Nicolò Bulega firma la Race of Champions con le Panigale V4S al Wdw Ducati
A Misano il pilota al comando della classifica del mondiale Superbike ha dominato la gara-show del World Ducati Week davanti a Surra e Baldassarri. Bagnaia chiude quinto, primo tra i piloti MotoGP, mentre Marc Marquez risale fino al 12° posto. Dieci giri senza eccessi, ma con tempi veri e una Panigale V4 S di serie capace di impressionare
A Misano il pilota al comando della classifica del mondiale Superbike ha dominato la gara-show del World Ducati Week davanti a Surra e Baldassarri. Bagnaia chiude quinto, primo tra i piloti MotoGP, mentre Marc Marquez risale fino al 12° posto. Dieci giri senza eccessi, ma con tempi veri e una Panigale V4 S di serie capace di impressionare
Valerio Boni 5 luglio - 13:41 - MILANO Fino a ieri Nicolò Bulega ha dominato le manche del mondiale Superbike, oggi ha aggiunto alla serie anche la vittoria alla Race of ChampionsDieci giri possono sembrare pochi, ma al World Ducati Week sono bastati per riassumere un secolo di storia Ducati. La Lenovo Race of Champions, tornata a Misano nel fine settimana del Wdw 2026, non è stata soltanto una gara tra piloti specialisti di campionati differenti, si è trasformata in una passerella ad alta velocità, una sfida di famiglia e, allo stesso tempo, una dimostrazione tecnica. Sedici piloti Ducati provenienti da MotoGP, Superbike e campionati nazionali, tutti sulla stessa moto, la Panigale V4 S, moto molto vicina alla serie, con interventi limitati a molle delle sospensioni e regolazione della frizione (ma senza i cerchi della versione S), vestita con i colori dei rispettivi team ufficiali.
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un altro weekend perfetto
—A vincere è stato Nicolò Bulega, che ha trasformato la pole in fuga ed ha, sommando le vittorie in Sbk, raggiunto il 26esimo centro consecutivo. Partito dalla prima fila con Baldassarri e Montella, il pilota Aruba.it Racing ha preso subito il comando e non lo ha più lasciato. Dietro, Alberto Surra e Lorenzo Baldassarri si sono scambiati le posizioni nelle prime fasi, poi hanno dato vita al duello più interessante della gara. Baldassarri ha rosicchiato decimi fino a portarsi praticamente negli scarichi di Surra a due giri dalla fine, ma senza forzare oltre il limite. In una gara così, con impegni mondiali già dietro l’angolo, il confine tra spettacolo e rischio era sottile. Nonostante questo, i tempi sono stati tutt’altro che da esibizione. Con l’asfalto a circa 50 gradi e moto praticamente di serie, Bulega ha martellato un giro veloce dopo l’altro, confermando il momento di forma già mostrato nel Mondiale Superbike. In qualifica aveva firmato la pole in 1'34"386, un riferimento impressionante se rapportato al livello tecnico della moto utilizzata e al fatto che Misano, poche settimane prima, aveva ospitato proprio il round iridato Superbike.
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bagnaia primo dei piloti motogp
—La classifica finale racconta una gara lineare ma significativa perché Bulega ha chiuso in 15'54"493, precedendo Surra di 1"437 e Baldassarri di 1"729. Quarto Yari Montella a 6"878, quinto Francesco Bagnaia a 7”128, primo dei piloti MotoGP dopo le vittorie conquistate nelle due precedenti edizioni della Race of Champions al Wdw. Sesto Tommy Bridewell, migliore degli stranieri, davanti a Franco Morbidelli e Fabio Di Giannantonio, protagonisti di un duello vero per la settima posizione. Marc Marquez, scattato più indietro, ha chiuso 12°, dopo essere transitato anche 13° nelle prime fasi. Il risultato dice anche qualcosa sul momento Ducati. Da una parte c’è la forza della scuola Superbike, con Bulega, Surra, Baldassarri e Montella davanti o immediatamente a ridosso dei piloti MotoGP. Dall’altra c’è Bagnaia, che non aveva nulla da dimostrare in una gara-show e ha comunque chiuso nei primi cinque, senza prendersi rischi inutili. In fondo, la Race of Champions è proprio questo, una gara vera, ma non una gara qualsiasi. Nessuno vuole arrivare alla settimana successiva con un problema fisico per un sorpasso di troppo in una domenica di festa.
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Come tutti i piloti, Bulega è stato impegnato in sella a una Panigale V4S di serietempi di tutto rispetto
—Anche Michele Pirro ha ricordato quanto sia concreto questo equilibrio. È rientrato ai box al termine del terzo giro, in attesa dell’intervento chirurgico programmato per mercoledì, con l’obiettivo di rientrare probabilmente per la night race di Misano tra due settimane. Un dettaglio che spiega bene lo spirito della giornata: spettacolo sì, ma con intelligenza. Alla fine, il Wdw ha avuto il suo vincitore ideale. Bulega non ha semplicemente conquistato la Race of Champions, l’ha dominata con autorità, aggiungendo un altro successo alla sua stagione stellare, e trasformando una gara di dieci giri in un messaggio chiarissimo. La Panigale V4 S, anche con pochissimi interventi, è una moto capace di girare su tempi da alta classifica mondiale. E Ducati, quando mette insieme passato, prodotto e piloti, riesce ancora a fare quello che le viene meglio: trasformare una festa in una dichiarazione di forza.
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