Tutto su Olise, mister assist che va a caccia di... Pelé. Grazie anche a Deschamps
L'intuizione del tecnico della Francia di spostarlo dalla fascia alla trequarti è stata la svolta: non ha ancora segnato (si è fermato al clamoroso palo contro la Svezia) ma ha già servito cinque passaggi vincenti, uno in meno del primato della Perla Nera
L'intuizione del tecnico della Francia di spostarlo dalla fascia alla trequarti è stata la svolta: non ha ancora segnato (si è fermato al clamoroso palo contro la Svezia) ma ha già servito cinque passaggi vincenti, uno in meno del primato della Perla Nera
dal nostro inviato Andrea Ramazzotti 1 luglio - 18:00 - BOSTON (STATI UNITI)Se Mbappé va alla caccia della Scarpa d'oro e, Messi permettendo, del record di gol della storia del Mondiale, Michael Olise va alla ricerca di un altro primato nella Coppa del mondo: quello del maggior numero di assist. Con il suo calcio fatto di intuizioni da fuoriclasse assoluto, si è trasformato in uno dei giocatori più iconici del torneo, soprattutto per le nuove generazioni che stravedono per i suoi gesti tecnici. Ora penserete tutti alla strepitosa sforbiciata, con il pallone finito sul palo, che avrebbe potuto diventare una delle reti più belle della storia del Mondiale: d'accordo è stata un gesto tecnico favoloso e avrebbe meritato di segnare la sua prima rete nel torneo, ma Olise finora ha stupito tutti principalmente con le sue verticalizzazioni. Nelle prime quattro gare del torneo è già a quota cinque assist, con i due di ieri che hanno permesso a Mbappé di firmare una doppietta.
VIDEO: Inghilterra-Francia, la formazione combinata: meglio Kane o Mbappé?COME PELÉ
—Il record di assist in un'edizione del Mondiale è stato stabilito nel 1970 da Pelé che arrivò a 6. Olise ha la possibilità di affiancare o superare O Rei già sabato, negli ottavi contro il Paraguay. In quattro partite al Mondiale ha già raggiunto nella classifica degli assist Griezmann, Zico e Muller e la coppia Messi-Maradona (tutti e due a quota 8), può essere raggiunta già in questa edizione del 2026. A impressionare è il fatto che la Pulce e il Pibe de Oro abbiano impiegato rispettivamente 6 e 4 partecipazioni per toccare gli 8 assist, mentre Michael ha avuto bisogno di 4 incontri nel suo primo Mondiale. Giocare in una Francia con grandi campioni lo aiuta, ma anche altre due componenti sono fondamentali: la scelta (geniale) di Deschamps di spostarlo dalla fascia destra e utilizzarlo come trequartista; la sua predisposizione a infilare il pallone nel corridoio libero, quasi indicandolo al compagno. Al Bayern ha chiuso la stagione a quota 26 assist e, compresi i 5 del Mondiale e i 2 nelle altre partite con i Bleus dal luglio scorso in poi, è già a quota 33.
INTERVISTE E CAMPO
—In campo Olise è geniale e fuori... altrettanto. Come tutti i geni ha comportamenti un po' stravaganti: è una vera e propria anti-star che evita pubblicità, sponsorizzazioni (indossa le Nike, ma non ha un contratto) e apparizioni televisive. Motivo? È timido e non ama le interviste. Dall'inizio del ritiro con la Francia è a quota zero conferenze stampa e "fermate" in mixed zone. A Monaco la media è più o meno questa: parla con i giornalisti solo quando è "obbligato". Soprattutto in Champions. Anche la comunicazione sui social è particolare: all'inizio della Coppa del mondo ha rimosso tutte le foto dal suo account Instagram e ha iniziato a pubblicare contenuti con uno stile particolare, ispirato alle illustrazioni dell'artista Florence Pernet. Risultato? I suoi followers sono cresciuti. È un ragazzo timido a cui piace esprimersi sul campo, ma non festeggia i suoi gol con troppo trasporto. E' più facile vederlo esultare per un assist. A proposito di campo, la "ricognizione" prima di ogni match è diventata un rito che genera ironia. Michael entra appena in campo, fa scivolare un piede sull'erba, poi l'altro ed esce: durata non più di 4-5 secondi. Sul sito della Federazione francese c'è un divertente video di Thuram che lo imita scatenando la risata di Mbappé.
ANIME E CAPELLI
—È un amante delle anime e della cultura giapponese. Ascolta molta musica: dai rap britannici, all'R&B e l'hip hop. Ha una cura maniacale per i suoi capelli e i dreadlocks che porta sono diventati una specie di marchio per lui: li fa toccare solo a un hair stylist specializzato e quando per festeggiare la vittoria della Bundesliga gli hanno rovesciato sopra la testa un boccale di birra, non l'ha presa bene. Da anni non cambia look e tiene sempre i capelli della stessa lunghezza. In campo invece inventa sempre qualcosa e per gli avversari sono spesso dolori.
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