Auto senza freno: primo ok in Usa
La Gazzetta dello Sport

Auto senza freno: primo ok in Usa

Lunedì 6 luglio 2026
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La Nhtsa propone di eliminare l’obbligo dei comandi manuali di frenata, ma solo su un tipo specifico di veicoli

La Nhtsa propone di eliminare l’obbligo dei comandi manuali di frenata, ma solo su un tipo specifico di veicoli

Giuseppe Biondo 6 luglio 2026 (modifica alle 09:32) - MILANO Gli interni privi di comandi del Cybercab di Tesla

Via l’obbligo del pedale del freno e più in generale dei comandi manuali di frenata sulle auto progettate per guidare da sole. Non su tutte le auto, ça va sans dire, ma solo da quelle pensate, sviluppate e nate esclusivamente per muoversi senza conducente. Se dovesse passare così com’è stata formulata, la proposta dell’Nhtsa farà discutere, perché fa strano salire su un’auto senza pedali. Le Case impegnate nello sviluppo dei robotaxi puntano da tempo il dito contro i criteri di omologazione unici: con la normativa attuale, le vetture devono tutte nascere tra gli stessi paletti, quale che sia il loro impiego futuro. Così l’agenzia governativa statunitense responsabile della sicurezza stradale, l’Nhtsa appunto, con la sua proposta tende la mano verso quella che secondo alcuni è la prossima frontiera della mobilità, pur precisando che l’eventuale abolizione dei pedali dalle vetture a guida completamente autonoma non ridurrà gli standard di sicurezza richiesti, a partire dalle prestazioni di frenata.

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LA NORMATIVA ATTUALE

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Secondo gli attuali standard federali, i veicoli devono avere comandi fisici, compresi pedali o leve del freno, a prescindere dalla tecnologia che hanno a bordo e dal loro impiego futuro. Le Case contestano questa impostazione, perché sulle vetture a guida senza conducente i pedali di fatto sono inutili, come lo sono i costi legati alla loro progettazione e sistemazione a bordo. Con la normativa attuale, pertanto, anche solo per testare i mezzi privi dei comandi tradizionali i costruttori devono richiedere delle esenzioni, il che implica almeno due problemi. Primo, i tempi: passano mesi, a volte anche anni, prima di ottenere il via libera. Secondo, il tetto alle deroghe: ciascun costruttore può immettere sulle strade al massimo 2.500 veicoli all’anno privi di comandi. Lungaggini insomma, a testimonianza che anche negli Usa la burocrazia a volte può essere un limite.

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LA PROPOSTA

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L’Nhtsa si muove così nella direzione auspicata da tempo da una parte dell’industria dell’auto e della guida autonoma, tra mobilità privata a guida completamente autonoma e robotaxi. Da qui la proposta di snellire i criteri per questo genere di veicoli, pubblicata nei giorni scorsi nel Registro Federale e in fase di consultazione pubblica, prima della stesura di un regolamento definitivo. L’idea è semplice: da un lato auto a guida manuale o parzialmente autonoma, dall’altro quelle concepite per guidare da sé, con requisiti di omologazione diversi. In questo modo, per queste ultime, verrebbe meno il meccanismo delle deroghe e tutti i problemi che ne derivano. Una prospettiva favorevole ai costruttori che hanno investito e stanno investendo nel settore, come ad esempio Tesla con il Cybercab, Waymo o Zoox.

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