giovani che normalmente avrebbero bisogno di tempo. Invece tutto è andato nella direzione giusta. Il merito è dell’allenatore, Barbarez: non ha creato un grande gioco, ma ha ricostruito il senso di appartenenza, l’amore per questa maglia, il legame tra i ragazzi. Ognuno combatte per l’altro. Noi non vinciamo con un calcio spettacolare, ma siamo organizzati, difficili da affrontare e mettiamo il cuore in ogni partita. È così che siamo arrivati fin qui".

Adesso ecco gli Usa padroni di casa: quanto conterà il fattore campo? 

"Hanno una buona squadra, giocano un calcio offensivo, con un allenatore preparatissimo e un ottimo centravanti come Balogun. Però, la Bosnia sta letteralmente volando sull’entusiasmo. Gli americani devono fare attenzione: la squadra è piena di adrenalina e sente anche di essere di nuovo sottovalutata. Un po’ come era successo prima della partita con l’Italia. Questo clima può diventare un pericolo per gli Stati Uniti".

Miralem Pjanic contro l'Italia. Nello scatto anche Chiellini e Dzeko. Getty

Una giornalista della Abc ha detto di non conoscervi neanche sulla mappa ed è stata travolta dalle polemiche: avrà lo stesso effetto del famoso video di Dimarco, Pio e Vicario prima del playoff? 

"Beh, qualcosa di simile. Darà altra motivazione anche perché nel nostro Paese stanno parlando tutti di questo episodio: i giocatori, i media, i tifosi. È una partita secca e le sorprese possono sempre succedere, come si è visto nel playoff".

Questa partita ha anche un valore simbolico per la comunità bosniaca fuggita in America dopo la guerra?

"Certo, ci saranno tantissimi bosniaci che vivono qua. In realtà, siamo ovunque, in ogni città e in ogni stadio. Non avevamo mai visto niente di simile: dentro il campo lo senti, ti dà un’adrenalina enorme. Bisognerà, però, fare una partita intelligente, evitando sciocchezze. Se la terremo in equilibrio, allora potrà davvero accadere di tutto, magari su una palla inattiva".

Dzeko è un ponte decisivo tra le generazioni, che insegna a tutti come comportarsi

Kerim Alajbegovic, di cui lei è mentore e intermediario, sta imparando bene: è pronto per il grande salto? 

"Ha talento e la testa giusta. A 18 anni non ha paura del pallone né di puntare l’uomo: è destinato a fare una grande carriera. Ora bisogna scegliere il progetto giusto perché lo vogliono in tanti in Italia e potrebbe fare molto bene in Serie A. Vedremo cosa succederà in estate, ma il salto in avanti è vicino. Prima, però, proviamo a farne uno tutti insieme a Santa Clara".

VIDEO: Mondiali, la nostra top 11 della fase a gironi: quante sorprese tra difesa e centrocampo! Leggi anche Brasile, Danilo sicuro: "Se ascoltiamo Ancelotti possiamo arrivare fino in fondo"Burruchaga: "Con questo Messi, l'Argentina può fare il bis. Ma basta paragoni con Maradona..."

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo