Piedi buoni e dribbling: come cresce il "bimbo" Gilberto Mora che fa impazzire il Messico
La Gazzetta dello Sport

Piedi buoni e dribbling: come cresce il "bimbo" Gilberto Mora che fa impazzire il Messico

Mercoledì 1 luglio 2026
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Mezzala frizzante, è l'unico minorenne tra tutti gli oltre 1.000 convocati per i Mondiali. Secondo calciatore più giovane di sempre, dopo il brasiliano, ad essere schierato in una partita ad eliminazione diretta della Coppa del Mondo, presto sarà un uomo mercato

Mezzala frizzante, è l'unico minorenne tra tutti gli oltre 1.000 convocati per i Mondiali. Secondo calciatore più giovane di sempre, dopo il brasiliano, ad essere schierato in una partita ad eliminazione diretta della Coppa del Mondo, presto sarà un uomo mercato

dal nostro inviato  Roberto Maida 1 luglio - 18:10 - KANSAS CITY (STATI UNITI)

Ha cominciato 20 giorni dopo Pelé, dentro a uno stadio dove Pelé ha fatto la storia vincendo il suo terzo Mondiale. Giocando titolare all'Atzeca contro l'Ecuador, Gilberto Mora è diventato il secondo calciatore più giovane di sempre ad essere schierato in una partita ad eliminazione diretta della Coppa del Mondo. Pelé ha cominciato nel 1958 a 17 anni e 239 giorni, Mora nel 2026 a 17 anni e 259. Calma, non stiamo valutando confronti irriverenti. Ma questo ragazzo che sul viso porta ancora i segni dell'adolescenza ha qualcosa di speciale che sta alimentando le speranza del Messico.

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unico

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In primo luogo, è l'unico calciatore minorenne tra i 1.248 partecipanti al torneo. Nel Mondiale in cui tanti fuoriclasse quarantenni fanno parlare di sé, da Messi a Modric senza contare Ronaldo e il portierone Vozinha, Mora è il nuovo che avanza senza alcuna paura. Da noi, ma non solo, i talenti del 2008 giocano nelle nazionali giovanili e non trovano spazio nei club. In Messico invece il ct Aguirre, che punta per il resto su un gruppo molto esperto, non ha avuto esitazioni quando si è trattato di lanciare Gilberto, che è una mezzala frizzante: piedi buoni, visione di gioco, dribbling secco. E ha una personalità non banale, perché osa traiettorie invisibili ai calciatori ordinari. Ha un limite, il fisico mini: è alto 1.68 e pesa 62 chili. Ma può ancora crescere e irrobustirsi, vista l'età.

appetito

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I compagni di squadra più grandi, tipo il centravanti Raul Jimenez che è nato nel 1991 e gioca in Inghilterra, lo hanno adottato subito riconoscendogli una sana ambizione, che non sconfina mai nella spocchia. Mora, nato nella regione del Chiapas ma emigrato in tenera età con la famiglia nella Bassa California, è sotto contratto con il Club Tijuana, che gli ha permesso di esordire a 15 anni nella prima divisione messicana (record nazionale). Suo padre Gil, classe 1976, è stato centrocampista professionista nel Toluca e nel Veracruz e lo ha seguito passo dopo passo nel percorso di avvicinamento al calcio. Oggi è allenatore nelle giovanili del Tijuana e dice: "Sono felice per lui, che ha raggiunto il suo sogno". Ma dopo il Mondiale, vedrete, Mora diventerà un uomo mercato da grandi club. Ad assisterlo non a caso è Rafaela Pimenta, agente che cura tanti campioni da Haaland in giù. Curiosamente il suo omonimo portoghese, Rodrigo, è un 2007 con caratteristiche simili che si è già affermato nel Porto: con Francesco Farioli ha faticato un po' ma le sue qualità non si discutono. Nel giro di qualche mese, forse qualche settimana, i fantasisti chiamati Mora in Europa diventeranno due.

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incidenti

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Intanto la presidentessa del Messico, Claudia Scheinbaum, ha inviato le congratulazioni alla squadra che ha conquistato gli ottavi di finale: "Ci avete riempito di orgoglio". Ma al tempo stesso ha dovuto registrare i gravi incidenti capitati nel Paese durante i festeggiamenti per la qualificazione: il bilancio è di 3 morti e di decine di feriti.

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