Ferrari, il metodo Vasseur per la rinascita: "Uniti si vince"
La Gazzetta dello Sport

Ferrari, il metodo Vasseur per la rinascita: "Uniti si vince"

Martedì 7 luglio 2026
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Già al lavoro dopo il trionfo di Leclerc a Silverstone: "Pensiamo a come battere la Mercedes"

Già al lavoro dopo il trionfo di Leclerc a Silverstone: "Pensiamo a come battere la Mercedes"

Giulia Toninelli Giornalista 7 luglio - 07:29 - MILANO

Parlare di lotta Mondiale è severamente vietato. Il team principal della Ferrari Fred Vasseur lo ripete più volte domenica dopo il successo di Charles Leclerc a Silverstone, il secondo della rossa nelle ultime tre gare, e all’ennesima domanda di un giornalista sulle possibilità del team italiano in ottica campionato, il francese ridendo si indica un orecchio: "Sei sordo? Ho detto che non usiamo quella parola". Anche il vocabolario è diventato importante a Maranello da quando, quest’anno, le cose hanno iniziato ad andare nella giusta direzione, dimenticando le sofferenze di un 2025 senza successi: "Sappiamo cosa dobbiamo fare per continuare a migliorare e il deficit dalla Mercedes non scompare in un attimo per magia - ha spiegato - al nostro ritorno in fabbrica avremo esattamente lo stesso approccio, diremo ai ragazzi che dobbiamo semplicemente concentrarci sul prossimo weekend". 

VIDEO: Sinner cuore Ferrari: guardate come esulta per Leclerc

il valore della ferrari

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Il concetto, ripetuto in continuazione, da chiunque all’interno della squadra, è sempre lo stesso: "Ragioniamo gara dopo gara" senza delusioni eccessive quando le cose vanno male, e senza entusiasmi esagerati davanti a successi sopra le aspettative, come la vittoria di Silverstone arrivata in un weekend sulla carta estremamente complesso per la Ferrari. Un cambio di mentalità, fondamentale per ripartire da zero quest’anno, che Vasseur ha condotto nel team seguito dai fedelissimi con cui, dalla passata stagione, ha intrapreso una rivoluzione silenziosa al centro del caos di un campionato denso di delusioni. Dal vice team principal Jerome d’Ambrosio al capo dell’ingegneria di pista Matteo Togninalli, Vasseur ha identificato posizioni e ruoli su cui focalizzarsi, lasciando però allo stesso tempo spazio di azione ai box dei due piloti, con differenze sostanziali in metodo e scelte tecniche tra Leclerc e Hamilton. 

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leclerc & hamilton

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Ciò che oggi in Ferrari è più chiaro che mai è che per lavorare bene insieme non si è costretti a trovare strade tecniche similari ad ogni costo tra i due piloti: "Ho provato ad andare nella direzione di Lewis - aveva spiegato sabato Leclerc - ma non ha funzionato, e quando sono tornato sulla mia le cose hanno iniziato ad andare meglio". Un lavoro che ha richiesto tempo, come spiegato dallo stesso monegasco, e la vicinanza di un team di lavoro che Leclerc ha voluto ringraziare personalmente partendo da Bryan Bozzi, suo ingegnere di pista dal 2024, che ha condiviso il podio di Silverstone con Charles e che via radio ha sottolineato l’impegno instancabile del pilota. Leclerc ha poi ringraziato altre due figure del suo staff: Andrea Ferrari, performance coach al fianco del monegasco da sempre, e Johannes Hatz, suo performance engineer. Nomi che si uniscono a quelli di altre decine di tecnici, fondamentali per la costruzione di una squadra solida, della quale Leclerc si fida ciecamente. Un discorso similare vale per Hamilton, che dopo i tanti malumori del 2025, sembra aver trovato un equilibrio con il suo nuovo ingegnere di pista, Carlo Santi, che lo stesso Lewis ha definito "il Bono italiano" riferendosi al tecnico Mercedes che lo ha seguito per 12 anni, con il quale aveva costruito un rapporto profondissimo. "È anche questione di fiducia, tra noi e nel gruppo - ha spiegato Vasseur - perché ogni parte del team si deve sentire bene e sapere di poter contribuire al successo". Che si vada in direzioni diverse o uguali non importa, perché è il metodo adesso, in Ferrari, ad essere davvero cambiato.

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