Guidare in ciabatte è legale? Cosa dice il Codice della Strada
La Gazzetta dello Sport

Guidare in ciabatte è legale? Cosa dice il Codice della Strada

Lunedì 6 luglio 2026
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Con l'arrivo del caldo ciabatte e infradito diventano le calzature preferite al volante. Il Codice della strada non prevede un divieto esplicito, eppure con gli articoli 140 e 141 il rischio di una multa esiste. Ecco cosa sapere

Con l'arrivo del caldo ciabatte e infradito diventano le calzature preferite al volante. Il Codice della strada non prevede un divieto esplicito, eppure con gli articoli 140 e 141 il rischio di una multa esiste. Ecco cosa sapere

Laerte Salvini 6 luglio - 11:00 - MILANO Per anni guidare in ciabatte è stato vietato espressamente dal Codice della Strada

Con l'arrivo del caldo, ciabatte e infradito diventano le calzature preferite da molti automobilisti e motociclisti. Ma quando ci si mette al volante, o in sella, quella scelta apparentemente innocua può trasformarsi in un problema, sia per la sicurezza stradale sia per il portafoglio. La domanda che si pongono in tanti è sempre la stessa: si può guidare con le ciabatte? La risposta è affermativa, ma richiede qualche precisazione, perché la normativa è meno netta di quanto si creda.

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COSA PREVEDE LA LEGGE

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Partiamo da una buona notizia per chi ama la comodità: oggi nessuna norma vieta di guidare con ciabatte, infradito o persino a piedi nudi. Il divieto esplicito di guidare in ciabatte, in vigore per anni, è caduto nel 1993: da quella riforma il legislatore ha smesso di elencare le calzature ammesse, rimettendo la scelta al giudizio di chi guida. Oggi, pur non essendoci limiti in senso stretto, entra in gioco l'articolo 141 del Codice della strada, che impone al conducente di mantenere sempre il pieno controllo del veicolo. Il comma 2 è chiaro: "Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile". Questo significa che, pur potendo scegliere di intraprendere il nostro viaggio con le ciabatte, dovremmo assicurarci di poter avere pieno controllo della vettura, come con un normale paio di scarpe. 

L'articolo 141 del Cds impone di mantenere sempre il controllo alla guida (Getty)

i criteri di valutazione

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La decisione finale è nelle mani delle forze dell'ordine. Tutto sta nella valutazione dell'agente. Se durante un controllo emerge una condotta di guida esitante o troppo scomposta, oppure se il conducente ha rischiato di tamponare o di travolgere qualcuno, e chi verbalizza collega quel comportamento alle scarpe indossate, la contravvenzione può partire. In questo caso la sanzione amministrativa prevista per la violazione generica dell'articolo va da 42 a 173 euro. A quel punto nell'atto viene messo nero su bianco che le calzature hanno rallentato l'intervento sui comandi, traducendosi in un impedimento alla piena padronanza del mezzo. C'è poi un secondo riferimento normativo da considerare, l'articolo 140 del Cds. Rispetto al 141 è un "principio informatore della circolazione", fissa una regola generale di buon senso. Recita infatti al comma 1: "Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale". Proprio in relazione a questo, se durante un controllo un agente si accorge che le vostre infradito ballano ai piedi o scivolano al punto da compromettere l'uso dei pedali, ha tutti gli strumenti per multarvi.

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In caso di incidente l'assicurazione potrebbe rivalersi sul guidatore, se guidava in ciabatte

occhio all'assicurazione

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Il rischio, tuttavia, non è solo quello della multa. Esiste un secondo problema, ben più pesante sul piano economico, che riguarda l'ipotesi in cui l'automobilista causi un incidente. Qualora l'assicuratore riesca a provare che le scarpe indossate hanno avuto un ruolo nel causare l'incidente, la dinamica cambia: il danneggiato viene comunque risarcito, ma la compagnia si rifà poi sull'automobilista, chiedendogli di restituire, in parte o per intero, quanto erogato. Un rischio da non sottovalutare, che può trasformare una banale disattenzione estiva in un salasso.

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Una calzatura estiva non è un problema, basta avere il controllo dell'auto (Getty)

i rischi DELL'INFRADITO

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Al di là degli aspetti normativi, guidare con le ciabatte presenta pericoli reali. Il problema è nella struttura stessa di queste calzature: una suola sottile e senza aderenza, unita all'assenza di un aggancio netto al tallone, lavora contro la precisione richiesta dai pedali. I malfunzionamenti ricorrenti sono essenzialmente tre. Il primo è l'incastro: la ciabatta finisce sotto il pedale e ne blocca la corsa. Il secondo è lo slittamento del piede, che allunga i tempi di reazione su freno o acceleratore. Il terzo, più sottile, è di natura psicologica: quando la calzatura inizia a sfilarsi, l'istinto di riposizionarla sottrae attenzione alla strada, anche solo per un istante che potrebbe fare la differenza. Nel caso della guida di una moto con le ciabatte, poi, il rischio è ancora maggiore: la calzatura può impigliarsi nel pedale del cambio, cadere per strada, impedirci un solido appoggio a terra quando ci fermiamo.

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