La Fifa poteva graziare Balogun? Cosa succede ora? Cinque domande a un avvocato sullo scandalo
Il parere di Venturi Ferriolo, socio di LCA Studio Legale: "Il provvedimento mette in discussione il principio dell'automatismo disciplinare e solleva interrogativi sull'integrità competitiva del torneo"
Il parere di Venturi Ferriolo, socio di LCA Studio Legale: "Il provvedimento mette in discussione il principio dell'automatismo disciplinare e solleva interrogativi sull'integrità competitiva del torneo"
Marco Iaria Giornalista 6 luglio 2026 (modifica alle 18:57) - MILANO English versionIl caso Balogun sta provocando fortissime reazioni, dentro e fuori dal calcio. Ricapitoliamo. L’attaccante statunitense Folarin Balogun viene espulso contro la Bosnia nei sedicesimi del Mondiale. Il cartellino rosso comporta automaticamente la squalifica per gli ottavi contro il Belgio, ma la Fifa ne ha sospeso l’esecuzione. La Federazione belga ha contestato la decisione, chiedendo chiarimenti alla Fifa, mentre la stampa americana riferisce di una telefonata tra Donald Trump e Gianni Infantino. Abbiamo chiesto un parere all’avvocato Federico Venturi Ferriolo, socio di LCA Studio Legale. Cinque domande e cinque risposte per capirne di più.
VIDEO: Squalifica Balogun, il suo ct Pochettino prova a giustificarla ma... sbaglia "sponsor"!Come si inquadra, a livello normativo, la vicenda?
"Il Codice disciplinare della Fifa regola all’articolo 27 il meccanismo della sospensione condizionale dell’esecuzione delle misure disciplinari. La norma attribuisce all’organo giudicante il potere di sospendere, in tutto o in parte, l’implementazione di una misura disciplinare. Con la sospensione, il soggetto sanzionato è assoggettato a un periodo di prova compreso tra uno e quattro anni. La norma esclude espressamente dalla possibilità di sospensione le misure relative alla match manipulation. L’istituto opera come una sospensione condizionale dell’esecuzione: la sanzione non viene annullata, ma la sua esecuzione è differita e subordinata alla condizione risolutiva della commissione di una nuova infrazione".
Qual è il nodo?
"La questione giuridica centrale è se l’articolo 27 possa applicarsi alla squalifica automatica da espulsione disciplinata dall’articolo 66.4 del medesimo Codice e dall’articolo 10.5 del Regolamento della Coppa del Mondo 2026. L’articolo 66.4 stabilisce che l’espulsione comporta automaticamente la sospensione dalla gara successiva e che gli organi Fifa possono imporre ulteriori squalifiche e misure disciplinari. L’articolo 66.5 conferma che la squalifica automatica e ogni ulteriore sospensione devono essere scontate anche se la gara in cui è avvenuta l’espulsione sia stata successivamente abbandonata, annullata, persa a tavolino o rigiocata. L’articolo 10.5 specifica che, in caso di espulsione per rosso diretto o doppia ammonizione, il calciatore è automaticamente sospeso dalla gara successiva della propria squadra. L’aggettivo “automatica” sembra indicare una conseguenza necessaria e non discrezionale, sottratta alla valutazione caso per caso dell’organo giudicante. Tuttavia, l’articolo 27 non opera una distinzione espressa tra misure disciplinari discrezionali e misure automatiche: il testo parla genericamente di misure disciplinari e la squalifica automatica da espulsione è, a tutti gli effetti, una misura disciplinare. L’unica eccezione espressa riguarda la match manipulation".
E quindi?
"Si tratta di stabilire se la squalifica automatica dell’articolo 66.4 rientri nella categoria delle misure disciplinari suscettibili di sospensione ai sensi dell’articolo 27, o se la sua natura di conseguenza necessaria dell’espulsione la sottragga alla discrezionalità dell’organo giudicante. L’articolo 25 suggerisce un ampio margine di discrezionalità, ma si riferisce alla determinazione della sanzione, non alla sua sospensione condizionale. La lettura sistematica delle norme suggerisce che il legislatore Fifa intendesse l’automatismo della squalifica come una garanzia minima e inderogabile. Consentire la sospensione di tale automatismo significherebbe svuotare la norma del suo contenuto precettivo e trasformare una conseguenza certa in una possibilità discrezionale. Una diversa lettura parrebbe in contrasto anche con la dottrina del Field of Play, principio consolidato nella giurisprudenza del Tas (Tribunale arbitrale dello sport). Secondo tale dottrina, le decisioni prese sul campo dagli arbitri non sono suscettibili di riesame nel merito, salvo circostanze eccezionali quali malafede, arbitrarietà, corruzione o errore di diritto fondamentale. La ratio risiede nella finalità e certezza dei risultati sportivi, nell’autorità e competenza tecnica dell’arbitro, nella necessità di evitare la riscrittura ex post degli esiti delle competizioni. Nel caso del rematore italiano Giacomo Perini, l’atleta era stato escluso dalla finale paralimpica per presunto utilizzo di apparecchiature di comunicazione durante la gara. Il Tas ha ritenuto che la dottrina del Field of Play non impedisse il riesame della decisione, poiché la controversia centrale verteva sulla corretta interpretazione della norma dei regolamenti della federazione internazionale canottaggio, e non sulla specifica decisione del giudice di gara. Il caso Balogun si colloca in una zona di confine. La Fifa non afferma di riesaminare la decisione dell’arbitro Claus: il cartellino rosso rimane valido e l’espulsione non viene annullata. Ciò che viene sospeso è soltanto l’esecuzione della squalifica automatica. Ma se la squalifica automatica è parte inscindibile del cartellino rosso, sospenderne l’esecuzione equivale a neutralizzare l’effetto concreto della decisione arbitrale. Il rischio è che la distinzione tra “sospensione della misura” e “revisione della decisione arbitrale” diventi puramente nominalistica. Se la ragione sostanziale è la ritenuta eccessiva severità del cartellino rosso, la decisione finisce per essere una revisione indiretta della valutazione arbitrale, in contrasto con la dottrina del Field of Play. Peraltro, l’articolo 9.6 delle Regulations stabilisce che non possono essere proposti protesti contro decisioni arbitrali su fatti connessi al gioco".
L'avvocato Federico Venturi Ferriolo, socio di LCA Studio LegaleCosa dicono i precedenti?
"Nel caso Balogun la sospensione è intervenuta prima che la squalifica automatica sia stata scontata, durante la fase finale della Coppa del Mondo. Nel novembre 2025, Cristiano Ronaldo è stato espulso durante Portogallo-Irlanda per una gomitata. La Fifa ha imposto tre gare di squalifica; Ronaldo ne ha scontata una e le restanti due sono state sospese ai sensi dell’articolo 27. A differenza del caso Balogun, Ronaldo ha comunque scontato la squalifica automatica (la prima gara), mentre la sospensione ha riguardato soltanto le ulteriori gare aggiuntive imposte dall’organo disciplinare. Nei casi Otamendi e Caicedo, la Fifa ha differito squalifiche pendenti da gare di qualificazione, consentendo la disponibilità dei calciatori all’esordio mondiale. Questi provvedimenti si iscrivono nella modifica dell’articolo 10.2 del Regolamento della Coppa del Mondo 2026 che stabilisce che determinate squalifiche commesse nelle fasi preliminari non si trasferiscono alla fase finale. La motivazione è consentire alle federazioni di competere con le squadre più forti, bilanciando integrità disciplinare e qualità del torneo. Nel caso Danny Vukovic contro Fifa il portiere australiano, espulso per contatto aggressivo con un arbitro, aveva beneficiato di un’interruzione della squalifica disposta dalla federazione australiana per consentirgli di partecipare alle Olimpiadi. La Fifa ha impugnato tale provvedimento e il Tas ha confermato la decisione Fifa di estendere la squalifica su scala mondiale senza interruzione, affermando che l’interruzione della sanzione deve avere una base legale chiara e non può essere tailor-made per permettere la partecipazione a una competizione specifica".
Quali sono i margini d’azione del Belgio e le possibili conseguenze?
"Il Codice disciplinare della Fifa prevede la possibilità di proporre appello al Fifa Appeal Committee, ma l’appello non è proponibile avverso decisioni su sospensioni fino a due gare o due mesi. Secondo la stampa, la Fifa avrebbe comunque riconosciuto al Belgio la possibilità di proporre appello entro le 12 ore precedenti la gara. La Federazione belga ha precisato di aver solamente richiesto chiarimenti alla Fifa, e di aver ricevuto in risposta una lettera con cui la Fifa dichiarava di considerare tale lettera di chiarimenti come un appello, comunicando che era stato nominato un giudice e che la federazione disponeva di poche ore per completare il ricorso. A presidio dell’indipendenza del sistema resta, in ogni caso, la possibilità di ricorso al Tas, una volta esauriti i rimedi interni Fifa. L’articolo 50 degli statuti Fifa prevede l’appello al Tas entro 21 giorni contro le decisioni definitive Fifa, ma esclude le controversie relative a sospensioni fino a quattro gare o tre mesi. Per la Coppa del Mondo il Tas ha istituito una specifica divisione ad hoc, proprio al fine di decidere rapidamente (entro 48 ore) le controversie sorte durante il torneo. A prescindere dall’esito, l’assenza di criteri ex ante espliciti sull’applicazione dell’articolo 27 trasforma il potere discrezionale in arbitrio. Appare necessario un chiarimento regolamentare: se la Fifa intende che l’articolo 27 possa sospendere la squalifica automatica prevista dall’articolo 66.4 del Codice e dall’articolo 10.5 del Regolamento, dovrebbe dichiararlo espressamente e definire condizioni oggettive di applicazione. In assenza di tali criteri, la certezza delle squalifiche automatiche, presidio fondamentale della dottrina del Field of Play e dell’integrità competitiva, risulta significativamente indebolita, e il precedente Balogun rischia di trasformarsi in uno strumento discrezionale privo di prevedibilità e, soprattutto, di legittimazione".
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