Alpine A390 Gt: come va il Suv elettrico da 400 Cv
Al volante del secondo modello sportivo a batteria del marchio del gruppo Renault: grazie ai tre motori e alla funzione torque vectoring, la massa importante non influisce su maneggevolezza e agilità
Al volante del secondo modello sportivo a batteria del marchio del gruppo Renault: grazie ai tre motori e alla funzione torque vectoring, la massa importante non influisce su maneggevolezza e agilità
Emilio Deleidi 6 luglio - 12:26 - BELLAGIO (COMO) VIDEO: Alpine A390 GT: la videoprova del crossover sportivo elettricoAlpine, dal 2021 business unit della Renault forte di una lunga tradizione (a fondarla, nel 1955, fu Jean Rédélé, pilota, concessionario in Normandia della casa francese e, all’inizio, preparatore di vetture da corsa), prosegue nell’ampliamento della propria gamma - che la casa ama definire “Dream Garage” (garage dei sogni) -, finora costituita dalle sole A290 Gt e Gts, versione pepata della Renault 5 E-Tech Electric, con un altro modello chiamato a raccogliere l’eredità dell’A110, ultima vettura con motore termico del marchio. Di quest’ultima, l’A390 Gt intende perpetrare forme e spirito, rilanciando con la formula del Suv fastback quelle linee che vogliono ricordare un’altra A110, quella degli anni Sessanta e Settanta che tanto successo ebbe nei rally (tanto da regalare al brand il titolo mondiale della specialità nel 1973). Dimensioni (è lunga 4,61 metri e ha un passo di 2,70 metri) e abitabilità ne fanno una vettura destinata a un pubblico più ampio rispetto a quello degli altri modelli della gamma, bisognoso di spazio interno (con cinque posti) e di un bagagliaio capiente, al punto da indurre i manager della casa a individuare anche nelle flotte di auto aziendali un potenziale mercato. Questo, però, non vuol dire rinunciare all’essenza del marchio, fatta di sportività e alte prestazioni, e proprio a questo scopo i progettisti hanno realizzato uno schema propulsivo basato su tre motori elettrici, uno dei quali anteriore e due posteriori, che assicurano, oltre alla trazione integrale, un effetto di torque vectoring in grado di migliora dinamica di guida e maneggevolezza di una vettura che, altrimenti, per ingombri e massa di sportività ne avrebbe offerta una dose piuttosto limitata. Due le versioni proposte dell’A390: Gt, oggetto di questa prova e già disponibile, con potenza di 400 Cv e velocità massima di 200 km/h, e Gts, in arrivo alla fine dell’estate, da 470 Cv e con velocità massima di 200 km/h.
Indice
La produzione dei motori elettrici nello stabilimento di Cleon (Francia)1 Tecnica
—L’Alpine A390 Gt nasce su un’architettura di tipo skateboard, nella quale tutti i componenti essenziali, a partire dalla batteria, sono concentrati nella struttura posizionata sul fondo della vettura, così da abbassarne il più possibile il baricentro, nonostante si tratti di un Suv fastback, e da ottenere una ripartizione dei pesi ottimale (49-51% tra avantreno e retrotreno). Una sorta di “culla” di alluminio ospita i due motori posteriori e consente di abbassare il pianale a beneficio della capacità di carico del bagagliaio. I tecnici Alpine hanno lavorato sul telaio avendo in mente le doti di agilità e stabilità dell’A110, impresa non facile viste le differenze di ingombri e massa (oltre 2.124 kg a vuoto per l'A390 Gt) tra la compatta coupé a motore termico e questo Suv elettrico; a questo scopo hanno optato per sospensioni raffinate, con schema MacPherson anteriore e multilink posteriore e ammortizzatori idraulici. Lo sterzo, inoltre, ha un rapporto di demoltiplicazione ridotto, così da risultare più diretto e preciso. L’impianto frenante prevede dischi anteriori ventilati da 365x36 mm e posteriori, sempre ventilati, da 350x20 mm, con pinze anteriori fisse a sei pistoncini e posteriori flottanti monopistoncino; i diversi livelli di recupero di energia nelle fasi di rallentamento, selezionabili dal guidatore, consentono anche di ottenere decelerazioni importanti senza ricorrere al pedale del freno. Il sistema propulsivo prevede la presenza di tre motori elettrici: quello anteriore è di tipo sincrono con rotore avvolto, i due posteriori sono sincroni a magneti permanenti. Ognuno ha potenza di 98,3 kW-133 Cv, per un valore complessivo di 295 kW-400 Cv e coppia massima di 661 Nm (di cui 239 Nm erogati anteriormente e 211x2 posteriormente). La batteria agli ioni di litio con chimica Nmc (nichel-manganese-cobalto), prodotta in Europa dalla coreana LG e assemblata nella fabbrica Ampere Electricity di Douai, ha una capacità utile di 89 kWh, che si traduce in un’autonomia massima omologata nel ciclo combinato Wltp di 557 km se si adottano ruote da 20” e pneumatici Michelin PS EV e di 503 km nel caso in cui si opti per quelle da 21” e gomme Michelin PS 4S; i consumi minimi e massimi omologati sono di 18,7-20,4 kWh per 100 km. Alla loro riduzione contribuisce l’adozione di serie di una pompa di calore per il riscaldamento dell'abitacolo, che assorbe meno energia rispetto ai sistemi tradizionali a resistenza. La potenza di ricarica prevista in corrente alternata è di 11 kW di serie e di 22 kW in opzione, mentre in corrente continua si possono raggiungere i 150 kW (190 sulla versione Gts); il valore medio, mantenibile a lungo, è di 120 kW (140 per la Gts) e questo significa poter passare dal 15 all’80% della capacità della batteria in 29 minuti (25 per la Gts) allacciandosi alle colonnine Hpc. Il sistema di navigazione con Google Maps e Route Planner consente di pre-condizionare autonomamente la batteria, così da metterla nelle condizioni ottimali per accettare il massimo della carica al momento del rifornimento. Il sistema elettrico di bordo offre anche la funzione di ricarica bidirezionale V2L che permette, con un apposito adattatore opzionale, di trasferire energia a oggetti esterni (bici elettriche, fornelli ecc.). L’A390 Gt, infine, è dotata di ausili alla guida di ultima generazione, visualizzati nel display del cruscotto, che comprendono anche il sistema di controllo dell’attenzione del conducente con arresto di emergenza progressivo e l’uscita sicura degli occupanti dall’auto parcheggiata; un pulsante situato a sinistra del volante, denominato My Safety, consente di selezionare ed eventualmente disattivare gli Adas e i relativi alert acustici. Quanto alle prestazioni, l’Alpine A390 Gt, oltre a poter raggiungere i 200 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi; valori che per la versione Gts risultano rispettivamente di 220 km/h e 3,9 secondi.
LEGGI ANCHE
La grande moda entra nella Formula 1: dal 2027 l'Alpine diventa Gucci
La linea dell'A390 GT vuole richiamare quella della berlinetta A1102 Stile
—Sarà per il colore inconfondibile dell’esemplare in prova, quel blu che richiama alla memoria le A110 degli anni Settanta, ma l’A390 Gt, pur con forme da Suv di taglia medio-grande, sa molto di Alpine. Del resto, i designer guidati da Antony Villain non hanno fatto nulla per nascondere la loro ispirazione, anzi la sottolineano, richiamando però al tempo stesso i precedenti delle concept car A390_β e Alpenglow (a idrogeno) e l’Hypercar A424 che partecipa, per l’ultimo anno, al Wec, il Mondiale Endurance. Pur essendo lungo 4,61, largo 1,88 e alto 1,53 metri, il Suv francese ha proporzioni da coupé, con un lunotto bombato che ricorda quello dell’A110, una linea di cintura alta e un cofano anteriore scavato per ottimizzare i flussi aerodinamici. Il paraurti anteriore a motivo triangolare richiama, secondo le intenzioni degli stilisti, delle montagne; la firma luminosa anteriore è costituita da triangoli illuminati che evocano una stella cometa, mentre una proiezione del logo Alpine, circondato da fiocchi di neve, è visibile a terra lateralmente e posteriormente triangoli frammentati incorniciano il logo della casa retroilluminato. Vezzi stilistici a parte, si nota una certa cura posta nella definizione dei dettagli aerodinamici, importanti per migliorare l’autonomia di una Bev alle velocità autostradali: il tetto ha un’angolazione di 17° per ottimizzare la dinamica dei flussi d’aria alle alte andature, ci sono flap in corrispondenza delle ruote posteriori, passaggi d’aria canalizzati e un diffusore con angolo di 8° ispirato a quello delle vetture LMDh del Wec. Uno spoiler di colore nero è integrato nella base del lunotto, a completare l’andamento fastback della parte posteriore. L’A390 Gt è disponibile in sei colori (Nero profondo, Blu abisso, Blu Alpine vision, Argento mercury, Bianco topazio e Grigio tuono mat), con tetto in tinta o nero a contrasto, mentre le parti inferiori della carrozzeria e i passaruote sono verniciati di nero lucido; i cerchi possono essere da 20 o 21 pollici.
LEGGI ANCHE
Alpine A110 Gts e Toyota GR Supra: coupé sportive così non ne fanno più
L'ispirazione del posto guida deriva da quelli delle auto da competizione3 Interni
—Anche gli interni dell’Alpine A390 Gt vogliono trasmettere un feeling di sportività consono con l’immagine del marchio. Il posto guida, per esempio, è orientato verso il conducente, che ha a disposizione due schermi ad alta definizione da 12,3 e 12 pollici; non mancano, fortunatamente, alcuni comandi fisici che permettono di regolare alcune funzioni come la climatizzazione senza rischiare di distrarsi dalla strada. Il volante, rivestito di Nappa blu, è ricco di comandi, che richiamano quelli delle auto da competizione (in particolare, delle Formula 1): oltre a quelli consueti (assistenza alla guida e vocale, telefono, modalità di visualizzazione della strumentazione, disponibile in quattro diverse vesti grafiche), collocati sulle razze, spiccano specifici pulsanti colorati, realizzati in alluminio. Il manettino blu (Rch per Recharge) serve a regolare la rigenerazione in frenata, su cinque livelli, uno dei quali consente la guida One pedal (senza, di fatto, utilizzo del pedale del freno); il pulsante rosso OV (Overtake, come in F1) consente di godere per 10 secondi di un overboost di potenza, utile per effettuare un sorpasso impegnativo, e di beneficiare del launch control; un terzo pulsante nero, posto sotto la razza destra, permette di scegliere la modalità di guida; sempre dietro la razza destra, infine, come d’abitudine per molte Renault, si trovano i comandi dell’impianto audio (selezione stazione radio, volume). Il sistema Alpine Portal, che governa il display centrale, si basa su Android Automotive e su Google Automotive Services e consente aggiornamenti over-the-air da remoto; gli smartphone possono essere replicati con Android Auto e Apple CarPlay ed è disponibile il catalogo di app Google Play. La vettura è dotata anche dell’Alpine Telemetrics, una telemetria di bordo evoluta rispetto a quella dell’A290 che prevede funzioni come Live Data (dati su g laterali e longitudinali, di potenza e frenata ecc.), Coaching (per migliorare la guida con una sorta di formazione) e Challenges (per migliorare le proprie prestazioni, in pista o su strade aperte, a seconda del tipo di performance); tutti i dati possono essere registrati e memorizzati sul proprio smartphone. Sulla console centrale si trovano invece i pulsanti per comandare le funzioni del cambio; le finiture sono realizzate con materiali di un certo pregio, come microfibra di Alcantara, pelle Nappa, alluminio e, a richiesta, carbonio. Lo spazio a bordo è abbondante, anche per le sedute posteriori; il bagagliaio ha una capacità di 532 litri, modulabile con un doppio fondo disponibile a richiesta e ampliabile fino a 1.643 litri abbattendo il sedile posteriore. Quanto al suono prodotto dal sistema di propulsione, sono stati sviluppati due toni con frequenze e intensità diverse, studiati da musicisti e ingegneri specializzati, che non imitano il sound dei motori termici, ma intendono comunque richiamare le sensazioni acustiche tipiche dell’A110 attraverso un impianto audio progettato appositamente per l’A390.
LEGGI ANCHE
Perché Renault chiude Ampere dedicata alle auto elettriche
Su strada, l'A390 Gt mette in luce buoni doti di maneggevolezza4 Come va
—Come si può disimpegnare un Suv elettrico con massa superiore alle due tonnellate su un percorso collinare ricco di curve e con qualche tornante, carreggiata in molti punti stretta e un dislivello che, pur senza raggiungere vette elevate, presenta variazioni altimetriche notevoli, tanto da essere amato dai ciclisti più coraggiosi? La curiosità è legittima perché, sulla carta, l’Alpine A390 Gt non vanta certo caratteristiche favorevoli a questo tipo d’impiego, a differenza, per esempio, della più agile A290, derivata dalla compatta 5 E-Tech Electric. L’esito della prova è, invece, positivo, anche se un percorso di questo genere non permettedi godere in pieno di certe doti come i 400 Cv espressi dai tre motori elettrici della vettura e, men che meno, di funzioni come l’overboost e il launch control. C’è, però, un altro elemento che rende l’A390 Gt insospettabilmente disinvolta anche nelle sequenze di curve serrate: l’Active torque vectoring, ottenuto grazie alla possibilità offerta dai due motori posteriori di controllare in maniera indipendente ciascuna ruota. La variazione della coppia trasmessa alle due ruote, attuata in millesimi di secondo, si basa sulla differenza degli sforzi longitudinali impressi alle ruote dell’asse posteriore e su parametri come l’angolo di sterzata e la velocità della vettura, privilegiando l’erogazione diretta a quella esterna rispetto alla curva e correggendo eventuali tendenze al sotto e sovrasterzo della vettura. Chi guida, quindi, si trova tra le mani una vettura molto più agile e reattiva di quanto la sua mole potrebbe far pensare, con facilità d’inserimento in curva e tutta la reattività propria dei motori elettrici, in grado di erogare immediatamente coppia e potenza, che assicura pronte accelerazioni in uscita dai tratti più lenti. Il sistema svolge le funzioni di un differenziale posteriore virtuale, migliorando la trazione anche quando il fondo, come spesso capita sulle strade collinari, presenta delle irregolarità. Delle cinque modalità di impiego possibili, Normal e Sport sono le più adatte a questo tipo di utilizzo; al guidatore sono offerte anche la Save, per risparmiare energia, la Perso, che consente una personalizzazione più fine, e la Track, da usare in pista con regolazioni più lasche del Torque Vectoring, del controllo di trazione e di quello di stabilità (escludibile del tutto con un apposito pulsante). Reattività del pedale dell’acceleratore, precisione dello sterzo, mai troppo leggero o pesante, ed efficacia della frenata (da non forzare quella rigenerativa, per non perdere sensibilità nella guida brillante) sono altre doti del Suv francese, che finisce per risultare divertente, magari non quanto un’A110, ma in maniera adeguata allo spirito del marchio. Si avverte solo, in certe condizioni, la mancanza dei paddle al volante per gestire la frenata rigenerativa: quando la strada si fa più tormentata, è quasi istintivo cercarli per sfruttare la capacità di rallentamento dei motori elettrici come se si trattasse dell’inserimento di una marcia inferiore, alla ricerca dell’effetto freno motore tipico dei propulsori a combustione.
LEGGI ANCHE
Gruppo Renault, ricavi in crescita del 3%: 10 nuovi modelli in arrivo nel 2026
La coda filante, il tetto ribassato e il lunotto bombato ricordano l'A1105 Pregi e difetti
—Ecco i pro e i contro emersi nella nostra prova dell’Alpine A390 Gt effettuata tra Milano e il Lago di Como.
Piace:
- L’agilità del comportamento su strada, ottenuta nonostante mole e massa non indifferenti della vettura
- La presenza di comandi fisici a pulsante per le funzioni utilizzate più frequentemente
- Le informazioni che si possono ottenere sui display sul comportamento dell'auto e sulle proprie doti di guida
Non piace:
Viaggia con Gazzetta Motori, vivi da protagonista i circuiti più attesi dell’estate
- I comandi sul volante, che rendono l’atmosfera simile a quella di un’auto da corsa, sono fin troppo numerosi
- La regolazione della frenata rigenerativa con un manettino è meno accessibile di quella con i paddle
- Il satellite con i comandi del volume audio e dei canali della radio, nascosto sotto al volante, è poco pratico
6 Scheda tecnica
Alpine A390 Gt - La scheda tecnica
MotoriTre elettrici, uno anteriore e due posteriori Potenza133 Cv ant., 2x133 Cv post, complessiva 400 Cv Coppia max661 Nm (239 Nm ant., 2x211 Nm post.) Accelerazione 0-100 km/h4,8 secondi Velocità max200 km/h TrazioneIntegrale Lunghezza4,61 metri Larghezza2,055 (con retrovisori aperti) Altezza1,525 metri Passo2,70 metri Bagagliaio532/1.643 litri Peso2.124 kg (a vuoto) Consumi18,7-20,4 kWh/100 km (ciclo combinato Wltp) Autonomia massima557-503 km (con ruote da 20''-21'') Prezzo67.500 euro Leggi anche Stellantis, Volkswagen e Renault chiedono incentivi alla Ue per tornare a produrre in Europa© RIPRODUZIONE RISERVATA