Alfonso Signorini dopo lo scandalo: "Tanti finti amici spariti". La regia all'Arena di Verona
L’ex direttore di Chi rompe il silenzio: "Felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro". Sarà lui a firmare la regia de "La Bohème" all'Arena di Verona
L’ex direttore di Chi rompe il silenzio: "Felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro". Sarà lui a firmare la regia de "La Bohème" all'Arena di Verona
5 luglio - 14:23 - MILANODopo mesi di silenzio, Alfonso Signorini ha deciso di parlare pubblicamente della vicenda giudiziaria che lo ha investito e della scelta di autosospendersi da Mediaset. In un'intervista al Giornale, il conduttore ed ex direttore editoriale di Chi racconta quei mesi come una fase di sopravvivenza, segnata dalla pressione mediatica ma anche dalla chiusura a riccio contro il mondo dello spettacolo per concentrarsi su nuovi progetti. Come la regia de La Bohème all'Arena di Verona, che considera il punto di partenza di una rinascita professionale e personale.
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—Ripensando ai giorni immediatamente successivi all'esplosione del caso, Alfonso Signorini confida di essersi chiuso nel silenzio per pura strategia di sopravvivenza. Il primo pensiero è stato "quello di costruirmi una bolla. Perché si costruisce una bolla? Per sopravvivere. Perché tu sei al centro di un clamore mostruoso, una gogna mediatica che vuole annientarti, e devi in qualche modo capire come sopravvivere. Non come vivere: come sopravvivere". A dargli sostegno nella tempesta, spiega, sono stati il compagno, alcuni amici fidati, i suoi legali e la convinzione di non avere nulla di cui vergognarsi. E così, per mesi, ha interrotto ogni contatto con il mondo esterno, arrivando anche a cambiare numero di telefono e delegando agli avvocati la gestione di ogni questione legata alla vicenda.
Il dolore per gli amici scomparsi
—La ferita più profonda? "A parte la gogna, il silenzio di certe persone che si professavano fratelli, amici, che in passato con biglietti e lettere manifestavano tutta la loro stima professionale e il loro affetto. E che sono letteralmente spariti. Neppure il gesto di prendere in mano il telefono per chiedermi Come stai?". Nel corso dell'intervista, Signorini critica anche chi, pur esprimendogli solidarietà in privato, ha preferito poi non esporsi pubblicamente. "Tacere significa essere conniventi con un sistema che potrebbe colpire chiunque", afferma. Ma guardando indietro, ribadisce di non avere rimpianti: "Rifarei tutto. Non ho fatto nulla di cui vergognarmi". E ancora: "Sono felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro. Ma voglio che non salga più nessuno. Pur senza rinunciare alla mia vita e alla mia generosità".
La rinascita all'Arena di Verona
—Al di là degli studi televisivi del Grande Fratello, Alfonso Signorini ha trovato la sua strada nell'opera lirica. All'Arena di Verona firma infatti la regia de La Bohème di Puccini. "Impegnarsi in una realtà così importante come la regia in uno spazio così prestigioso come l'Arena di Verona è un grande orgoglio", spiega, confermando di voler investire sempre più energie in questo percorso. Lavorare con centinaia di artisti e tecnici, racconta, gli ricorda il periodo in cui insegnava e rappresenta un'esperienza che vorrebbe proseguire anche in futuro. La televisione? Non gli manca, ma le porte restano aperte: "Non escludo che la televisione torni nella mia vita".
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