La Mercedes resta al top, ma la Ferrari può sognare il Mondiale: ecco perché
La Gazzetta dello Sport

La Mercedes resta al top, ma la Ferrari può sognare il Mondiale: ecco perché

Lunedì 6 luglio 2026
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Il GP di Gran Bretagna ha visto il ritorno alla vittoria di Leclerc che, in coppia con Hamilton, può infastidire e non poco la corsa al titolo di Antonelli e Russell. La rossa, con gli sviluppi e la sua buona velocità di base, vuole continuare a sorprendere i rivali

Il GP di Gran Bretagna ha visto il ritorno alla vittoria di Leclerc che, in coppia con Hamilton, può infastidire e non poco la corsa al titolo di Antonelli e Russell. La rossa, con gli sviluppi e la sua buona velocità di base, vuole continuare a sorprendere i rivali

Giusto Ferronato Giornalista 6 luglio - 14:57 - MILANO La foto di gruppo Ferrari dopo la vittoria di Leclerc a Silverstone

Il tabellino delle due big è ora completo: Kimi Antonelli, George Russell, Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno vinto tutti almeno un GP nel 2026. Ieri a Silverstone si è aggiunto l’ultimo citato, il monegasco di una Ferrari sorprendente che, nella tana dei grandi rivali della Mercedes (che è tedesca, ma ha sede a Brackley), si è decisamente candidata a rivale n. 1 per il titolo delle Frecce d’argento. Se la vittoria di Hamilton in Spagna ha rotto il lungo digiuno che durava dal 2024, il successo di Leclerc di ieri è la conferma che il progetto SF-26 è valido. Ora tutti e quattro i piloti delle due scuderie hanno vinto e sono racchiusi tra i 179 punti di Antonelli (1°) e i 108 di Charles (4°): 71 punti con 13 gare ancora da disputare. Anzi 14, visto che è imminente e probabile l’annuncio del recupero, in autunno, di una delle due gare saltate in aprile per via della guerra in Iran. Ma può davvero la Ferrari ambire alla vittoria di questo Mondiale? 

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trend di crescita

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Antonelli e Russell hanno la macchina migliore, sono i primi due piloti della classifica e Hamilton è staccato da Kimi di 32 punti. La classifica dice quindi che, dopo 9 gare, le gerarchie tecniche appaiono abbastanza chiare in favore della Mercedes. Ma quello che più salta agli occhi e induce a essere un po’ più ottimisti rispetto al recente passato è che la SF-26 ha mostrato un trend di crescita convincente, che gli sviluppi di aerodinamica e motore hanno realmente portato benefici e che la Mercedes è stata ultimamente presa in contropiede più di una volta. Le Rosse hanno vinto in Spagna su una pista che richiede una monoposto molto efficiente, hanno sfiorato la pole in Austria, conquistato la pole della Sprint a Silverstone e, sempre a Silverstone, la prima fila. Poi, in gara, Leclerc ha vinto, certamente aiutato dal guasto di Antonelli, che era più veloce. 

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filosofie diverse

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Ma quando in una competizione così serrata si lotta sui dettagli, l’affidabilità diventa parte del gioco e dunque la Ferrari, in questo momento, può dire di essere anche un po’ più robusta, se pensiamo che Hamilton è l’unico pilota dei 22 in griglia fin qui sempre a punti in questa stagione. La Mercedes resta favorita per la grande potenza della sua power unit e per il modo in cui riesce a sprigionare i cavalli tra parte termica ed elettrica. La Ferrari compensa con una migliore agilità nelle curve e un’aerodinamica che le consente una gestione differente dell’energia: filosofie distinte per arrivare a un livello di competitività comunque altissimo. E solo gli sviluppi in stagione diranno chi avrà fatto meglio. Entrambe hanno ancora uno sviluppo ADUO di motore da giocarsi e sarà interessante assistere alla competizione su tipologie di piste diverse. Per esempio, sulla carta la prossima gara di Spa, in Belgio, sarà favorevole alla Mercedes. Ma le due successive, in Ungheria e nei Paesi Bassi, paiono invece sposarsi con le doti della Ferrari. 

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il gioco delle coppie

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Se invece spostiamo il discorso sulle due coppie di piloti, ecco che l’ago della bilancia, soprattutto da ieri, pende in questo momento un po’ di più dalla parte del duo di Maranello. Il leader iridato Antonelli, va detto, sta letteralmente volando. Scende in pista sin dalle prove libere e fa tempi che Russell, con la stessa monoposto, raggiunge con molto più lavoro. Poi, sul passo gara, la differenza è netta. Il paradosso? Che proprio nelle tre gare in cui si è vista maggiormente la grande crescita di Kimi nel preparare la gara per essere velocissimo, è stato invece Russell a fare più punti. Un po’ per i problemi di affidabilità che hanno martoriato il bolognese in Spagna e a Silverstone, e un po’ per la foga eccessiva, dettata anche da un po’ di inevitabile inesperienza, con cui Antonelli ha gestito le fasi iniziali del GP in Austria. In casa del Cavallino la situazione vede, invece, un Hamilton entusiasta e trascinatore, sempre a punti, e un Leclerc che da ieri ha forse capito come domare la SF-26, adattandola finalmente al suo stile di guida. Charles non ci sta a farsi battere da Lewis e questo weekend ha iniziato a rispondere come sa fare. Lewis ha invece fiutato la crescita della Ferrari e la vuole portare in alto, come ha dimostrato di saper fare quando vinceva tutto alla Mercedes. "Tutti in fabbrica hanno lavorato duramente per portare questa costanza di rendimento – ha detto il sette volte iridato dopo il GP – ed è questo che penso farà la differenza quest'anno. Sarà fondamentale continuare così, massimizzare i punti, eseguire tutto al meglio delle nostre capacità, anche quando non possiamo vincere. È positivo vedere che la direzione per cui ho spinto sta pagando e che dobbiamo solo continuare a fare cambiamenti e continuare a spingere. Dobbiamo continuare a portare aggiornamenti". 

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doppietta sfiorata

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È una sfida nella sfida che sta facendo bene al Cavallino. Lo stesso Russell ieri lo ha ammesso dopo il GP: "Questi ragazzi della Ferrari sembrano davvero veloci. E quindi sì, la sfida per il Mondiale è aperta". Chissà se sono solo parole di circostanza. Certo, ieri e sabato si è visto che le due Ferrari hanno nettamente battuto le Mercedes tra qualifiche e gara, e solo la Safety Car e la decisione del muretto Ferrari di non lasciare in pista Hamilton hanno permesso a Russell di inserirsi al secondo posto, altrimenti sarebbe stata doppietta rossa. George ha vinto in Austria con la pole, ma sul passo gara non ha entusiasmato né in Spagna né ieri. "Se voglio lottare per il campionato, le prestazioni devono essere migliori. Io devo essere migliore. Devo lavorare meglio con la mia squadra", ha chiuso Russell. Il Mondiale è vivo. Ed è bello che la Ferrari pressi gli avversari e ne faccia parte da protagonista.

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