Da Scaloni a Pochettino: perché la scuola argentina ha successo
La Gazzetta dello Sport

Da Scaloni a Pochettino: perché la scuola argentina ha successo

Domenica 5 luglio 2026
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Mai così tanti c.t. argentini al Mondiale. Noi ne abbiamo portati tre, con Ancelotti l'unico ancora in corsa. Storie di figli di migranti e scuole di pensiero, da Lorenzo con la Colombia a Beccacece con l'Ecuador

Messi in campo gioca per l’eternità e contro il tempo, sognando di arrivare dove neanche Diego era riuscito, ma il filo albiceleste di questo Mondiale è soprattutto in panchina. L’Argentina continua a produrre non soltanto “diez”, ma allenatori dai tratti speciali, che predicano in diversi territori e non solo in patria. Basti guardare questa Coppa del Mondo: in partenza erano addirittura sei gli allenatori arrivati dall'altra parte del Río de la Plata: Lionel Scaloni difensore del titolo con l'Albiceleste, Mauricio Pochettino che nutre il sogno degli Stati Uniti, Marcelo Bielsa un po’ troppo “Loco” alla guida tormentata dell'Uruguay, l’immaginifico Gustavo Alfaro profeta con il Paraguay, Néstor Lorenzo lanciato sulla panchina della Colombia e Sebastián Beccacece, pure lui sorprendente con l'Ecuador. Mai nella storia della Coppa del Mondo un solo Paese aveva fornito così tanti tecnici alle nazionali.

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