Escort, serate di lusso, gas esilarante: le tappe dell'inchiesta e chi c'è nella lista
La Gazzetta dello Sport

Escort, serate di lusso, gas esilarante: le tappe dell'inchiesta e chi c'è nella lista

Mercoledì 1 luglio 2026
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La Procura indaga dopo la denuncia di una delle ragazze coinvolte. Ancora ai domiciliari i due titolari dell'agenzia di Cinisello Balsamo, accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e riciclaggio. Gli investigatori seguono un flusso di denaro che supera 1,2 milioni di euro

La Procura indaga dopo la denuncia di una delle ragazze coinvolte. Ancora ai domiciliari i due titolari dell'agenzia di Cinisello Balsamo, accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e riciclaggio. Gli investigatori seguono un flusso di denaro che supera 1,2 milioni di euro

Lorenzo Cascini Giornalista 1 luglio - 10:57 - MILANO English version

Il servizio offerto sarebbe stato completo: la cena spettacolo in un lussuoso ristorante della “Milano bene”, poi la possibilità di continuare la serata nei locali o in camera d’albergo. “Lì portiamo al Just” - si legge -, facendo riferimento al Just Cavalli, noto locale della movida milanese - “oppure noi siamo al Me, albergo situato in piazza della Repubblica”. In questi luoghi avvenivano gli incontri: l’organizzazione era controllata da un’agenzia con sede a Cinisello Balsamo gestita dai due principali indagati, che nella sua ragione sociale aveva l’organizzazione di eventi nei locali alla moda di Milano e altrove. Il tutto veniva pubblicizzato su Instagram, nella pagina “Made_luxury_ concierge”, seguita da tantissimi giocatori di Serie A. Si organizzavano anche viaggi, in particolare verso l’isola greca di Mykonos. 

l'azienda

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Ai vertici dell’agenzia ci sarebbero Emanuele Buttini, 37 anni, e Deborah Ronchi di 38, compagni nella vita e nel lavoro, oggi ai domiciliari. Sono indagati per riciclaggio e per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Con loro e per loro avrebbero operato Salamone - coinvolto anche nel caso Bastoni - e Luan Franca, due collaboratori, indagati. Buttini e Ronchi, infatti, avrebbero avuto molti “tuttofare” pronti a risolvere ogni esigenza: chi organizzava serate, chi reclutava le ragazze, chi faceva l’autista per portarle di qua e di là. Core business: accontentare i facoltosi clienti. Cene riservate, serate, tavoli, camere d’hotel, ragazze e gas esilarante per sballarsi. Ce n'è per tutti i gusti. 

la difesa

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Un mese fa il tribunale del riesame ha respinto la richiesta di annullamento della misura cautelare. I titolari della “Made” si erano difesi dicendo che il loro lavoro era soltanto quello di organizzare le cene, negando alcun coinvolgimento con il post serata e con lo sfruttamento delle ragazze. Hanno poi affermato che le intercettazioni di alcuni loro collaboratori in cui parlavano dei debiti da saldare da parte di giocatori di Serie A, riguardavano esclusivamente il pagamento di costose bottiglie. Per dimostrarlo, l’avvocato ha persino depositato un menu con i prezzi. Elementi che non sono bastati a farli uscire dai domiciliari. 

la denuncia

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Il procedimento aveva preso piede nell’agosto del 2024 dopo la denuncia sporta da Neda Vukovic nei confronti di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi per delitto di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La Vukovic aveva riferito di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nello stabile della società (per cui le ragazze pagavano l’affitto) e di essere stata testimone di attività durante la pandemia. La ragazza, infatti, ha raccontato che in un locale posto al piano terra e accessibile tramite un ingresso secondario semi-nascosto, era presente una discoteca abusiva in cui - anche nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri - venivano organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort. “Lavoravamo quasi tutte le sere, anche durante il lockdown”, raccontava. E ancora, durante un controllo nell’aprile del 2021, erano state identificate nella sede dell’azienda a Cinisello Balsamo ben 17 persone (in un periodo di lockdown dovuto all’emergenza sanitaria, in cui vigeva il divieto di assembramenti). Nell’ordinanza poi si evince come Buttini e Ronchi trattenessero poi almeno il 50% dell’importo pagato, consegnando alle ragazze il resto. La denunciante aveva fatto riferimento, ad esempio, al caso di una ragazza colombiana che, nel 2022, era stata costretta a prostituirsi in cambio di mille euro, di cui solo la metà destinati a lei. Il resto lo avrebbero preso Buttini e Ronchi. Da alcune conversazioni, emerge che le ragazze non sarebbero state retribuite direttamente dai clienti ma dagli organizzatori: alle ragazze, infatti, sarebbero state consegnate esclusivamente delle buste di contanti in base alle prestazioni rese e a quanto incassato. Le cifre ammonterebbero intorno ai 70-100 euro a serata, poteva essere riconosciuta anche una maggiorazione del 10% dell'incasso nel caso in cui venisse organizzato un tavolo con il cliente. 

calciatori e parole chiave

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Il nome che fa rumore e sta occupando le cronache degli ultimi giorni è ovviamente quello di Alessandro Bastoni, calciatore dell’Inter, indagato per prostituzione minorile. Ma non è l’unico nome d' calciatore emerso nelle conversazioni tra i pr. Un lungo elenco di "parole-chiave” ha infatti svelato inoltre i nomi di 64 giocatori di diversi club, molti di Serie A. Una lista contenuta nel decreto di perquisizione firmato dai pm, e necessaria per fare ricerche mirate sui cellulari degli organizzatori delle serate. Al momento, però, si tratta di persone non indagate, in quanto per la legge italiana il cliente di una prostituta maggiorenne non commette reato. Alcuni calciatori, come Calafiori, Bonifazi e Maldini, saranno ascoltati nelle prossime settimane a Milano esclusivamente come persone informate sui fatti. 

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conti

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Si parla di oltre 194mila euro. Questa sarebbe la cifra versata dai calciatori sui conti degli organizzatori delle serate, comprensive di cene, escort e droga della risata. “Siamo al Duca, al Me Milan, ci servono palloncini. Sono con…”. “Ok ti mando qualcuno”, la risposta. Si legge nell’ordinanza. E si comprende dunque che la ragazza è in compagnia di un facoltoso cliente in una stanza dell’hotel a 5 stelle Me Milan-Il Duca e che ha bisogno di gas esilarante. A quella somma si aggiungono gli incassi delle società attive nel settore delle feste e delle discoteche, in primis quella del Pineta Milano (dove la frequenza era settimanale). Il totale ammonterebbe a 1,2 milioni di euro. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza stanno dando la caccia ai soldi, che si ritiene siano all'estero, dato che sui conti in Lituania non è stato trovato nulla. In più, si pensa ci possa essere dell’altro denaro sommerso. Continuano le indagini degli inquirenti. Si cerca di fare chiarezza.

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