Newey confessa: "Abbiamo sbagliato tutto". Aston Martin si aggrappa al 2026 tra i dubbi di Alonso
Il team principal ha rotto il silenzio nel momento più delicato della stagione: "Quando si tratta di decisioni strategiche, la responsabilità finale è mia". Pronto un nuovo pacchetto per il GP in Ungheria
Il team principal ha rotto il silenzio nel momento più delicato della stagione: "Quando si tratta di decisioni strategiche, la responsabilità finale è mia". Pronto un nuovo pacchetto per il GP in Ungheria
Giorgio Burreddu Collaboratore 1 luglio - 16:52 - MILANOAdrian Newey è ricomparso nel momento più delicato. E con il Gp di Silverstone alle porte. Coincidenze? Mah. E’ venuto meno a quel vecchio principio che lo riguarda: la solitudine dei numeri primi. L’uomo che Aston Martin ha scelto per cambiare la propria storia è uscito allo scoperto. “Abbiamo iniziato con il piede sbagliato fin dall’inizio e forse abbiamo creato troppe aspettative. I mesi di ritardo rispetto agli altri, perché non abbiamo cominciato a lavorare fino a marzo 2025 sulla macchina del 2026, rappresentano una grande differenza da colmare”. Newey, il genio della lampada della F1, di solito compare per esprimere i desideri delle case automobilistiche. Non questa volta. Niente illusioni, solo spiegazioni: sul perché Fernando Alonso e Lance Stroll e il progetto Aston Martin sono in fondo al mondiale. Newey al sito ufficiale del team ha parlato anche del suo stato di salute. "Ora sto bene, ma è stato un periodo difficile. Non ero al 100% l’anno scorso. Ho dovuto conciliare salute e lavoro con molta più attenzione. Il team ha gestito la situazione in modo incredibile”.
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—Newey, 66 anni, cresciuto a Stratford-upon-Avon, solitario, enigmatico, taciturno, è l’uomo che ha disegnato alcune delle monoposto più vincenti della F1 moderna: Williams, McLaren, poi Red Bull, dove è stato l’architetto dei cicli Vettel e Verstappen. Per questo il suo arrivo ad Aston Martin era stato letto come una grande opportunità: Lawrence Stroll gli ha affidato non solo la direzione tecnica, ma di fatto la responsabilità politica e sportiva del progetto. Il suo ruolo, ha spiegato, è semplice: “Quando si tratta di decisioni strategiche, la responsabilità finale è mia”. Punto. La realtà però è più brutale. Alonso ha chiuso il gp d’Austria 18°, a tre giri dal vincitore, mentre Stroll si è ritirato. L'Aston Martin ha raccolto appena un punto, quello dello spagnolo (eterno, eterno Alonso) a Monaco, ed è sprofondata in una stagione che il sito della Formula 1, nel riprendere l’intervista a Newey, ha riassunto con un titolo bello chiaro: 5 of the biggest revelations, le cinque rivelazioni più pesanti emerse dal racconto di Newey.
aston martin in ritardo
—La prima, abbiamo visto, è il ritardo. “Non abbiamo iniziato un lavoro serio sulla macchina 2026 fino a metà marzo 2025 e il primo modello in galleria del vento è arrivato solo a metà aprile. Questo ci ha lasciato diversi mesi dietro ai rivali: un divario enorme da colmare”, ha ammesso Newey. La seconda è l’integrazione con Honda: problemi di power unit, vibrazioni, poco chilometraggio nei test, fino a Melbourne, quando la prima vera sessione utile è arrivata nelle libere 3. Poi c’è il peccato originale della AMR26: troppo peso e un concetto aerodinamico rischioso. “Sul telaio siamo parecchio sovrappeso. Una parte dipende dall’integrazione della power unit e dalle vibrazioni, ma anche noi non abbiamo fatto il lavoro che avremmo dovuto per risparmiare peso. Quando progetti in fretta, il peso è la prima cosa che ne risente”, ha detto Newey. E ancora: “Aerodinamicamente abbiamo preso una direzione audace, spinta in gran parte da me. Non direi che sia fondamentalmente sbagliata, ma ha creato sfide che non avevamo previsto”.
nuovo pacchetto
—Il Mondiale per Aston Martin è diventato un calvario. Non si parla più di vittorie, ma di affidabilità. E di credibilità, perché quando c’è di mezzo Newey non si scherza. Silverstone è però un passaggio importante. “Questo è un periodo difficile che, in verità, probabilmente dobbiamo affrontare per uscirne più forti, con un discreto passo avanti nella seconda metà di questa stagione e uno ben più grande per l'anno prossimo”. Mentre Mercedes viaggia a ritmi impressionanti e tutte le altre (Ferrari compresa) provano a darsi una qualche chance di tanto in tanto, l’Aston Martin è in un vicolo cieco. Così Newey, uno che vede lontano, ha indicato una data: Gp di Ungheria (24-26 luglio). Lì arriverà il grande pacchetto su entrambe le vetture: telaio e cambio alleggeriti, nuovo muso, sospensione posteriore rivista e superfici aerodinamiche molto modificate.
l'ultimatum di alonso
—“Fernando vuole vedere progressi chiari e tangibili. Se riusciremo a dimostrare che ci stiamo muovendo decisamente nella giusta direzione, è assolutamente determinato a rimanere al timone”. A quasi 45 anni, il due volte campione del mondo Alonso vuole segnali concreti prima di decidere se restare o se gettarsi in mare. E Newey lo sa. La scommessa perciò è ribaltare la prospettiva: fare in modo che il 2026 porti all’anno che verrà nel modo giusto. Invece la domanda è se questa caduta di Aston Martin e del suo guru siano l’inizio di un'ascesa. O unicamente il segnale che nemmeno Newey, un po’ genio e tanto ribelle, da solo non può cambiare la Formula 1.
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