Camolese sicuro: "Abate al Torino porterà entusiasmo"
L’ex allenatore ha allenato Ignazio nel 2009 in granata: "È diventato un tecnico che vuole incidere sulle gare"
L’ex allenatore ha allenato Ignazio nel 2009 in granata: "È diventato un tecnico che vuole incidere sulle gare"
Mario Pagliara Giornalista 1 luglio - 07:28 - MILANO English versionDue mesi vissuti insieme, in quella coda di stagione nella primavera 2009. Ai tempi Camolese era l’allenatore chiamato per accompagnare il Toro nel finale di campionato, Abate era un calciatore pronto a cominciare la sua scalata, dall’anno dopo, con il Milan. Diciassette anni più tardi è un’altra storia, un altro film: da oggi parte l’avventura di Abate da allenatore granata. Giancarlo Camolese è il vice presidente dell’Associazione Allenatori, e ha seguito da vicino - sin dagli anni della Primavera del Milan - il percorso di Abate.
CamoleseCamolese, che scelta è Abate?
"Andare su un allenatore giovane ed esordiente ha dei lati positivi e anche qualche incognita, perché Ignazio la Serie A non l’ha ancora fatta. Però, dalla sua parte, c’è l’entusiasmo per la categoria, per allenare una squadra importante e storica come il Toro, perché ritorna in un posto dove ha giocato. Ci sono, insomma, anche tanti aspetti positivi: Abate porterà tanto entusiasmo al Toro. Come sempre, le scelte a inizio stagione raccontano le linee programmatiche del club".
Si riferisce al fatto che Abate ha lavorato bene sui giovani...
"Le due cose si sposano, perché mi sembra che vi sia una scelta del club che va verso la ricerca di giovani italiani. Anche se siamo ancora in una fase in cui le cose possono cambiare. Il mercato ha sempre tante variabili, per cui bisognerebbe aspettarne la fine prima di dare giudizi, ma l’idea che ha il club di valorizzare i giovani di qualità a me piace".
Che ricordo ha dell’Abate calciatore che lei ha avuto al Toro?
"Abbiamo lavorato insieme in una situazione molto particolare, mancava poco alla fine, però io ho il ricordo di un ragazzo serio. Dopo l’ho seguito quando ha cominciato la carriera da allenatore, perché commentavo le partite del suo Milan Primavera nella Youth League, dove arrivò in finale. Arrivare in fondo a quel tipo di competizione non è mai facile. E lui ce la fece con una squadra che giocava bene, con l’entusiasmo dei giovani".
VIDEO: Torino, Bosco: "Passione e dedizione dietro alla cura del nostro campo"Che sensazione le lascia un allenatore come Abate che ha fatto la gavetta? Parte da Allievi e Primavera, poi Ternana e Juve Stabia prima di arrivare in A?
"È il percorso giusto. Nel settore giovanile hai la possibilità di sperimentare, capire gli aspetti da correggere perché hai più tempo. Ha fatto tutte belle esperienze: Terni è una piazza dove sono molto attenti al calcio, a Castellammare ha dovuto gestire anche le situazioni fuori dal campo, dimostrando di saperlo fare bene. Oggi Ignazio è pronto per una panchina in Serie A".
Che tipo di allenatore è Abate?
"Come tutti i tecnici di questa generazione, è molto attento al gruppo, anche a cambiare molto eventualmente nel corso della stessa gara. Ha la voglia di incidere sulle partite: questa è una generazione che cresce con i cinque cambi, e con tutte queste sostituzioni un allenatore può stravolgere una squadra. Vediamo se lavorerà su più sistemi di gioco, al riguardo credo proprio che lo farà: sicuramente, lavorerà su più situazioni perché il calcio adesso richiede questo".
Vi siete sentiti in questi giorni?
"Non ancora, ma quando avrà un momento di tranquillità andrò a trovarlo al Filadelfia".
Qual è il consiglio che vuole dare ad Ignazio Abate che proprio da oggi è ufficialmente il nuovo allenatore del Toro?
"Il consiglio è di godersi davvero ogni momento. Allenare il Toro è un privilegio, e mi auguro che lui si godrà ogni attimo sperando che siano tutti momenti felici. Vale la pena sempre di vivere intensamente ogni giorno di questa avventura, perché allenare il Toro non è per tutti e non capita a tutti".
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