Le batterie per auto elettriche si fanno col cocco ma non ne abbiamo abbastanza
La Gazzetta dello Sport

Le batterie per auto elettriche si fanno col cocco ma non ne abbiamo abbastanza

Giovedì 2 luglio 2026
2 visualizzazioni

Le batterie al sodio promettono di abbattere i costi delle auto elettriche, ma c'è un problema di materie prime. E il rimedio per compensare questa carenza non appare molto ecologico

Le batterie al sodio promettono di abbattere i costi delle auto elettriche, ma c'è un problema di materie prime. E il rimedio per compensare questa carenza non appare molto ecologico

Giuseppe Croce 2 luglio - 09:52 - MILANO Attualmente la buccia di noce di cocco è una materia prima essenziale per le batterie a ioni di sodio

Litio, cobalto, manganese e alluminio, da una parte; litio e fosforo, dall'altra: sono i materiali con cui oggi si fanno le batterie al litio più diffuse per le auto elettriche e per lo stoccaggio di energia. Le batterie più usate sono principalmente quelle "ternarie" (nichel-manganese-cobalto, Nmc, o nichel-cobalto-alluminio, Nca) e quelle "non ternarie" (litio-ferro-fosfato, Lfp, litio-ossido di cobalto, Lco, litio-ossido di manganese, Lmo). Le batterie di nuova generazione, però, saranno quasi certamente quelle al sodio: l'industria degli accumulatori sta investendo miliardi di dollari nel loro sviluppo, perché quelle al litio hanno al loro interno materie prime costosissime, che richiedono un forte impatto ambientale per la loro estrazione. Anche le nuove batterie al sodio, però, hanno una materia prima che si sta rivelando problematica: le noci di cocco.

LEGGI ANCHE

Auto elettriche, questione di chimica: quali sono le migliori batterie

Una delle batterie al sodio prodotte dal gigante cinese Catl

BATTERIE AL COCCO

—  

Tra i principali gruppi che stanno sviluppando le batterie a ioni di sodio ci sono i due colossi cinesi Catl e Byd. La prima auto dotata di accumulatore di questo tipo è già in vendita ed è la Changan Nevo A06, ovviamente cinese. Non c'è da stupirsi, quindi, se il dibattito scientifico e industriale su questo tipo di batterie per auto elettriche sia in gran parte in cinese mandarino, tanto che Carnewschina riporta una approfondita analisi sui colli di bottiglia dell'industria cinese delle batterie al sodio. Tra questi colli di bottiglia c'è quello delle forniture di noci di cocco. Le batterie al sodio, infatti, hanno elettrodi diversi rispetto a quelli delle batterie al litio, che richiedono uno speciale trattamento in hard carbon, cioè un carbonio duro proveniente oggi da materie prime vegetali. L'industria cinese delle batterie attualmente usa le bucce delle noci di cocco importate da altri Paesi del sud est asiatico, che vengono poi bruciate ad altissima temperatura, polverizzate e poi usate per rivestire gli elettrodi delle batterie al sodio. Il problema, però, è che la resa di questo procedimento è bassissima (in media il 2,5%) e non ci sono abbastanza noci di cocco per coprire la futura domanda: si prevede che già dal 2027 verranno prodotti 100 GWh di batterie al sodio (su oltre 1.000 GWh di produzione globale totale di batterie) ma dal cocco presente sul mercato asiatico è possibile estrarre hard carbon sufficiente per non più di 6,3 GWh di batterie.

Viaggia con Gazzetta Motori, vivi da protagonista i circuiti più attesi dell’estate

LEGGI ANCHE

Batterie al tofu: pro e contro delle pile alla salamoia

Il carbone fossile sostituirà il cocco nella produzione di hard carbon per le batterie

LA SOLUZIONE: IL CARBONE

—  

Questo problema di approvvigionamento della materia prima sta spingendo i produttori cinesi di batterie verso l'ennesimo paradosso: usare il carbone fossile (antracite) come base per la produzione di hard carbon. Nello specifico, si tratta di carbone estratto localmente e lavorato dall'industria chimica pesante cinese, quindi a zero rischio geopolitico, con rese che superano il 45%. Attualmente c'è un problema di costi, ma i cinesi stanno risolvendo anche quello salendo di scala con la produzione. La stima è che lo hard carbon prodotto da antracite diventerà competitivo a partire da 2.944 dollari per tonnellata, mentre oggi costa 4.416 dollari per tonnellata. Già entro il prossimo anno, se tutto andrà secondo le previsioni, i cinesi produrranno batterie al sodio per auto elettriche ecologiche senza usare le noci di cocco, usando carbone cotto ad altissima temperatura nei forni dell'industria chimica.

Leggi anche Mercato auto, doppia crescita: a giugno +10,6%, bene anche il primo semestre del 2026Xiaomi SU7 pronta a sfidare Tesla anche in Europa? La prova in Cina

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo